Il tempo degli inganni






(Recensione di Giulia Fenili)


 

Autore: Michele Macagnino

Editore: Golem Edizioni

Pagine: 256

Genere: Giallo

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

SINOSSI

La testa del Mago, recisa di netto, recapitata in una scatola presso l’ufficio di Mick the Mack con un solo biglietto:

Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini” (Matteo 18, 32-34).

Un giovane informatico scomparso, una serie di strani progetti comunali, una lotta per il comando sulla prostituzione, tutto sembra apparentemente scollegato. Tornano alcuni personaggi de “Il volto del male” catapultati in una nuova vicenda che si articola tra Torino e la Calabria. I due poliziotti Lurati e Jannuzzi con l’aiuto dell’ex poliziotto Raiteri intraprendono la corsa verso la verità. Chi ha ucciso il mago? Che significato ha la testa mozzata? Chi c’è dietro alla prostituzione e ai progetti comunali?

Le storie dei personaggi si troveranno strettamente e pericolosamente unite. I poliziotti con l’aiuto di un uomo che da anni si occupa di portare alla luce le verità più nascoste, cercheranno di scovare chi sta al vertice di questo giro che vede la prostituzione, la mafia e la politica corrotta intrecciarsi e portarsi dietro una lunga scia di sangue.

 

 

RECENSIONE

“L’odore che lo assalì era nauseante. Diede una manata al pacco, che cadde per terra. La testa del Mago, recisa di netto, rotolò sul pavimento. Si fermò. Sembrava che lo guardasse, come quella di San Giovanni Battista nel dipinto del Caravaggio”.

Una testa in una scatola apre questo thriller sconvolgente. Un inizio crudo e ricco di inganni per Mick, proprietario di una piattaforma hard. Come un artista dipinge il suo quadro su una tela, l’autore dipinge la sua storia di fantasia su una tela che però rappresenta una triste verità. Questa tela è la nostra Italia, un paese macchiato di sangue, di morti ingiuste, di magistrati corrotti.

I personaggi che il lettore incontrerà ben rappresentano la realtà odierna. Poliziotti come Lurati e Raiteri che si oppongono alla corruzione e alle azioni disumane di killer spietati, vedranno le loro vite intrecciarsi con quelle di altri che come loro combattono in silenzio la mafia, con quelle di ex prostitute e con le vite di persone estremamente pericolose.

L’autore è abile a raccontare le vicende dei tanti personaggi di questa storia che inizialmente sembrano prive di collegamento ma che sul finale si riveleranno unite dai tradimenti e dalle menzogne. In questo libro Macagnino cerca di mettere in mostra quel lato della nostra nazione che spesso viene nascosto, quel lato che la gente si rifiuta di conoscere e di combattere.

In questo thriller vediamo la mafia calabrese, ‘ndrangheta, l’unica presente in tutti e cinque i continenti, al centro di una serie di omicidi, che interessano anche il giro della prostituzione Torinese e una lunga serie di progetti comunali che si snoda dalla Calabria alla provincia di Torino.

Lo scrittore è bravo nel lasciare al lettore il tempo necessario per giungere alle proprie conclusioni. Pagina dopo pagina aumenta la voglia di scoprire l’origine di questo intreccio, chi ha il potere immenso e indescrivibile di decidere sulla vita delle persone e sul futuro del nostro paese. Perché chi si ha di fronte è gente priva di scrupoli, gente che ucciderebbe chiunque pur di arrivare a raggiungere i propri scopi. Il denaro poi è ciò che muove ogni azione, che porta l’uomo a compiere i gesti più impensabili.

“[…] pur di raggiungere i loro obiettivi quelli fanno terra bruciata intorno a tutto ciò che gli interessa. Non colpiscono direttamente, ma usano metodi più subdoli, colpiscono trasversalmente per mettere in ginocchio il loro vero obiettivo”

Un libro che lascia senza fiato, che inganna, che porta a sospettare di tutti e a non credere a nessuno. Ritmo incalzante e colpi di scena che si alternano a momenti di denuncia dell’omertà, della speculazione e dei drammi che tutto questo porta e porterà sempre. Il lettore non vedrà l’ora di arrivare alla soluzione finale, spinto dalla curiosità che l’autore riesce a suscitare.

«L’amico Falcone diceva che per sconfiggere la mafia bisogna risalire il fiume dei soldi”.

 

L’AUTORE

Michele Macagnino è nato a Torino l’8 giugno del 1971. La sua infanzia e la sua adolescenza sono state caratterizzate da tante difficoltà. Una volta cresciuto, come capita a tanti ragazzi che non hanno avuto i necessari punti di riferimento, cade vittima di una vita molto pericolosa. Michele infatti finisce anche per trascorrere tre giorni in prigione. Ma tutta la sua vita e le sue tormentate vicende lo portano ad una crisi di coscienza che segna la svolta. Riparte con un nuovo lavoro e una propria famiglia, ottenendo grandi soddisfazioni. Nella sua storia la parte più importante la scrive proprio la sua forza di volontà, adesso è infatti tra i più importanti imprenditori dell’adult entertainment. Oltre a “Il tempo degli inganni” ha scritto anche “Il volto del male” (2016), “Le colpe dei padri” (2015) e “Le sacre puttane” (2015).