Il sosia




Recensione di Stefania Ceteroni


Autore: Ernesto Masina

Editore: Macchione

Genere: thriller

Pagine: 200

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. In una bella domenica di Agosto un uomo viene ucciso, con un’iniezione, durante la messa nella chiesa di Seefeld. Il cadavere viene mandato per gli accertamenti all’obitorio di Innsbruck, ma durante il trasporto il corpo viene sostituito con quello di un altro assassinato. La Polizia locale non riesce a comprendere quanto successo ed invita a collaborare l’Interpol italiana che riconosce nel cadavere custodito all’obitorio un chimico romano che lavora nel giro della droga. Quando vengono ritrovate, in grave stato di decomposizione, le spoglie dell’uomo avvelenato, gli ispettori scoprono la perfetta somiglianza con un boss della malavita romana che governa gran parte del traffico di cocaina nella capitale. Le indagini si intensificano, ma appaiono da subito forti dubbi sull’identità del morto.

 

 

 

Recensione

Il Fantasma è un grosso trafficante internazionale di droga, sicuramente italiano che, per quanti sforzi fossero stati fatti anche con la collaborazione delle polizie di tutto il mondo, non era mai stato possibile identificare ed arrestare.

Eppure, prima di diventare tale, il Fantasma era un ragazzo come tanti altri, impiegato di banca senza troppe ambizioni, con pochi amici ed una vita sociale mediocre. Un ragazzo che si imbatte in un personaggio che, a sua volta, lo avvicina ad un ambiente che mai e poi mai avrebbe potuto immaginare di conoscere così da vicino e del quale diventare pilastro importante.

Il Fantasma è il protagonista di una storia in cui gli eventi si susseguono ad una velocità impressionante, quasi come se vicende che lo riguardano fossero così tante e così tanto concentrate in un arco temporale relativamente breve da dover scorrere sotto gli occhi del lettore con la massima velocità.

Questa è stata la sensazione che ho avuto io nel leggere “Il sosia”: l’autore aveva così tanto da dire sul protagonista, così tanto da raccontare, da dover sacrificare dettagli e descrizioni meticolose per condurre il lettore lungo la sua storia ed arrivare al più presto alla fine.

Ma cosa c’entra il Fantasma con la morte di un uomo – assassinato con un’iniezione letale durante una funzione religiosa in Austria – e con lo scambio di cadavere che seguirà alla sua autopsia?

Sisto Proietti, l’uomo assassinato, era un commerciante di tessuti con un giro d’affari pulito, svolto alla luce del sole. Sarà forse la sua particolare somiglianza con il Fantasma ad essergli costata la vita? E quel cadavere che viene scambiato con il suo, cosa c’entra con lui?

Prendono le mosse da questi eventi vicende misteriose in cui camorra, droga, ricchezza e scaltrezza sono gli ingredienti che vengono mixati a dovere con un ritmo narrativo incalzante, veloce, anche troppo in alcuni momenti.

Devo ammettere che il Fantasma, colui che nessuno riesce a rintracciare ed ai cui polsi nessuna manetta riesce a scattare, mi è sembrato un giovanotto senza spina dorsale fin dai primi passi che ha mosso fuori dalla sua comfort zone. Un bambinone incapace di capire bene cosa gli stesse succedendo, incapace di opporre la benché minima resistenza a tutto ciò che gli stava capitando attorno, pronto a subire senza fare domande anche le vicende che, a ben guardare, hanno dell’assurdo. Eppure, un tipo dal tal fattura diventa il fulcro di un ampio traffico di droga senza nemmeno avere il tempo di realizzare chi, come e cosa gli operi attorno. A chi deve credere? Chi gli dice la verità? Ci sono dei buoni attorno a lui? O solo dei cattivi? E quali sono? In che misura?

Ho avuto la sensazione che il Fantasma si ponesse continuamente questi interrogativi e che subisse, giorno dopo giorno, gli eventi più che determinarli. Secondo il mio parere è un personaggio passivo che, di fatto, non prende mai decisioni ma le subisce.

“Il sosia” è un giallo particolare sia nella struttura narrativa che per le vicende che vengono narrate. Non è il mistero sui due omicidi che il lettore ha bisogno di vedere svelato ma capire dove le vicende porteranno il Fantasma, cosa gli accadrà… e se riuscirà a restare un Fantasma per sempre…

Ammetto di averlo letto in poco tempo tanta era la voglia di arrivare a capire come si sarebbero messe le cose per l’uno o per l’altro personaggio ed un po’ ho sofferto della velocità di narrazione, come se tante – troppe – informazioni e tanti (continui) cambiamenti di fronte avessero spaesato non solo me ma anche il protagonista.

A cura di Stefania Ceteroni

https://libri-stefania.blogspot.com

 

 

Ernesto Masina


Ernesto Masina è nato in Africa da un padre fiorentino e una madre bresciana. Girovaga parecchio da piccolo, seguendo gli spostamenti, lui e i suoi fratelli (tra cui il giornalista Rai Ettore Masina), del padre ufficiale della Benemerita. Una serie di percorsi che, a cavallo della guerra, lo portano a Breno in Val Camonica. Dopo una vita nel ruolo di responsabile commerciale di un’azienda chimica, Ernesto Masina ha scoperto l’arte.  Prima l’esperienza di “Varese Corsi” del Comune, con l’interesse per il lavoro con la creta. Poi un bel periodo di tele dipinte a tempera, colori vivaci, paesaggi come soggetto prevalente. “Ero un lettore da sessanta libri letti ogni anno – racconta – Ad un certo punto mi sono detto: perchè non scrivere io stesso ciò che vorrei leggere?”. “L’Orto fascista” è stato il suo primo romanzo.

 

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