Il libro degli specchi

(recensione di Francesca Mogavero)




Autore: E.O. Chirovici
Editore: Longanesi
Pagine: 336
Genere: Giallo
Anno di pubblicazione: 2017


Richard Flynn, studente di letteratura inglese che sogna di diventare scrittore, Laura Baines, determinata e affascinante laureata in matematica e specializzanda in psicologia, e Joseph Wieder, docente di Princeton con fascino, carisma e teorie innovative a volontà: il classico triangolo scaleno, sproporzionato e con due vertici particolarmente vicini?

Non è così semplice. Cosa succede, infatti, se si aggiungono un tuttofare dal passato offuscato e (forse) sanguinoso, un agente letterario, un aspirante cronista, uno sbirro in pensione e un manoscritto perduto? Succede che i lati si moltiplicano, il triangolo diventa un poligono irregolare e in continua trasformazione, con spigoli appuntiti e pareti a specchio.

Sì, perché, come dice il titolo del libro – e il titolo del romanzo misterioso – l’opera di Chirovici è un perfetto incastro di piani riflettenti, di superfici deformate e deformanti, in cui ciascun elemento si rispecchia nell’altro, si frammenta, si ricompone in un’altra forma e mostra una faccia differente a seconda della luce e della prospettiva.

Flynn invia a Peter Katz dell’agenzia Bronson & Matters la prima parte di un testo che ripercorre gli eventi precedenti (e gli sviluppi appena scoperti) all’omicidio di Wieder, assassinato nella propria casa nel dicembre 1987. Ma anche Wieder stava scrivendo qualcosa, uno studio segreto sulla memoria e lo stress post-traumatico in cui si intravede l’ombra dell’esercito.

E Laura, pupilla del professore, a quasi trent’anni dalla delittuosa vicenda, è a sua volta un’affermata autrice di saggi psicologici, forse plagi o forse frutto di un’abnegazione senza limiti. Cosa dire, poi, di John Keller, redattore freelance chiamato a ricomporre e completare una storia magari mai scritta o magari soltanto smarrita? Righe sbiadite, sudate o sbavate che si intrecciano, pagine volanti che si mescolano, capitoli che si passano il testimone, compiono un passo avanti e poi intraprendono una strada oscura e inaspettata.

Chi ha ucciso Joseph Wieder, e per quale ragione? Soprattutto, chi era Joseph Wieder, un donnaiolo impenitente, più attento alla fama che alla fondatezza delle sue teorie, o un luminare integerrimo?

Flynn è una pedina inconsapevole, raggirato da una Laura calcolatrice e fatale, o un innamorato respinto e ossessionato, che non è mai riuscito a dimenticare la ragazza amata ai tempi dell’università?

Gli interrogativi aumentano in modo esponenziale a mano a mano che la lettura procede, ma una domanda si impone su tutte (ed è il seme da cui è sbocciato il romanzo): “E se la nostra immaginazione fosse capace di trasformare la cosiddetta «realtà oggettiva» in qualcosa di completamente diverso, in una realtà altra e del tutto «nostra»?”

Come il labirinto di un luna park ci restituisce un’immagine allungata, tremolante o appiattita di noi stessi, così una passione sfrenata, l’ambizione o una momentanea perdita di controllo possono alterare fatti, ricordi e il mondo intero, anche contro la nostra volontà… Senza possibilità di uscita, nemmeno se chiediamo aiuto a voce alta, nemmeno quando le luci del parco dei divertimenti si spengono e cala una notte ingannevole e lunghissima.



L'AUTORE - E.O. Chirovici è nato in Romania e da alcuni anni vive in Inghilterra. Laureato in Economia, ha intrapreso la carriera giornalistica lavorando per carta stampata e televisioni. Ha esordito nella narrativa con una raccolta di racconti, cui è seguito il primo romanzo, che ha venduto in Romania oltre 100.000 copie. Dal 2013 si dedica a tempo pieno alla scrittura. Il libro degli specchi, il suo primo romanzo scritto in lingua inglese, è diventato un vero e proprio caso editoriale. Ancor prima dell’uscita, e in soli dieci giorni, è stato venduto in 38 Paesi.









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