Il vendicatore oscuro




Recensione di Marianna Di Felice


Autore: Annalisa Stancanelli

Editore: Mondadori Electa

Genere: Noir

Pagine: 112

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

 

 

Sinossi. 1608. Una feluca naviga silenziosa nella notte verso porto laccio, sulla costa orientale della Sicilia. Trasporta un uomo ferito, febbricitante che, all’arrivo sulla spiaggia, viene accolto e trasportato a braccia fino al convento dei cappuccini, un sicuro nascondiglio. È Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, “il miglior dipintore dell’epoca sua”. Scampato all’ira dei cavalieri di Malta, sopravvive grazie alle cure dei frati e si rimette al lavoro con il sostegno di amici e protettori. E incontra Luce, la ragazza che posa per lui e lo fa fremere d’amore. Ma un presagio di morte attanaglia il pittore. “sento il pericolo, presto la morte mi verrà a prendere”, confida all’amico Mario Minniti, “ho tanti nemici”. Intorno a lui avvengono crimini spaventosi e violenti. Un assassino si aggira in città. Forse cerca lui.

 

Recensione

Questo romanzo è un thriller, per l’inquietudine che crea nel lettore, che si mette nei panni del protagonista e cerca di scappare con lui evitando di cadere nelle grinfie di un vendicatore oscuro.

È un romanzo storico, perché i fatti accadono al maestro Michel’Angelo Merisi da Caravaggio e ripercorrono un pezzo della sua vita dopo la fuga da Roma in seguito a un assassinio a causa del quale si era reso nemico del Papa, e non solo. Si racconta della sua permanenza a Malta nell’Ordine dei Cavalieri e anche della sua precipitosa fuga per un intrigo ai suoi danni. Effettivamente a Malta ebbe dei problemi con la giustizia e il soggiorno in quell’isola fu alquanto misterioso.

È un noir, perché i protagonisti sono un sospettato e un esecutore.

Michel’Angelo era invidiato perché era un eccellente pittore, un pittore che voleva riportare su tela la realtà e per farlo prendeva come modello soggetti del popolo, ma non soggetti a caso, solo quelli che creavano nella mente del maestro l’opera da dipingere, che gli davano l’impulso alla pittura. Aveva un carattere non facile ed era soggetto all’ira, che non riusciva a contenere, facendola sfogare per un nonnulla e mettendo a rischio le persone vicine a lui.

La semplicità dei discorsi attraverso i quali si sviluppa il romanzo delizia il lettore, che segue le vicende con una grande fame di lettura. In poche pagine si sviluppa una trama pregna di storia che ha delle sfumature noir, perché cupa in certi tratti.

Il problema è che arriva subito la fine, visto che la lettura è decisamente piacevole, però arriva in tranquillità, senza velocizzare gli eventi.

Per un appassionato di storia, di Caravaggio e del thriller ritrovare i tre elementi in un romanzo è decisamente soddisfacente anche perché, mentre si legge delle opere che il pittore creava in quel periodo, si vive insieme a lui la ricerca artistica dei soggetti e l’idea di come realizzare il dipinto che spunta nella mente del maestro e si realizza nella stessa.

Si vive anche l’ansia che cresce, di pagina in pagina, in Michel’Angelo, accerchiato dalle ombre, tra le quali cerca di farsi spazio una luce per la quale prova un forte sentimento; si vive la sua irrequietezza con il tormento della morte che non lo abbandona mai, insieme a lui il lettore sente che il vendicatore è sempre più vicino…

 

 

 

 

Annalisa Stancanelli  (Scheda Autore)


Annalisa Stancanelli bolzanina di nascita, è giornalista pubblicista. Ha insegnato nella scuola primaria e nelle scuole superiori per sedici anni e dal 2013 è Dirigente Scolastico.

A cura di Marianna Di Felice

marisullealidellafantasia.blogspot.it



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