Imparerò il tuo nome




(Recensione di Valeria Martellotti)


 

Autore: Elda Lanza

Editore: Ponte alle Grazie

Pagine: 323

Genere: Narrativa

Anno pubblicazione: 2017

 

“Se ne vanno tutti e mi piantano”

Milano.
Una affermata giornalista di una rivista mensile si trova a fare i conti con la propria vita sentimentale.
Dopo cinque anni di amore e convivenza Lorenzo l’ha lasciata, andandosene di casa senza una spiegazione.
Questo ennesimo abbandono riapre in lei vecchie ferite.

Abbandonata dalla madre a sei anni e poi, appena adolescente, dal padre, la protagonista cresce da sola, investendo tutte le sue forze nello studio e nella piena affermazione di sé nel lavoro. Forte, determinata e competente nel lavoro, quanto fragile, immatura e disorientata nella vita privata, la ritroviamo sempre alla ricerca di nuove conoscenze che possano riempire il grande vuoto che ha dentro di se.

Viaggi, nuove amicizie, nuovi amori, la protagonista è aperta ad ogni esperienza che la vita le offre, senza pregiudizi. Non si tira mai indietro, neanche quando la delusione è cocente e le scelte da affrontare difficili. L’importante, alla fine del viaggio, sarà aver trovato la propria identità di donna.

Mi sono chiesta.

”Quanto è importante nella formazione della nostra identità di uomini e donne la presenza e l’esempio dei genitori?”

Questa domanda continuava a tornarmi prepotentemente in testa mentre osservavo la protagonista affrontare con slancio giornate lavorative interminabili, mostre cocktail e serate mondane.

Dentro di lei, sempre presente un grande vuoto, una voragine, la consapevolezza di essere sola al mondo, nonostante amici e colleghi con i quali ha ottimi rapporti e un padre solo economicamente presente.

La protagonista ha sofferto molto nella vita. Tutte le persone che ha amato, prima o poi, l’hanno abbandonata. A poco a poco si è convinta che la colpa sia da ricercare nella sua inadeguatezza e questa consapevolezza la rende, a tratti, anaffettiva. Ad ogni nuova sofferenza ha tirato i remi in barca e si è lasciata trasportare dal vento dell’autocommiserazione per giorni, per poi riemergere più stanca e confusa di prima.

Unica ancora di salvezza: il lavoro.
Più che un lavoro è una passione travolgente, per rincorrerla ha rinunciato a posti più sicuri e meglio remunerati. Scrivere per il giornale le permette di esprimere la sua creatività e conoscere gente sempre nuova con la speranza di trovare la metà che le manca e completare la sua vita.

Immatura sentimentalmente si lascia trascinare dalle emozioni del momento, è come una barca in mezzo al mare in tempesta, sballottata dalle onde, alla continua ricerca di un porto sicuro. Le relazioni intrecciate sono frutto di uno spasmodico bisogno di amore e di trovare il proprio io. Si rispecchia nell’altro alla ricerca della propria identità di donna.

Nel suo percorso la protagonista è spesso scontrosa, scontenta, insoddisfatta, incapace di esprimere i propri sentimenti. Il cuore e la mente parlano due lingue diverse, mentre il primo vorrebbe lasciarsi andare la seconda non dimentica gli episodi di abbandono subiti.

E’ una donna battagliera, che si rialza e si rimette in gioco.

Tutte le donne del romanzo hanno coraggio da vendere.
Scelgono il lavoro, il compagno da frequentare o da abbandonare, senza compromessi, senza voltarsi indietro.
Accettano le sconfitte con filosofia senza abbattersi.
Libro iniziato e finito in un giorno, la scrittura è molto scorrevole, i personaggi magnetici e i temi trattati assolutamente attuali.
Per tutta la durata del romanzo l’autrice non ci svela il nome della protagonista. Ho trovato questo espediente originale e di grande effetto.
Da una parte sottolinea maggiormente la ricerca della protagonista di una identità di genere, dall’altra denota come, privandola di un nome proprio, può riconoscersi in ogni donna.

 

SCHEDA AUTORE

 

Elda Lanza. (Milano, 5 ottobre 1924) è una giornalista, autrice e presentatrice televisiva, oltre che esperta di comunicazione e romanziera italiana. Attiva nel movimento femminista e forte di una precoce e intensa attività di scrittrice e giornalista, dopo gli studi all’Università Cattolica di Milano e alla Sorbona di Parigi (dove fu allieva, tra gli altri, di Jean Paul Sartre), nel 1952 viene contattata dai dirigenti dalla neonata televisione italiana di cui, dopo svariati provini, diventa la prima presentatrice.