Il respiro del fuoco

(recensione di Cristian Volpato)




Autore: Federico Inverni
Editore: Corbaccio
Pagine: 474
Genere: Thriller
Anno pubblicazione: 2017


Manca poco al tramonto quando il cielo grigio e nero che incombe sulla città di Haven si accende di un rosso infuocato. Ma quel bagliore non proviene dal sole calante che tenta di illuminare uno degli ultimi giorni che precedono il Natale.

È il rosso violento di un incendio scaturito sulla cima di una collina in periferia, nella cittadina abbandonata di Eden Crossing. Il respiro del fuoco non ha lasciato scampo: l’eccentrico tempio che accoglieva il reverendo Tobias Manne e i suoi adepti è ora un sepolcro ardente con decine di vittime.

La profiler Anna Wayne e il detective Lucas sono arrivati troppo tardi per impedire quel suicidio rituale... ma qualcosa appare assurdamente incongruo. Qualcuno è riuscito a dominare il fuoco, a farsene padrone. E forse quello non è un suicidio collettivo, ma la più efferata delle stragi, messa in atto da una mente visionaria e geniale. Perché esiste soltanto una cosa più affascinante e pericolosa del manipolare il fuoco: manipolare le menti. Mentre in città la notte arde di altri fuochi, Anna e Lucas devono sfidare il tempo per riuscire a elaborare un profilo del killer, ricostruire la storia delle vittime e individuare la più sfuggente delle ombre, prima che uccida ancora.

Ma ogni indagine ha un prezzo, e quando sia Anna sia Lucas scoprono che quel caso affonda le radici nel loro passato, nei loro segreti, sono costretti a chiedersi se possono davvero fidarsi l’una dell’altro... O se invece, come predicava il reverendo Tobias Manne, non sia il momento di compiere l'ultimo passo: accettare l'inaccettabile.


Emozionante, intenso, misterioso... In questa seconda e complicata indagine, Anna e Lucas, si ritroveranno ad affrontare il male sotto forma di fuoco e di manipolazione della mente: questa combinazione porterà ad una serie di omicidi di difficile comprensione.

Sarà molto difficile per i protagonisti capire cosa spinga l'assassino a compiere questi orribili omicidi perché, nel frattempo, dovranno combattere anche contro i demoni del loro passato, che non li hanno ancora abbandonati. La sensazione di qualcosa di non detto aleggia continuamente durante la lettura e ciò ti mette nella condizione di non staccarti dalle pagine.
Il finale, inoltre, lascia in uno stato di trepidazione perché ci sarà ancora qualcosa da scoprire.


“ C'è sempre qualcuno che sa. Sa, e tace “

“ Io concederò ai miei due testimoni di profetizzare, ed essi profetizzeranno vestiti di sacco per milleduecentosessantagiorni. Se qualcuno vorrà far loro del male, un fuoco uscirà dalla loro bocca e divorerà i loro nemici; e se qualcuno vorrà offenderli bisogna che sia ucciso in questa maniera ”

(Apocalisse, 11:3-5)







Intervista a Federico Inverni



Di Federico Inverni su Thrillernord:

IL LIBRO - Federico Inverni, nel libro "Il prigioniero della notte" ci conduce abilmente in un gioco di mistero ricco di luci e ombre che si svela piano piano nella narrazione e, dove, i numerosi cambi di prospettiva, arricchiscono la storia. Misterioso è il suo autore, che ha scelto di usare uno pseudonimo, celando la sua vera identità e lasciando che "Il prigioniero della notte", trovi la sua strada tra i lettori...