Intervista a Alberto Beruffi




A tu per tu con l’autore

 

 

 

Da cosa hai preso ispirazione per scrivere questo romanzo? Qual è stata la scintilla che ha fatto scattare dentro di te l’idea per questa storia?

Ascoltando la canzone Autogrill di Guccini mi si è accesa la luce. Sentendola ho avuto una visione chiara di una delle scene che poi ho rappresentato, e da lì è scaturito tutto il resto.

 

 

 

Quando è nata in te la passione per la scrittura?

Ho iniziato a scrivere brevi racconti al Liceo, ma in modo discontinuo. In seguito mi sono dedicato più alla composizione di canzoni, finché non ho deciso di impegnarmi per terminare quel romanzo che da tempo si sviluppava nella mia testa, ma di cui avevo scritto solo pochi frammenti. 

 

 

La musica ha un ruolo fondamentale nella storia, ci spiegheresti come mai hai scelto proprio determinati brani?

Sono tutti brani che conosco e apprezzo da tanto tempo. La scelta è stata fatta in base ai miei gusti musicali, tenendo anche conto del periodo in cui è ambientata una parte della storia, gli anni Ottanta, e del fatto che dovessero essere adatti per le scene che avevo in mente. 

 

 

 

Ascolti qualche cantante/band in particolare durante la stesura di un libro?

Sì. Generalmente mi creo una colonna sonora, con canzoni che possano fare da sottofondo durante la scrittura. Devono quindi essere canzoni che conosco molto bene, per non distrarmi. Quindi ad esempio Vasco Rossi, U2, Pink Floyd, Depeche Mode, Battisti, Pet Shop Boys, Ligabue, Jovanotti… Se però ambiento alcuni capitoli in una città, ascolto cantanti che rappresentino la città stessa. Ad esempio, per Bologna, potrebbero essere Luca Carboni o Lucio Dalla. Lo faccio perché sono convinto che vivere in un determinato luogo influisca e confluisca nelle creazioni musicali e ascoltarle mi aiuta a creare la giusta atmosfera.

 

 

 

Che ruolo ha avuto la musica nella tua vita e quanto ha influenzato la tua scrittura?

Nel romanzo uno dei personaggi afferma che la musica è la magia che ci è concessa in questo mondo. Ed è quello che penso davvero. Senza musica non vivrei, la ascolto, la suono, la compongo. E la cura che dedico alle canzoni ho cercato di riportarla nella scrittura. Dopo una prima stesura, rifinisco finché le frasi non “suonano” come voglio, cercando, ove possibile, una sorta di musicalità nella prosa. 

 

 

 

Quali sono gli autori da cui trai ispirazione e che hanno segnato il tuo percorso di lettore?

Arthur Conan Doyle, che ha creato il mio prototipo ideale di investigatore, Sherlock Holmes. Mi piace l’attenzione ai dettagli, l’ambientazione, la costruzione della parte investigativa e la logica nella soluzione del caso. J.R.R. Tolkien, che ha scritto il mio libro preferito, il Signore degli Anelli, in cui mi rifugio quando ho bisogno di rilassarmi. E infine l’autore che ritengo abbia più ha influenzato il mio stile di scrittura, Isaac Asimov. I capitoli brevi, i repentini cambi di prospettiva sono ispirati al suo stile, che rimane comunque irraggiungibile.

 

 

 

Questo libro sarà autoconclusivo o è una serie?

Ho in cantiere il seguito, perché già in partenza dovevano essere almeno due romanzi strettamente interconnessi. Ho anche alcune idee per un prequel e un ulteriore seguito, ma sono soltanto abbozzi.

 

 

 

Conosci il genere thriller nordico? apprezzi qualche autore in modo particolare?

Volutamente nel mio romanzo ambiento alcuni capitoli durante la celebre nevicata del 1985, perché mi piace l’ambientazione invernale, fredda, che è spesso presente proprio nei thriller nordici. Per qualche ragione non razionale sono affezionato all’Islanda, per cui ho cercato autori di quella terra e ho letto alcuni libri di Arnaldur Indriðason, di cui ho apprezzato particolarmente La Signora in Verde, per le tematiche trattate e per quella malinconia di fondo che per me lega bene col paesaggio islandese. Ho letto alcuni romanzi della saga dell’ispettore Wallander di Hanning Mankell e ovviamente la trilogia Millenium di StiegLarsson: il suo primo romanzo lo considero un capolavoro.

Alberto Beruffi

 

 

Di Alberto Beruffi:

IL LIBRO – Un autogrill si trasforma nell’inquietante scena di un crimine con il ritrovamento del cadavere di una delle cameriere. Si tratta di Giulia Scarpanti, figlia minore di un noto avvocato di Mantova. È stata strangolata con una corda di chitarra e le hanno messo della colla ai lati della bocca, per farla apparire sorridente…