Il suo ultimo respiro




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Linda Castillo

Traduzione: Andrea Salomoni

Editore: Fanucci

Serie: Kate Burkholder #5

Genere: Thriller

Pagine: 352 p., R

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

 

 
 

Sinossi. Il sole sta tramontando su Painters Mill, e dalle nubi che gravano sul cielo iniziano a cadere le prime gocce di pioggia. Un padre amish sta tornando a casa con i suoi tre figli, guida il calesse, e tutti insieme intonano una vecchia filastrocca. La strada è deserta, si può sentire solo il frusciare del vento tra i rami e il rumore degli zoccoli del cavallo sull’asfalto. Poi, all’improvviso, il rombo violento di un motore. Un’auto che sembra sbucata dal nulla sfreccia a tutta velocità verso di loro. Infine, il silenzio cala il suo pietoso sudario. Quando il commissario Kate Burkholder giunge sul luogo per i primi accertamenti, appare subito chiaro che non si tratta di un incidente stradale come altri, l’impatto non è stato colposo. Alla guida dell’auto non c’era un pirata della strada ubriaco, ma un killer a sangue freddo, e forse va stanato proprio tra gli abitanti di Painters Mill. Ma chi ha voluto uccidere un diacono amish e due dei suoi figli? E per quale motivo? A piangerli sono rimasti una vedova e un ragazzo che si aggrappa alla vita nel reparto di terapia intensiva di un ospedale, incapace di comunicare. È l’unico testimone di quanto accaduto quella maledetta sera. L’unico che potrebbe indicare una direzione per le indagini. Kate Burkholder barcolla nel buio, e per trovare risposta alle sue domande dovrà intraprendere un viaggio agghiacciante nei più oscuri meandri del cuore umano, che metterà in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto.

 

And when your fears subside

And shadows still remain

I know that you can love me

When there’s no one left to blame

So never mind the darkness

We still can find a way

‘Cause nothin’ lasts forever

Even cold November rain

 

E quando le tue paure si placano

E le ombre rimangono ancora

So che puoi amarmi

Se non rimane più nessuno da incolpare

Per cui non importa l’oscurità

Possiamo ancora trovare una via

Perché niente dura per sempre

Nemmeno la fredda pioggia di Novembre

 

(November Rain – Guns N’ Roses)

 

Recensione

Nelle ore successive al termine del libro mi è giunta all’orecchio November Rain dei Guns N’Roses, proprio nell’attimo in cui stavo ancora cercando di ascoltare, dentro di me, cosa avesse smosso questa storia. Beh, sì, perché con un romanzo così le emozioni le vivi di pancia e di cuore e vuoi la musica, vuoi le parole che finiscono per essere quelle giuste al momento giusto, fatto sta che mi è parso che questo passaggio calzasse a pennello. Anzi, secondo me lo rappresenta al meglio e dice tutto ciò che io non vi dirò, per evitare lo spoiler rischiando così, di togliervi il gusto di questa intensissima lettura.

Oramai a cospetto di un libro di quella che io considero una grande autrice, ovvero Linda Castillo, giuro, non so più come pormi e cosa dirne a riguardo.

Ogni storia si presenta come dura e scioccante, agghiacciante e totalmente intollerabile ma anche totalmente umana e struggente a tal punto che nel tentativo di raccontarne e definirne il libro, vedo le parole scivolarmi via dalla testa. Questo perché ogni cosa che potrei dire è ammantata dalla paura e da una certa inquietudine di non essere riuscita a spiegarmi bene, rischiando così di non farvi comprendere in modo pieno ciò che un suo libro rappresenti per me attraverso le emozioni che riesce a suscitarmi.

Al termine delle letture, rimango sempre con uno sconquasso emotivo molto forte, anche per colpa, o merito dell’autrice, che riesce a scrivere in modo tale che tutto il dolore e l’intensità dei sentimenti di Kate perfori la pagina, ti si appiccichi addosso, fino a farti avvertire in modo violento le sue sensazioni, le sue paure e fortunatamente, almeno ogni tanto, anche le sue gioie.

Una famiglia distrutta e fra le vittime, due, o forse tre, anime innocenti e totalmente inconsapevoli. Sarà una di quelle indagini di cui nessun agente vorrebbe doversi occupare e ove d’altro canto, nemmeno uno lascerà in sospeso nulla fino a che l’indagine non sarà conclusa.

Al solito però, il capo Burkholder dovrà scontrarsi con le chiusure degli amish, che già per cultura sono molto diffidenti nei confronti degli “inglesi” e che a maggior ragione, conoscendola, vedono in lei una reietta, poiché allontanata dalla comunità durante l’adolescenza.

Per Kate, questa nuova indagine si rivelerà, a dirla semplicisticamente, una lotta interiore per arrivare alla verità, perché questa volta rimanere imparziale, per lei, sarà tremendamente difficile, e nello stesso tempo, riuscire a farlo, significherà ristabilire degli equilibri eliminando un feroce killer dalla tranquilla cittadina di Painters Mills.

L’epilogo si rivelerà crudele e assurdamente privo di qualsiasi pietà e proprio per questo, farà tanto male, finendo per lasciarti sgomento e impotente di fronte a questa fredda realtà. A mio avviso, nessuna persona con del sangue pulsante nelle vene, potrà riuscire a leggere in modo indisturbato e indifferente le motivazioni del killer, senza avvertire un brivido fastidioso e una certa inquietudine.

Questa però, sarà solo una parte del romanzo, perché di cose da raccontare ce ne sarebbero anche altre ma come ho già detto in precedenza, dovrete scoprirle da soli. Sappiate però, che io ho sofferto molto e ancora adesso, non sono per nulla tranquilla e non lo sarò, almeno fino alla lettura del prossimo libro.

Posso solo dirvi che Linda Castillo, ancora una volta, ha costruito una storia solida, con una trama ben delineata e perfettamente in equilibrio, nonostante i tanti argomenti affrontati, che fanno sì che il romanzo si sviluppi in modo articolato e allo stesso tempo arricchito, da quella pietà umana che qui sarà di fondamentale importanza, nel tentativo di incoraggiare noi lettori nella prosecuzione della lettura.

Se non l’avete ancora fatto, iniziate a leggere Linda Castillo, sicuramente non ne rimarrete delusi.

“Le bugie più crudeli sono spesso silenziose.”

(Virginibus Puerisque – Robert Louis Stevenson)
 
 
 

Linda Castillo


Originaria dell’Ohio, dove sono ambientati i suoi thriller Amish, Linda Castillo sapeva fin dalla tenera età che voleva essere una scrittrice e scrisse il suo primo romanzo all’età di tredici anni. Ha pubblicato una trentina di libri per tre case editrici di New York e ha vinto numerosi premi di settore.

 

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