Il vizio del diavolo




Recensione di Marianna Di Felice


Autore: Enrico Luceri

Editore: Oltre Edizioni

Genere: Giallo

Pagine: 232

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Antivigilia di Natale 2018. È stata annunciata un’allerta meteo: è previsto un nubifragio che provocherà allagamenti e mancanza di collegamenti. In un collegio sperduto nella campagna dell’Italia settentrionale, sono rimasti un prete, due suore e una giovane orfana. Dopo il crepuscolo, un frate chiede ospitalità al collegio per un incidente d’auto. E a tarda sera, il malore di una suora costringe un medico a raggiungere la scuola con mezzi di fortuna. Da quel momento, comincia una notte di terrore. Un assassino colpisce spietato, freddo e inafferrabile. Un intruso penetrato nel collegio, o uno degli insospettabili ospiti? O è davvero il diavolo a nascondersi negli angoli bui dei corridoi e a sghignazzare divertito? La realtà sembra sempre più un’illusione, una magia, una messa in scena. Perché forse è davvero il diavolo ad aggirarsi per il collegio. E il suo vizio è ingannare.

 

Recensione

Un’orfana, un collegio, un forte temporale che danneggia le comunicazioni, un prete e due suore sono gli abitanti presenti nell’ala del palazzo che è rimasta aperta durante le feste, pochi giorni a Natale, una leggenda macabra sull’edificio che narra di consanguinei senza eredi e omicidi misteriosi.

Tutti questi ingredienti creano una storia perfetta per far rimanere nell’inquietudine il lettore dall’inizio alla fine. L’autore omaggia con alcune scene descritte nel libro il cinema di Pupi Avati, ma il lettore può riconoscere nella narrazione delle immagini uscite fuori dai libri della Christie e dal telefilm L’ispettore Barnaby. Sembra infatti di vederlo, mentre si legge, un temporale burrascoso nella brughiera inglese dove le case sono isolate perché distanti sia dal centro città sia da altre case e all’improvviso arriva qualcuno che inizierà ad investigare mantenendo un’aria enigmatica. La visione della storia è vivida nel lettore che immagina in modo nitido tutto ciò che legge.

Un giallo che contiene tracce di noir per il mistero che confonde come una densa nebbia e di horror che fa trasalire quando meno uno se lo aspetta. Padre Wurth sembra davvero un inquisitore uscito direttamente dal passato, un Tomàs de Torquemada di fine ‘400, inflessibile, freddo, razionale, ironico e con un fiuto infallibile che lo porta a comprendere chi è l’assassino. Il diavolo èdavvero in ogni angolo, ma è fatto di carne e ossa e ha meditato per bene tutto quello che poi farànel collegio.

Alcuni personaggi hanno dei segreti da custodire che li fanno passare per dei sospettatidi omicidio. Effettivamente quando il lettore arriva a svelare certi segreti si ritrova ad incastrare perfettamente i personaggi nel ruolo di assassino, ma sarebbe troppo facile. L’autore gioca bene le sue carte e stuzzica la fantasia del lettore portandolo a ragionare come i personaggi. Tutto questo per preparare la sorpresa finale. E riesce a coinvolgere il lettore fino alla fine confondendolo sul vero assassino perché nulla è come sembra, ma potrebbe essere anche peggio.

La protagonista, Corinna, l’orfana che deve vivere nel collegio, dove insegnava la madre, fino alla maggiore età conferisce ancora più suspense alla storia. Corinna ama vedere le serie tv di genere horror e thriller e poi le sembra di viverle nella vita. Va a fumare una sigaretta nel giardino del collegio spingendosi vicino agli alberi per non essere vista dalle suore, nel frattempo il vento fa danzare i rami e il loro frusciare sembra passi di qualcuno nascosto nell’ombra.

Circondata dalla buia campagna mentre sta arrivando un temporale per il quale è stata data l’allerta, la fantasia di Corinna viaggia, e con essa anche quella del lettore: in un’ombra vede un profilo o nel rumore del vento sente un sussurro o un rantolo. La sua mente è condizionata dalle cose che vede perché si sente sola, per ribellione, per fare la dura, ma alla fine dura non è. Il silenzio crea rumori nella testa e delle scene splatter si formano in un battito di ciglia.

Ma forse, questa volta la mente di Corinna ha captato qualcosa che non viene da una scena vista in una serie tv, forse stavolta Corinna ha sentito l’assassino prima che entrasse nel collegio. Entrando dentro l’edificio il lettore si ritrova in lunghi corridoi, immaginando scene macabre, derivanti dalla leggenda, della famiglia che vi abitava prima, entra in enormi stanze e sente lo sferragliare dell’ascensore che rompe il silenzio opprimente, ma deve fare attenzione a rimanere nella luce e non dare mai le spalle al vuoto. Buona lettura!

A cura di Marianna Di Felice 

marisullealidellafantasia.blogspot.it

 

Enrico Luceri


Enrico Luceri è nato a Roma nel 1960 ed è un autore di gialli. Fra i suoi romanzi: L’ora più buia della notte (Mondadori 2017), Dietro questo sipario (Damster 2017), Le colpe dei figli (Mondadori 2015), Buio come una cantina chiusa (Mondadori 2013), Le strade di sera (Hobby&Work 2012) e Il mio volto è uno specchio (Mondadori 2008). Fra le antologie di racconti: Tre indizi fanno una prova (Mauro Pagliai 2018), Le colpe vecchie fanno le ombre lunghe (Prospettiva 2008) e Vita segreta di uno scrittore di gialli (Magnetica 2006). Inoltre, ha scritto i saggi Giallo Pulp (con Luigi Cozzi, Profondo Rosso 2018), La porta sul giallo (con Sabina Marchesi, Prospettiva 2010) e diversi articoli pubblicati in appendice ai Classici del Giallo Mondadori fra il 2009 e il 2013. Nel 2008 ha vinto il Premio Alberto Tedeschi, organizzato dal Giallo Mondadori.

 

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