Inquisizione Michelangelo




Recensione di Antonia del Sambro


Autore: Matteo Strukul

Editore: Newton Compton

Genere:  Storico/Azione

Pagine:  384

Anno pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

Sinossi. Roma, autunno 1542. All’età di 68 anni, Michelangelo è richiamato ai suoi doveri: deve completare la tomba di Giulio II, opera ambiziosa ma rinviata per quasi quarant’anni. Guidobaldo II, erede dei Della Rovere, non accetterà altre scuse da parte dell’artista. Ma Michelangelo si trova nel mirino dell’Inquisizione: la sua amicizia con la bellissima Vittoria Colonna non è passata inosservata. Anzi, il cardinale Gian Pietro Carafa, a capo del Sant’Uffizio, ha ordinato di far seguire la donna, con lo scopo di individuare il covo degli Spirituali, la setta eretica capeggiata da Reginald Pole, che propugna il ritorno alla purezza evangelica e alla semplicità della vita in una città in cui la vendita delle indulgenze è all’ordine del giorno

 

Recensione

Roma agonizzava davanti ai suoi occhi, ma quello che vedeva non era che il riflesso di un male più grande, un dolore dell’animo che pareva consumare la città. Giorno dopo giorno, un pezzo alla volta.

 

Matteo Strukul è un vero orgoglio italiano, un autore tradotto in venti paesi che con i suoi libri è riuscito a incantare tanti lettori stranieri e avere il plauso incondizionato di quelli italiani.

Eppure Inquisizione Michelangelo è sicuramente il suo romanzo migliore.

Un libro dove l’autore partendo dal genio sublime e assoluto di Michelangelo Buonarroti costruisce pagina dopo pagina una trama ricca di sfumature, di azione, di corruzione e pericolo e insieme di amore e spiritualità.

In una Roma sprofondata nel disfacimento e nella putrefazione le anime pure sembrano brillare ancora di più e far affiorare in chi legge una compassione assoluta, una condivisione di spirito e di sofferenza che rende la narrazione vibrante e intensa tanto che non si riesce a smettere di girare pagina.

Inquisizione Michelangelo ha anche una costruzione dei personaggi indovinatissima a partire dal protagonista presentato in una età considerata per quel tempo orami avanzata e descritto mirabilmente nel suo abbigliamento e nelle sue posture ma ancora di più nella sua indole, nel suo spirito, nella sua ferrea volontà.

Così come accade con Malasorte, la giovane ladra che diventa anche una spia del capitano Corsini, descritta in ogni sua minima fattezza ma soprattutto nel suo carattere volitivo e sventato, forte e ammaliante. Eppoi c’è la scrittura di Strukul, quella che più delle storie in sé ha decretato il suo successo perché è sofisticata, colta, particolareggiata e unica.

Tra il romanzo storico e quello di azione, tra pagine che fanno riflettere e pagine che dilettano, l’ultimo lavoro di Strukul è davvero un libro compiuto.

 

 

 

Matteo Strukul (Scheda Autore)


Matteo Strukul dopo gli studi e il dottorato in ambito giuridico, si è dedicato alla scrittura e al mondo delle parole. Le due biografie musicali “Il cavaliere elettrico” e “Nessuna resa mai” segnano il suo esordio letterario, mentre “La ballata di Mila” rappresenta la sua prima prova come romanziere e l’apertura della saga dedicata alla killer dai dreadlocks rossi. La giostra dei fiori spezzati”, giallo ambientato nella Padova di fine Ottocento, e “I cavalieri del Nord”, noir collocato nella Russia e nella Transilvania di metà 1200, appartengono al filone del thriller storico sperimentato da Strukul a partire dal 2014. Nel 2016, lo scrittore padovano ha iniziato la saga dedicata dinastia fiorentina con “I Medici. Una dinastia al potere”, libro vincitore del premio Bancarella 2017. Aggiudicandosi, poi, nel 2018 il premio Emilio Salgari di Letteratura Avventurosa con il romanzo Giacomo Casanova. Matteo Strukul è tra i fondatori del movimento SugarPulp ed è direttore artistico dell’omonima kermesse e di Chronicae, festival internazionale del romanzo storico. Strukul, inoltre, si occupa di traduzione per la casa editrice Edizioni BD.