Intervista all’editore Carlo Frilli




A tu per tu con l’editore

 

 

In occasione dell’uscita dell’antologia “44 gatti in noir” – Seconda antologia di racconti in memoria di Marco Frilli – AA.VV. Fratelli Frilli ed. abbiamo rivolto alcune domande a Carlo Frilli e a qualche suo autore.

 

 

Carlo Frilli, figlio d’arte se così possiamo dire, prima di tutto vuoi raccontarci qualcosa di tuo padre Marco?

Mio padre ha dedicato la maggior parte dei suoi 68 anni di vita ai libri, all’editoria, alle librerie. E’ sempre stato sin da giovanissimo un grande lettore, di quelli che si appassionano a filoni e a scrittori. Quando, dopo gli studi, si ritrovò nel magazzino di libri del suo primo lavoro come rappresentante e ne annusò il profumo più o meno inconsapevolmente seppe che quello sarebbe stato il suo futuro. Faceva con passione il suo mestiere di promotore editoriale. Quando nei primi anni settanta passò in Mondadori consolidò via via la sua esperienza distinguendosi sempre per la professionalità messa a disposizione del cliente, la schiettezza e la cortesia. I librai lo apprezzavano e stimavano, con molti di essi aveva un vero e proprio rapporto di amicizia, merce rara per un “venditore”. Con solo una minima parte non andava d’accordo per via del suo forte carattere, ma ciononostante anche questa minoranza riconosceva in lui un sincero e onesto interlocutore. Il passaggio in Laterza gli permise di togliersi molte soddisfazioni e arrivare alla pensione chiudendo con un editore da lui e da moltissimi lettori apprezzato per eleganza, stile e contenuti. La casa editrice Frilli deve molto a quello che mio padre ebbe modo di raccogliere dalla sua ricca esperienza lavorativa. L’ingrediente in più fu la passione mai smarrita per i libri.

 

 

 

Carlo, essere un editore indipendente oggi cosa vuole dire?

Essere un editore indipendente ai nostri giorni significa alzarsi la mattina e avere ben chiaro in testa che nessuno sarà disponibile a renderti il lavoro semplice. Non si gode di nessun tipo di paracadute, si investe del proprio, delle proprie energie, delle proprie risorse. Non si hanno agevolazioni o incentivi, semmai difficoltà burocratiche e tagli ai fondi per la cultura. Ma al contempo essere un editore indipendente significa potersi rapportare con tutti con dignità e orgoglio con la coscienza di poter portare avanti un progetto proprio e non dettato da logiche squisitamente aziendali. E’ vero, i rischi alla fine sono tutti nostri, ma è anche vero che la soddisfazione di raccogliere i frutti delle proprie idee e intuizioni è impagabile.

 

 

 

Immagino la quantità di manoscritti che ti arrivano, come scegli i libri che pubblicherai?

Arrivano per mail un’infinità di proposte. Quando gli aspiranti scrittori inviano le loro proposte visioniamo prima di ogni altra cosa il genere proposto, quindi la sinossi. Se questa risulta compatibile con la nostra linea editoriale e le nostre collane chiediamo di inviare i primi capitoli o l’intero manoscritto per poterlo leggere e valutare. Abbiamo oramai tempi di lettura molto lunghi per i manoscritti pervenuti, ma cerchiamo sempre di dare una risposta anche nel caso essa sia negativa.

 

 

 

Vuoi dare qualche consiglio ad una scrittrice/uno scrittore alle prime armi?

Esistono varie categorie di scrittrici/scrittori alle prime armi, ne abbiamo avuto e continuiamo ad averne parecchi. Chi è partito da noi e adesso è arrivato al grande editore è stato scrittrice/scrittore alle prime armi. Il consiglio che posso dare è quello di guardare sempre da dove si è partiti con riconoscenza e gratitudine. Far tesoro delle tecniche, dei modi, delle regole apprese e non dimenticarle. Rimanete sempre umili, chi vola in alto spesso lo abbiamo visto poi precipitare inesorabilmente. Non sentitevi mai arrivati, in molti casi siete soltanto a una prima tappa. Mai credere di essere dei grandi scrittori, ci sarà sempre qualcuno più bravo di voi. Ascoltate e continuate a fare quello per cui state provando ad essere scrittori, leggete.

 

 

 

Carlo, a parte i libri che ti vengono sottoposti e quelli dei tuoi autori, cosa leggi?

Quando avevo e ho tempo leggo un po’ di tutto. Il genere giallo-noir rimane tra i miei preferiti. Camilleri è sempre per me uno dei più straordinari autori dei nostri giorni. Senza la sua prolifica vena letteraria sono convinto che moltissimi dei bravi scrittori italiani in circolazione non esisterebbe. Mi piace rileggere Garcia Marquez, nonostante non sia narrativa di genere adoro la sua prosa. La passione per questo scrittore la devo a mio padre che un giorno mi diede in mano “Cent’anni di solitudine” e mi disse: “Leggilo perché questo è un capolavoro”. Aveva ragione. Appena mi è possibile leggo sempre con grande piacere Valerio Varesi, è uscito da poco il suo nuovo romanzo con protagonista il commissario Soneri, non lo perderò di sicuro.

 

 

 

E’ uscita la seconda edizione dell’antologia di racconti dedicata a tuo papà, puoi dirci come e a chi è venuta l’idea di farla?

Lo scorso anno è uscita la prima antologia “UNA FINESTRA SUL NOIR” in memoria e dedicata a mio padre. Era trascorso un anno preciso dalla sua morte e con Armando d’Amaro, nostro socio-autore e scrittore, decidemmo di raccogliere i racconti di tutti i nostri giallisti e metterli in un’antologia. I personaggi di carta, nella maggior parte dei casi visti nascere dal loro editore Marco Frilli, lo incontrano in un mondo parallelo. Un mondo adatto a loro, ideale se vogliamo, fatto di piccole indagini in cui editore, commissari, marescialli e investigatori di tutta Italia si incontrano e raccontano. Quest’anno il titolo della seconda antologia è “44 GATTI IN NOIR”. I gatti e gli animali erano un’altra passione di mio padre. Sono loro, complici dei personaggi dei nostri autori Frilli, a dare vita a questa nuova divertente raccolta. Ho voluto anch’io inserire un mio racconto che spero non sfigurerà accanto a quelli di veri scrittori. Ricordo a tutti che parte dei proventi delle vendite sarà devoluto in favore dell’Associazione Animalista Amore Vero che si occupa di raccolte alimentari e di curare le bestiole bisognose.

 Carlo Frilli

 

Grazie a Carlo Frilli per la disponibilità

Grazie a voi per la gradita occasione di raccontare meglio quegli aspetti meno noti della nostra attività editoriale.



A cura di Manuela Baldi