Il sospettato




Recensione di Amanda Airola


Autore: Georges Simenon

Traduzione: Marina Karam

Editore: Adelphi

Genere: Noir

Pagine: 140

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Quando Pierre Chave, in una notte di pioggia scrosciante, attraversa illegalmente la frontiera tra il Belgio e la Francia (dov’è ricercato per diserzione), non ignora che la sua sarà una corsa contro il tempo: per impedire che una bomba scoppi in una fabbrica di aerei, nella periferia di Parigi, facendo decine di vittime innocenti, deve a ogni costo riuscire a trovare Robert, il «ragazzino» infelice e bisognoso di affetto che, dopo averlo venerato come un maestro, si è sottratto alla sua influenza lasciandosi indurre a compiere un attentato. Pierre deve salvare gli operai della fabbrica – e deve salvare lo stesso Robert dal macchiarsi di una colpa orrenda. Perché, pur avendo strenuamente creduto nell’ideale anarchico, aborre la violenza e sa che il terrorismo come metodo di lotta politica è una strada senza uscita. Ma la sua è una missione quasi disperata: perché su di lui pesano non solo i sospetti della polizia, ma anche quelli dei suoi stessi compagni, convinti che sia stato lui a tradirli.

 

 

Recensione

Questo libro viene classificato come “racconto” dato il suo esiguo numero di pagine, personalmente non mi trovo d’accordo con questa definizione, per me questo libro è un vero e proprio romanzo. Seppur le pagine sono limitate Simenon è riuscito a racchiudervi un’infinità di emozioni, temi e punti di vista.

Una storia scritta con uno stile pulito e privo di fronzoli, quasi scarno ma che arricchisce il lettore di sensazioni travolgenti. Un inizio scattante senza introduzioni, non sappiamo nulla del personaggio, l’epoca la possiamo solamente intuire, così come l’iniziale localizzazione geografica. Eppure veniamo trascinati in un turbine di avvenimenti, senza poterci fermare un solo istante. I luoghi vengono descritti molto poco in termini ambientali, ma si percepiscono attraverso la narrazione delle sensazioni, si riesce a percepire la fine pioggia gelida, l’odore pungente del tabacco, il sudore sulla fronte dei sospetti.

L’avventura di Pierre Chave è a dir poco rocambolesca, un uomo allo sbando che ha un solo obbiettivo, senza aiuti, senza conforto alcuno, con la sola consapevolezza di non poter fallire. Un punto di vista, sulla politica e sugli ideali che animavano i cuori ad inizio ‘900, fresco ed originale. L’autore non esprime opinioni, non dà giudizi, ma lascia che siano i personaggi a far valere le loro opinioni.

Perché è compito di ogni singolo lettore giudicare le azioni di un personaggio e non del suo creatore. I temi trattati sono molto intensi e purtroppo anche attuali, in un mondo in cui l’estremismo prende sempre più piede Simenon ci insegna che si deve lottare per quello in cui si crede, ma che farlo in maniera pacifica rende la vittoria molto più travolgente e duratura.

Questo libro si legge tutto d’un fiato e non tanto perché si voglia arrivare a scoprire il finale quanto per non perdersi un solo istante della lotta del protagonista, le sue aspirazioni, il suo credo e i suoi limiti morali.

Un libro che ci permette davvero di viaggiare in un’altra epoca ma che purtroppo finisce troppo presto

 

 

 

Georges Simenon (Scheda Autore)


Georges Simenon: Georges Joseph Christian Simenon (Liegi, 13 febbraio 1903 – Losanna, 4 settembre 1989) è stato uno scrittore belga di lingua francese, autore di numerosi romanzi, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio di Jules Maigret, commissario di polizia francese.

Tra i più prolifici scrittori del XX secolo, Simenon era in grado di produrre fino a ottanta pagine al giorno. A lui si devono centinaia di romanzi e racconti, molti dei quali pubblicati sotto diversi pseudonimi. La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta Paesi, supera i settecento milioni di copie. Simenon iniziò la sua carriera di scrittore a poco meno di sedici anni, a Liegi, come giornalista nella sua città natale. Negli anni venti, trasferitosi a Parigi, divenne un prolifico autore di narrativa popolare. Negli anni trenta raggiunse la fama grazie al personaggio del commissario Maigret, i cui racconti e romanzi furono i primi a essere pubblicati con il suo vero nome; sino ad allora infatti, Simenon aveva pubblicato opere sotto pseudonimo, usandone decine: il più ricorrente era Georges Sim. Nonostante l’enorme successo commerciale, la critica letteraria è sempre stata indecisa riguardo ad una sua possibile classificazione, tanto che, benché la produzione poliziesca di Simenon riguardi una parte relativamente minoritaria della sua opera, egli è ricordato per lo più come un prolifico autore di romanzi gialli.

La storia di Simenon è ripercorribile sia nelle sue opere di finzione che nei diversi romanzi autobiografici. La sua vita privata era instabile: a parte i suoi due matrimoni Simenon ebbe numerose relazioni.