Il suo nome quel giorno




(Recensione di Carola Di Giovanni)


Autore: Pietro Spirito

Editore: Marsilio

Pagine: 154

Genere: narrativa

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

I fili delle storie narrate in questo romanzo si intrecciano sulle terre di confine, a Trieste. Gli altopiani carsici di questa zona sono il teatro di una parte della storia, italiana ed europea, che ancora oggi non trova la giusta voce nella nostra cultura. È la storia dei migranti, quelli costretti a fuggire dalla Jugoslavia di Tito alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Giuliana Striano vive in Sudafrica, figlia di genitori italiani. È una donna ormai matura quando la madre in fin di vita le rivela la sua vera identità: il suo nome è Giulia, è nata a Trieste nel 1961, e lei non è la sua vera madre. Giuliana/Giulia inizia da qui la ricerca delle sue origini e dei suoi veri genitori.

Ad aiutarla sarà Gabriele, archivista a Trieste, unico a rispondere a una delle centinaia di mail, richieste di aiuto, da lei mandate. Gabriele inizierà a scavare nel passato di Giulia, attratto da questa donna senza un preciso motivo. È lui a narrarci la sua storia: attraverso i suoi occhi innamorati, o meglio affascinati, Giuliana/Giulia acquista un alone di sacralità e mistero, ma perde anche la sua voce e la sua già incerta identità.

Alla storia di Giulia si alternano squarci nel passato che ci mostrano la vita di Vera, la sua vera madre, una ragazza ancora minorenne nel 1961, chiusa in un campo profughi con la sua famiglia. Tutti i personaggi del romanzo si muovono verso la costruzione della propria identità: Vera e Gabriele cercano un futuro, l’una il modo e l’altro la motivazione per andare avanti; Giuliana cerca il proprio passato, proprio come Jože, vicino di Gabriele, che ogni anno attraversa il tunnel del passo Ljubelj (luogo già intriso del dolore dei prigionieri dei campi di concentramento che lo costruirono) in cui morì sua madre durante la fuga dalla Slovenia. Un rituale sacro che gli dà l’illusione di essere legato a un luogo.

Tutti cercano legami, luoghi, ricordi e la loro identità continua a costruirsi in una ricerca che attraversa lo spazio e il tempo, e che probabilmente non avrà mai fine.

 

 

Pietro Spirito

(Caserta 1961) vive e lavora a Trieste. Scrittore e giornalista professionista lavora alle pagine culturali del quotidiano “Il Piccolo”. Collabora con la Rai per programmi radiofonici e televisivi. Ha scritto saggi, romanzi, racconti e curato antologie. Tra i romanzi più noti: Le indemoniate di Verzegnis (Guanda 2000, Premio Chianti), Speravamo di più (Guanda 2003, finalista al Premio Strega), Un corpo sul fondo (Guanda 2007), Il bene che resta (Santi Quaranta 2009), L’antenato sotto il mare (Guanda 2010), Il suo nome quel giorno (Marsilio 2018).