In che lingua sogno?






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(Recensione di Simona Vallasciani)


Autore: Elena Lappin
Editore: Einaudi
Traduttore: Laura Noulian
Pagine: 301
Genere: Narrativa
Anno di Pubblicazione: 2017

 

 

 

“In che lingua sogno?”, memoir della poliedrica Elena Lappin, pubblicato nel 2017 da Einaudi, si preannuncia fin da subito come un libro incredibilmente interessante e nelle sue pagine non delude certo le aspettative.
 
Tutto inizia nel 2002, quando, in un’improvvisa telefonata, un uomo di nome V, presentatosi come un suo zio acquisito, le confessa la verità sul suo vero padre.
 
La scoperta spinge l’autrice a rivivere i ricordi del proprio passato e di quello dei genitori, per cercare di svelare tutti i segreti della propria famiglia.
 
Elena Lappin ci porta insieme a lei nel viaggio della sua vita, attraverso i numerosi Paesi in cui ha vissuto; partendo dalla nascita e la prima infanzia trascorsa con la mamma e i nonni in Russia, poi i felici anni da bambina vissuti insieme al fratello minore Maxim tra le strade e i parchi ricchi di mistero di Praga, il trasferimento nella fredda e sterile Amburgo, la decisione di cercare la propria indipendenza in Israele e, in seguito, la sua vita di moglie e madre trascorsa in Canada, poi di nuovo in Israele, a New York, a Londra.
E, di conseguenza, le diverse lingue che ha dovuto e voluto imparare, le loro inflessioni, derivazioni e segreti, che sono diventate pian piano tutte una parte di lei.
 
Attraverso la sua storia e le sue avventure, che si intrecciano ai grandi avvenimenti della storia moderna europea, la scrittrice ci permette di conoscere le tradizioni, gli usi e la cultura di tutti questi Paesi estremamente diversi tra loro e dei popoli che li abitano; ci insegna cosa voglia dire essere una giramondo, vivere costantemente nel ruolo di “straniera”, non mettere radici in nessun luogo e, allo stesso tempo, sentirsi legata a ognuno di essi.
 
Un libro profondo, come solo la vita vera può essere, scritto da una donna forte dal passato tutt’altro che comune.

 

 

Elena Lappin , è a casa in cinque lingue e molte piú nazioni. I suoi scritti sono comparsi su «Granta», «Prospect», il «Guardian» e il «New York Times» ed è autrice della raccolta di racconti, Foreign Brides (tradotta in Italia come Carne kasher, Piemme 2002) e del romanzo The Nose. È editor di «ONE», un marchio della Pushkin Press. Per Einaudi ha pubblicato In che lingua sogno? (2017). Vive a Londra, per il momento.

Se siete lettori appassionati, visitate:
http://ilbacioirlandese.blogspot.it

 

 

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