Intervista a ANDREAS PFLÜGER






A tu per tu con l’autore

 

 

1) You are one of German most brilliant screenwriters, but you devoted yourself also to writing, publishing your novel “Endgültig” (“Nero assoluto”, in Italian). What about the transition between these two different worlds so distant but so close?

Thanks for the flowers. A screenwriter is payed for a lot of things. But mainly for one talent: When a somebody else wants to see a movie, he or she has to go to a cinema or turn on the TV. A screenwriter is able to watch a complete new film in his head. This is the talent we get money for. I am convinced that a good novel always is a kind of mental cinema. That’s it.

Lei è uno fra i più brillanti sceneggiatori tedeschi, ma ha scelto di dedicarsi anche alla scrittura, pubblicando il suo romanzo di esordio “Nero assoluto”. Come è avvenuto il passaggio tra questi due mondi così diversi ma così vicini?

Grazie del complimento! Uno sceneggiatore è pagato per molte cose. Ma, soprattutto, per un talento in particolare: quando qualcuno vuole vedere un film, deve andare al cinema o accendere la TV; uno sceneggiatore è in grado di guardare un film intero, inedito, nella sua testa. Questo, è il talento per cui siamo pagati. Sono convinto che un buon romanzo è sempre qualcosa come… avere un cinema nella testa. Questo è!

 
2) Your main character is so particular: a very strong and determined woman, strengthened by life. What or who did inspire you?

I gut the idea when I was reading a biography of Jacques Lusseyran, a French philosopher who got blind by the age of eight in 1932. When the Nazis occupied France he became the head of a resistance cell in Paris. He talked to every new candidate for the cell in confidence. It was risky because they never knew if some Nazi agent was among the candidates. But Lusseyrans people had great trust in him, and they said: “Let’s wait till the blind has been seeing him.” This was the big bang of my novel: A blind police woman who was able to distinguish the truth from the lie in an way only a blind person could.

Qual è stata la sua ispirazione per questa originale protagonista, una donna così forte e determinata, temprata dalla vita?

L’idea mi è venuta mentre leggevo una biografia di Jacques Lusseyran, un filosofo francese che divenne cieco all’età di 8 anni, nel 1932. Quando i Nazisti occuparono la Francia, divenne la mente principale di una cellula della resistenza a Parigi. Parlava in privato con tutti quelli che volevano entrare a far parte della cellula. Ma i suoi seguaci avevano molta fiducia in lui e dicevano: “aspettiamo che li guardi il cieco”. Questo è stato il ‘big bang’ del mio romanzo: una poliziotta cieca, capace di distinguere la verità dalle bugie come solo le persone non vedenti possono fare.

 
3) Your novel is …. an action thriller. It’s easy to compare it to action movies (I think it’s not a case you mention Daredevil). Why did you choose this rhythm for your book?

I am strongly inspired by eastern philosophy but also martial arts films. This may sound like a strange combination, but that’s the way it is. My aim was to bring these two poles together and lift it to al level of literature. When I’m in a movie or red a novel, I want to get overwhelmed. And I hope the readers of my novels feel this way.

Il suo libro è ricco di azione, tanto che viene da pensare ai film dei supereroi (non a caso, viene citato Daredavil). Come mai ha voluto dare questo ritmo al suo romanzo?

Mi sento profondamente ispirato dalla filosofia orientale, ma anche dai film di arti marziali. Questa può sembrare una strana combinazione, ma così è. La mia intenzione era quella di avvicinare questi due poli, e elevarli a letteratura. Quando ‘mi trovo dentro un film’ o leggo un libro, voglio sentirmi travolto. E spero che i miei lettori provino esattamente questa sensazione.

 
4) We know Jenny Aaron’s story is not already finished. You have more plans for her. Would you like to give us a foretaste?

Nero assoluto is the start of a trilogy. You may read every part like a finished story. But in the end it will be one big saga and you could read the three novels as one. The second part starts only one week after the final of Nero assoluto. And it is starting in Rome, that’s what I can tell you. I am very much attracted by Italy and two years ago I stayed two month in Rome to finish Nero assoluto. Great time! The second novel will come out in Germany in October.

Sappiamo che la storia di Jenny Aaron non si è ancora conclusa; per lei ha altro in programma, qualche anticipazione sul prossimo libro?

