Il tatuatore di Auschwitz






(Recensione di Bagnati Ilaria)


Autrice: Heather Morris

Traduttore: Stefano Beretta

Editore: Garzanti

Genere: Romanzo

Pagine: 224

Anno edizione: 2018

 

 

Leggendo il titolo “Il tatuatore di Auschwitz” forse in molti penseranno che si tratta dell’ennesimo libro sull’olocausto e passeranno oltre, ma personalmente penso che di questi libri non ce ne saranno mai abbastanza, perché ogni storia come quella dei protagonisti Lale e Gita DEVE essere raccontata con la speranza che quell’orrore non accada mai più anche se la storia moderna, purtroppo, ci racconta altro.

Quella di Lale e Gita è una storia vera ed è raccontata proprio da Lale all’autrice che, per la prima volta, si dedica alla scrittura di un romanzo con grande successo. Lale e Gita sono due ebrei deportati ad Auschwitz e il loro incontro avviene quando Lale, il “Tatowierer” ossia il tatuatore del campo, tatua il numero identificativo sul braccio di Gita.

Lale sa che deve lavorare veloce e a testa bassa per non far infuriare le SS, ma detesta tatuare soprattutto donne e bambini, e quando arriva il turno di Gita alza gli occhi e si perde in quelli di lei. Da lì nasce il loro amore, Lale fa di tutto per incontrarla.

Grazie al suo lavoro ha più libertà e privilegi rispetto agli altri internati, così può aiutare qualche amico dandogli maggiori razioni di cibo e corrompere qualche SS per vedere Gita ed aiutarla.

Ovviamente l’angoscia per tutte le crudeltà perpetuate nei confronti degli internati nel campo pervade ogni pagina ed è davvero difficile leggere e soprattutto accettare comportamenti simili.

Ogni pagina è un pugno nello stomaco, ma nonostante questo, ho continuato a leggere con avidità perché la storia d’amore tra i due protagonisti è un raggio di sole in un giorno di pioggia.

Volevo partecipare alla gioia dei loro incontri, volevo avere la loro stessa speranza che quell’amore sarebbe sopravvissuto a quella barbarie. Lale e Gita si aggrappano con le unghie e con i denti a quell’amore che è la loro unica speranza di uscire vivi da quel campo di concentramento.

Il tatuatore di Auschwitz è un libro forte ma che deve essere letto. Ringrazio l’autrice, ma soprattutto Lale, per aver condiviso la sua storia che non dimenticherò mai.

 

 

Heather Morris


Nata in Nuova Zelanda, vive e lavora a Melbourne in Australia. Autrice di sceneggiature, ha deciso di volgersi alla narrativa per raccontare la commovente storia di Lale Sokolov. Il tatuatore di Auschwitz è il suo romanzo d’esordio: dopo lo straordinario interesse suscitato alla Fiera di Londra del 2017 è stato venduto in tutt’Europa ancora prima della pubblicazione.