Il talento della vittima  




Recensione di Marianna Di Felice


Autore: Patrizia Zappa Mulas

Editore: SEM

Genere: Giallo

Pagine: 208

Anno di pubblicazione: 2019

Sinossi. Gubbio, il cuore segreto dell’Italia antica. È la notte di Capodanno e al Comando dei Carabinieri arriva una segnalazione: sulla strada che corre sotto la Piazza c’è il cadavere di una giovane donna. Nessuno la conosce, nessuno l’ha vista cadere. Il capitano Agostino inizia subito l’indagine insieme al carabiniere Pizzetti, un giovane esperto di informatica e di tecnologia appena arrivato a Gubbio. Agostino invece è un ufficiale insolito, un umanista disincantato e amante delle lingue antiche, e sta per andarsene da Gubbio, il suo incarico è scaduto. Nell’appartamento della vittima Pizzetti trova una lettera indirizzata al Direttore, l’uomo politico più potente della zona. Nell’appartamento della vittima Pizzetti trova una lettera indirizzata al Direttore, l’uomo politico più potente della zona. È un messaggio d’addio e un resoconto dettagliato di un’intensa storia d’amore. Ma è anche un omaggio appassionato al tesoro archeologico di Gubbio, le misteriose Tavole Eugubine, unica testimonianza della civiltà dimenticata che ha governato il Centro Italia prima di Roma, fondata sulla solidarietà, sulla divinizzazione della natura e ideatrice delle parole base del diritto romano. Le Tavole sono scritte in una lingua sconosciuta, quella degli Umbri antichi. Agli occhi della vittima il Direttore e le Tavole sono le due facce dello stesso mistero. Le Tavole raccontano tremila anni di storia, la lettera ricostruisce otto mesi di vita e l’indagine dura ventiquattro ore.

Recensione

La storia si svolge in Umbria, precisamente nella cittadina medievale di Gubbio tra storia e misteri che fanno di questa terra una meta obbligatoria per chi vuole respirare aria di antichità e remoti culti religiosi. Soprattutto se si vogliono vedere da vicino le famose Tavole Eugubine, conservate nel Palazzo dei Consoli, che ci danno testimonianza di una lingua antica e di un governo di sacerdotiche decideva un certo numero di sacrifici di animali, che non dovevano avere difetti, da compiereper rigenerare il patto di comunione tra pastori per assicurare il libero spostamento delle greggi nell’Italia centrale. Agostino, il capitano della stazione dei Carabinieri era un appassionato di storia anticha e di paleografia per questo si dilungava a spiegare cosa significavano le Tavole al giovane carabiniere Pizzetti che non le conosceva.

Il tutto durante le indagini su un suicidio poco chiaro di una ragazza che era giornalista Rai e si trovava a Gubbio con la troupe per parlare delle Tavole Eugubine e della festa dei ceri, un rito antico che, dopo una faticosa corsa, finiva nella chiesa di Sant’Ubaldo che si trova poco sotto la rocca sita sulla cima del monte Ingino.

Ironia della sorte la ragazza era stata trovata davanti alla vetrina di un antiquario. Il passato non è sempre nitido e nasconde segreti che spesso diventano pericolosi. In questo giallo, la ragazza aveva lasciato una lettera, la sua voce, che Agostino iniziò a leggere per scoprire qualche indizio che potesse ricollegare alla morte della stessa visto che nella sua mente si stava insinuando il pensiero che il suicidio non fosse voluto. Grazie al carabiniere Pizzetti il suo pensiero poteva essere supportato da valide scoperte.

La vittima amava scrivere e si vedeva dalla lettera, che per le parole usate, lo stile e per il coinvolgimento che provocava alla persona che la leggeva sembrava avesse scritto un libro. Si sentiva la paura, il sentimento, il dolore e lasciava il lettore con l’amaro in bocca. Era dettagliata e grazie a questa lettera Agostino riuscì ad arrivare alla soluzione in una corsa contro il tempo visto che era arrivato il trasferimento e doveva lasciare il comando della stazione di Gubbio, ma fino all’ultimo minuto indagò, con il nuovo Capitano che andava in giro per la caserma, e riuscì a far luce sulla morte della ragazza.

L’autrice riesce a trascinare il lettore nel luogo scelto per il suo giallo collocandolo alle spalle dei personaggi, incuriosendolo quando la troupe lavora e scopre storie per le sue scene documentaristiche; sorprendendolo mentre si parla delle Tavole Eugubine , delle tradizioni degli umbri antichi e della corsa dei ceri tanto da stimolarlo nella ricerca delle suddette tradizioni; innervosendolo con il comportamento di certi personaggi che avendo un nome e una carriera da difendere calpestano i sentimenti e la dignità di chi li rispetta; offuscando la mente del lettore quando si entra nel vivo della storia creando dubbi e domande su un repentino cambiamento di condotta; emozionandolo alla fine perché mai credeva che potesse finire in quel modo.

Forse il lettore sperava che si potesse sbattere in faccia la realtà dei fatti a chi aveva la superbia di credersi superiore a tutti ed avere una soluzione facile, ma il tutto risultava più complicato. Per fortuna il Capitano Agostino ha un’idea per prendersi una rivincita seppure amara.

Buona lettura!

A cura di Marianna Di Felice 

marisullealidellafantasia.blogspot.it

Patrizia Zappa Mulas


Patrizia Zappa Mulas ha lavorato come attrice nei più importanti teatri italiani in un repertorio che va da Shakespeare a Genet. Laureata in estetica, ha scritto e pubblicato due romanzi, L’orgogliosa (Et.al., 2012) e Rosa furia, quest’ultimo diventato poi un tv movie. Con le edizioni Nottetempo è uscito il racconto Tigre adorata (2006) e con Et al. la raccolta di racconti Purché una luce sia accesa nella notte (2010). nel 2019 pubblica con SEM Il talento della vittima.

 

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