“Nero assoluto” è l’inizio di una trilogia. Ogni parte può essere letta come una storia a sé stante. Ma, alla fine, vuole essere una grande saga, da leggere come un unico, grande, romanzo. Il secondo capitolo inizia appena una settimana dopo la fine di “Nero assoluto”; e inizia a Roma… ecco cosa posso dirvi… Adoro l’Italia e, due anni fa, ho vissuto per due mesi a Roma, mentre finivo di scrivere “Nero assoluto”. Ah! Che bell’esperienza! Il secondo romanzo uscirà in Germania a ottobre.

 
5) In the afterword, you tell us about your research, about people you met to help you writing every particular in the better way. Would you like to tell us more about this?

I am convinced that every story has to be researched the best way the author could. I love to research, it gives me views into lifes and worlds I otherwise would never learn to know. For Nero assoluto I had to a tremendous research to do because my heroine is blind and the story is told radically from her point of view. I had to read for almost half a year, talked to blind women who were so friendly to share a lot of time with me, talked to medicines, psychologists, psychiatrists, brain researchers. In the end one of the most distinguished experts for blindness worldwide became my special adviser: Professor Bernhard Sabel from the Otto-von-Guericke-University of Magdeburg (former MIT and Harvard). He is reading every sentence of my work and is the guarantee, that the facts about blindness are right. His work is a great inspiration for me.

Nella postfazione ci racconta delle sue ricerche, delle persone e delle figure professionali che ha incontrato per poter scrivere al meglio ogni particolare. Le va di raccontarci qualcosa di più in merito a questa sua esperienza?

Sono convinto che ogni autore debba fare ricerche il più approfondite possibile, per ogni storia che scrive. Adoro la ricerca, mi permette di guardare dentro vite… dentro mondi in cui altrimenti non avrei modo di entrare. Per “Nero assoluto” è stato necessario un eccezionale approfondimento, perché la mia eroina è cieca e la storia è raccontata interamente ‘dal suo punto di vista’. Ho dovuto documentarmi per almeno sei mesi, parlare con donne cieche che sono state così gentili da condividere il loro tempo con me; ho parlato con medici, psicologi, psichiatri, studiosi che si occupano di ricerca sul cervello. Alla fine, uno dei più illustri esperti al mondo sulla cecità è diventato il mio consulente speciale: il professor Bernhard Sabel dell’Università Otto von Guericke di Magdeburg (già al MIT e a Harvard); ecco, lui sta leggendo ogni riga del mio lavoro, ed è la garanzia che tutto ciò che scrivo sulla cecità è corretto. Il suo lavoro è di grande ispirazione, per me.

 
6) Who are the authors you prefer? And, our custom question, do you like Nordic thriller?

The writers of my life are: Max Frisch, Samuel Beckett, Raymond Chandler, Ernest Hemmingway, Kafka, Irving, Doyle. Among thriller writers: James M. Cain, Frederick Forsyth, Robert Harris. And Nordic Thrillers? I am afraid i don’t like them. In one way there’s too much – boring – reality in it – and in the other it’s to unrealistic. If you believe these writers, Scandinavia is crowded by serial killers. Not my cup of tea.

A quali autori si ispira? E, nostra domanda di rito, ama il thriller nordico?

Gli scrittori della mia vita sono Max Frisch, Samuel Beckett, Raymond Chandler, Ernest Hemingway, Kafka, Irving, Doyle. Tra gli autori di thriller: James M. Cain, Frederick Forsyth, Robert Harris. Il thriller nordico? Temo che non mi piaccia: da un lato, c’è troppa – noiosa – realtà; dall’altro, è poco realistico. Se vuoi credere a ciò che raccontano questi autori, la Scandinavia è piena di serial killer. Non è il mio genere…

Intervista a cura di Laura Lancini

(Traduzione di Maria Sole Bramanti)

 

Di ANDREAS PFLÜGER:

nero assoluto Andreas Pfluger

IL LIBRO Jenny Aaron ha vissuto due vite, un prima e un dopo, due vite completamente diverse come il giorno e la notte, come la luce e il buio. Jenny era la stella più brillante del Dipartimento: figlia di un poliziotto, giovane, forte, determinata, la prima donna a far parte di un corpo d’élite così prestigioso, stimata e invidiata da tutti i colleghi per le sue doti e per il suo coraggio