In un vicolo cieco




(Recensione di Loredana Cescutti)


Autore: Linda Castillo

Editore: Sergio Fanucci Communications S.r.l. – Time Crime

Traduttore: Lisa Maldera

Pagine: 332

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2013

 

SINOSSI

Gli Slabaugh sono una famiglia prospera e laboriosa della comunità amish. Ma un orribile incidente porta alla morte i genitori e lo zio, lasciando orfani i quattro ragazzi. Il capo della polizia Kate Burkholder, nata e cresciuta amish, sa che per loro sarà ancora più duro perdere l’innocenza e affrontare il dolore. E quando scopre che una delle vittime ha subito una ferita alla testa prima del decesso, si immerge con determinazione in un’indagine di omicidio, forse legato ai recenti casi di persecuzione della minoranza amish. I superiori le affiancano John Tomasetti, collega, amante e amico, e davanti a una nuova missione insieme, Kate sarà costretta a rendersi conto di quanta profondità ci sia nel loro rapporto e dove potrebbe portarli. Ma non è la sola superficie oltre la quale dovrà andare. Kate dovrà scavare anche nel suo passato di amish per trovare la forza di spezzare il silenzio di una comunità chiusa, protettiva, ostile a ogni intervento esterno, che nasconde molte verità insidiose.

 

“A volte le cose più difficili da vedere sono proprio quelle che abbiamo davanti.”

RECENSIONE

Kate Burkholder, ex Amish, da qualche anno è stata messa a capo del dipartimento di polizia di Painters Mill nell’Ohio. Le motivazioni della nomina sono presto dette: una scelta di comodo per cercare di mantenere una convivenza pacifica fra due realtà nettamente contrapposte come stili di vita che coabitano in questo territorio, cioè Amish ed Englischer (cioè i non Amish).

Ciò non toglie che il capo Burkholder sia una brava poliziotta con una tenacia e una dedizione al lavoro che la portano ad affrontare ogni indagine in modo determinato fino alla fine.

Sicuramente la conoscenza e il rispetto nei confronti di quello che è stato anche il suo mondo fino ai suoi 14 anni (prima che la sua innocenza le venisse rubata) oltre che la comprensione per la lingua utilizzata (un dialetto olandese della Pennsylvania) la portano ad entrare facilmente in empatia con le persone della comunità.

“La solitudine può diventare una forza potente nella vita delle persone, soprattutto se hanno perso qualcosa di prezioso.”

In questo secondo libro della serie per arrivare alla risoluzione del caso Kate avrà bisogno di sfruttare tutte le sue capacità nell’individuazione di prove e indizi sulla scena e fra le persone coinvolte, oltre all’abilità di analisi e alla freddezza e obiettività di John Tomasetti arrivato direttamente dal BCI (Dipartimento di Investigazione Criminale di Columbus), nuovamente in veste di collaboratore su invito dello sceriffo dalla contea di Holmes.

Sarà un’indagine difficile poiché, proprio come citato nel titolo, Kate, John e il resto della squadra si ritroveranno in più di un’occasione davanti ad “Un vicolo cieco” convinti di essersi avvicinati a qualcosa per poi rimanere di nuovo bloccati davanti al nulla, proprio come in un labirinto.

Purtroppo l’omertà per i soprusi subiti da questa piccola comunità di indole pacifica il cui unico scopo è vivere in modo semplice e in armonia rende tutto più difficile alle forze dell’ordine.

Sarà un crescendo di tensione e sofferenza dai risvolti inaspettati che pagina dopo pagina ci farà rimanere incollati al libro, facendoci avvertire il bisogno di proseguire nella lettura per capire i perché e soprattutto CHI possa aver disseminato tanto dolore.

Kate si metterà, ancora una volta, in gioco anche sul piano umano e ne rimarrà profondamente colpita, perché dovrà affrontare la situazione da poliziotta ma non riuscirà a chiudere in un cassetto della sua mente e del suo cuore la parte Amish che ancora vive in lei. Sarà anche compito di Tomasetti aiutarla a mettere a fuoco in modo obiettivo il necessario per giungere alla verità.

Complimenti all’autrice che è riuscita a tenere fino alla fine quest’ombra di dubbio su molti possibili colpevoli, fra false piste e mezze verità facendo sì che quando il capo Burkholder riuscirà veramente a sciogliere gli ultimi nodi, ciò che ne emergerà apparirà come sconvolgente e inaccettabile.

Con quest’ultima frase vi saluto, invitandovi a fare la conoscenza di quest’autrice che merita veramente (per chi non l’avesse ancora letta, partendo dal primo che si intitola “Costretta al Silenzio”), sono convinta che poi non smetterete più fino all’ultimo libro.

“A volte è così che va. A volte nessuno vince, la gente come noi, quelli che rimangono a raccogliere i pezzi, deve farsene una ragione e passare oltre.”

 

Buona lettura!

 

Linda Castillo su THRILLERNORD 

Originaria dell’Ohio, dove sono ambientati i suoi thriller Amish, Linda Castillo sapeva fin dalla tenera età che voleva essere una scrittrice e scrisse il suo primo romanzo all’età di tredici anni.