Il tribunale delle anime




(Recensione di Simona Sireus)


Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi
Pagine: 462
Genere: Thriller
Anno Pubblicazione: 2011

 

I protagonisti del romanzo sono due:

Marcus, un prete penitenziere ovvero un cacciatore del buio che possiede una sensibilità particolare nell’individuare le anomalie. Le stesse che lo condurranno a fare chiarezza sulla scomparsa di Lara, una studentessa di architettura, e anche nel suo passato di cui ha pochissimi ricordi a causa di un’amnesia provocata da una ferita di proiettile alla tempia; Sandra Vega, una giovane poliziotta che si occupa di foto-rivelazioni. Vive a Milano ma si sposta a Roma per seguire le tracce dell’assassino di suo marito.

Il romanzo, infatti, è ambientato a Roma ed ha uno schema temporale che incastra il presente (il tutto si svolge in cinque giorni) con flashback. Lo scopo è fornire al lettore elementi che lo aiutino a dare la giusta interpretazione dei due protagonisti e degli altri personaggi che popolano le vicende.

Le storie dei due protagonisti, nel corso del romanzo, si incastrano e si sovrappongono con svolte inaspettate nelle quali la Chiesa assume un ruolo fondamentale.

Affascinante è il coinvolgimento, che Carrisi utilizza, della Penitenzieria Apostolica, detta il tribunale delle anime, che raccoglie l’archivio di tutti i crimini dell’umanità sotto la custodia dei preti penitenzieri. Sebbene l’ordine dei penitenzieri sia stato sciolto da anni, continua la sua attività in modo clandestino con a capo Devok, il prete che è stato ucciso in una stanza d’albergo a Praga proprio quando anche Marcus, presente, è rimasto ferito.

L’eterna lotta tra la luce e l’oscurità, tra il bene e il male che alberga in ognuno di noi è un tema ricorrente nei romanzi di Carrisi e anche in questo non manca, accompagnato sapientemente da ambientazioni cupe e grigie di una Roma quasi gotica e da scenari fatiscenti delle città ucraine post disastro nucleare di Chernobyl.

La trama è arricchita dai profili psicologici dei personaggi, descritti in modo accurato, gestiti sapientemente e inseriti nel contesto per aumentare il ritmo incalzante. L’autore scava nei personaggi fino ad arrivare alle motivazioni che li spingono alle azioni, muove le tessere inserendole tra loro con grande abilità come in un puzzle che infine si completerà in modo perfetto.

La struttura lo rende un libro coinvolgente la cui scrittura è notevole: semplice e ricca, scorrevole e intricata al tempo stesso, ma Carrisi non è nuovo nel confezionarci ottimi thriller. E questo è indubbiamente un ottimo thriller sebbene, a tratti, la trama risulti aggrovigliata anche per la presenza di molti personaggi secondari che rischiano di confondere il lettore.

Non mancano alcune riflessioni sull’indole dell’uomo: la cattiveria è innata oppure la si acquisisce con l’esperienza data dal proprio vissuto?

Vi consiglio di rispondere a questa domanda dopo aver letto il libro…

 

Donato Carrisi  su THRILLERNORD