Il traduttore




Recensione di Manuela Baldi


Autore: Biagio Goldstein Bolocan

Editore: Feltrinelli

Collana: I Narratori

Genere: giallo

Pagine: 256

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

 

 

Sinossi.  Milano, 1956. L’appartamento di via Borsieri è in penombra. Ovunque sono ammassati libri. Ce ne sono migliaia, stipati sugli scaffali e accatastati per terra. Accanto alla finestra, una scrivania, anch’essa incorniciata da colonne di libri, e, dietro, quello che potrebbe sembrare un insieme di vestiti ammonticchiati alla rinfusa ma che, avvicinandosi, si svela in tutta la sua oscenità: il cadavere di Cesare Paladini-Sforza, raffinato slavista e traduttore per la casa editrice Feltrinelli. Il caso viene affidato al vicecommissario Ofelio Guerini, un’anomala figura di questurino-partigiano comunista, che capisce subito che si tratterà di un’indagine complicata. La vittima lavorava a un’opera scottante, destinata a suscitare grande clamore: un romanzo straordinario, scritto da un poeta russo inviso al regime, di cui la Feltrinelli sta preparando in gran segreto l’uscita in anteprima mondiale. “Il dottor Zivago” di Boris Pasternak. Più Guerini procede nelle indagini e alza il velo sull’affascinante figura di Paladini-Sforza, più affiorano piste inquietanti e si squadernano interessi politici internazionali. Nel cielo si addensano le nubi oscure della Storia – la Guerra fredda, la rivolta ungherese, la crisi di Suez – e attorno al vicecommissario danzano figure equivoche che cercano di condizionarlo e di orientarne le indagini. In questo labirinto, l’inquieto Guerini dovrà trovare la bussola. La Storia incombe e gli impone di scegliere: quale fra le tante storie possibili lo condurrà alla verità?

 

 

Recensione

Un vicecommissario di polizia, Ofelio Guerini, viene incaricato, a causa della sua appartenenza politica, di occuparsi della morte di un traduttore. Guerini è un ex partigiano divenuto poliziotto, comunista, laureato, massiccio fisicamente, dotato di ottima memoria e capacità deduttive.

I tempi di questa indagine sono lenti, ben descritti dall’autore con una penna precisa, asciutta e poco incline a favorire i voli pindarici di chi legge.

Milano, anni 50 del secolo scorso, Italia che esce dalla Seconda Guerra Mondiale, tensione politica che percorre tutti, c’è voglia di partecipare, discutere anche dei problemi internazionali.

Mentre indaga, il vicecommissario ragiona sulle sue convinzioni politiche, sul suo rapporto con la moglie, sul mondo in fermento. Godibilissima la descrizione del rapporto con il cibo del vicecommissario Guerini.

La presenza delle grandi potenze mondiali che potrebbero avere interesse che l’indagine penda da una parte o dall’altra, fa conoscere a Guerini strani personaggi che lui valuta perfettamente e che non lo condizionano; le pressioni per chiudere l’indagine che si fa scomoda non lo turbano più di tanto mentre continua a mettere in fila gli indizi e le sue deduzioni.

In questo romanzo la Storia si interseca con la fantasia, vengono utilizzati fatti reali ai quali si legano vicende inventate che hanno una loro plausibilità.

C’è tempo anche per conoscere le passioni sportive del vicecommissario e la consapevolezza del proprio valore di donna della moglie di Guerini, per i primi passi di una casa editrice.

Leggendo, si intuisce la formazione dell’autore, che viene esplicitata nelle descrizioni delle vicende storiche contemporanee allo svolgersi dell’indagine.

Il capitolo dedicato al calcio, spiazzante nella sua collocazione e a mio avviso troppo lungo, assieme alle parti storiche, sono elementi che potrebbero scoraggiare la lettura ma che servono per inquadrare il personaggio del vicecommissario e il particolare momento storico nel quale opera.

Se si avrà la pazienza di proseguire si scoprirà un personaggio notevole e molto umano.

 

 

 

Biagio Goldstein Bolocan


Biagio Goldstein Bolocan (Milano, 1966), una laurea in Storia all’università Statale e un intenso impegno politico nell’organizzazione giovanile del Partito comunista italiana, ha lavorato come insegnante di Storia e Italiano presso le scuole civiche serali e poi come editor di materie umanistiche per la casa editrice scolastica Bruno Mondadori. Ha pubblicato numerosi manuali di storia per la scuola e tre romanzi, Il lato oscuro della luna (Cairo, 2012), Una guerra privata (Cairo, 2013) e Il traduttore (2017).

 

 



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