Intervista a CRISTIANA ASTORI




A tu per tu con l’autore

 

A tu per tu incontra oggi Cristiana Astori,  giovane e bravissima autrice. Conosciuta e amata dal pubblico per la sua Trilogia dei Colori, ha da poco pubblicato un quarto romanzo “Tutto quel buio” che Thrillernord ha recensito per voi.

 

 

1) Ciao Cristiana, ti chiedo subito di presentare agli amici di Thrillernord la protagonista dei tuoi libri, Susanna Marino; come nasce questo personaggio?

Ciao a tutti, allo staff e ai lettori di Thriller Nord, e grazie per l’ospitalità!

Riguardo a Susanna, il suo personaggio è nato durante il primo romanzo della Trilogia dei colori  uscita per il Giallo Mondadori, Tutto quel nero. Le sue fattezze sono ispirate a Soledad Miranda, bella quanto sfortunata attrice musa del regista Jess Franco, morta a ventisette anni in un misterioso incidente stradale: il romanzo era basato su un gioco di inquietanti identificazioni tra lei e l’attrice (con cui condivide anche le iniziali del nome), e per questo il personaggio di Susanna Marino doveva essere semplicemente funzionale a tale storia. Poi moltissimi lettori mi hanno scritto di far tornare Susanna: si erano appassionati al suo personaggio di studentessa di cinema distratta ma testarda costretta per mantenersi agli studi a cercare film introvabili, spesso maledetti, e a finire nei guai, risolvendo misteri intricati per salvarsi la pelle. Le mie storie, infatti, non sono i classici gialli con il commissario, nel senso che il comissario c’è ma ha un ruolo di secondo piano, quando a volte non è pure vittima o peggio, e tocca alla nostra beniamina, una ragazza qualunque incapace di sparare e di guidare in modo decente la macchina, dover trovare i colpevoli ma, soprattutto, sopravvivere.

 

 

2) Tutti i tuoi libri che narrano le gesta di Susanna hanno come ‘firma’ il titolo che inizia sempre con la formula “Tutto quel…”, dove nasce l’idea?

In realtà anche qui non si doveva trattare di una formula, ma semplicemente del titolo del primo romanzo “Tutto quel nero”, un omaggio al cosiddetto “italian giallo” anni Settanta, con la versione storpiata del thriller di Sergio Martino “Tutti i colori del buio”. Avevo sostituito Buio con Nero anche per riferirmi alla dissolvenza in nero cinematografica e ovviamente alla morte, quindi Tutto quel mi pareva che riuscisse a rendere insieme “tutti questi elementi”. Poi il secondo romanzo della Trilogia era legato a Dario Argento, e come non lasciarsi tentare e intitolarlo Tutto quel rosso? E di lì è cominciato il vizio…! Inoltre penso che sia fondamentale quando scrivi un romanzo intitolarlo in un modo che si ricordi facilmente, cosa che con i libri in circolazione non accade spesso, almeno a me che sono distratta.

 

 

3)  I tre precedenti capitoli della ‘saga’ “Tutto quel…” sono stati pubblicati nella storica collana da edicola de “Il Giallo Mondadori”, questa nuova storia esce finalmente in una degna edizione da libreria per la Elliot edizioni; trovi che i prodotti da edicola siano un pò sottovalutati dei lettori?

Assolutamente non penso che i Gialli da edicola siano sottovalutati, anzi, persino Quentin Tarantino è appassionato di una collana storica come quella con cui sono uscita fino a ora, anche perché è proprio dal colore della sua copertina che è nato il termine “giallo”. Inoltre a me è capitato l’effetto opposto, cioè che le avventure di Susanna uscite con Mondadori sono state molto ricercate, ma purtroppo il tipo di distribuzione da edicola ne impediva la reperibilità nel tempo. Mi è dunque capitato di dover arginare numerose mail di lettori che mi imploravano di vendergli una copia di Tutto quel nero o almeno passargli il pdf (il Nero è infatti introvabile persino in ebook), richieste che io non potevo soddisfare in quanto avevo esaurito le mie copie personali. I romanzi di Susanna sono diventati quindi preda di collezionisti e venditori privati che li hanno messi in vendita su ebay a prezzi oscillanti tra i 30 e i 50 euro per un tascabile econonmico, senza che ovviamente a me ne venisse alcun guadagno. Il motivo dunque per cui ho deciso di passare dall’edicola alla libreria è stato soprattutto un atto di altruismo nei confronti dei miei lettori in modo che potessero avere a disposizione il mio romanzo senza inutili ansie: sono ora felicissima che la casa editrice Elliot si sia appassionata al personaggio di Susanna Marino e abbia deciso di puntare su questa sua ultima avventura che, come tutte le altre, è autoconclusiva e può essere letta in modo indipendente dalle precendenti.

 

 

4) Se Susanna è una cacciatrice di pellicole, i tuoi libri sono anch’essi oggetto di febbrili ricerche da parte dei tuoi fan (parlo per esperienza…); immagino questo sia molto gratificante per uno scrittore…

Come dicevo nella risposta precedente è sì gratificante in quanto ho visto miei romannzi valutati su ebay quasi come prime edizioni di Stephen King o simili, ma nello stesso tempo il pensiero che i miei lettori non possano procurarsi le mie storie perché a prezzi inaccessibili mi fa soffrire parecchio: è come se quelle avventure e Susanna stessa fossero sospesi in una specie di limbo. Ora, almeno con l’ultimo titolo, le cose sono per fortuna cambiate…

 

 

5)  C’è un film in particolare tra quelli rari, che ti piacerebbe vedere?

Be’ considerando che i film Un giorno a Lisbona e L’autuomo rispettivamente oggetto di ricerca in Tutto quel nero e in Tutto quel blu sono stati magicamente da me ritrovati durante le ricerche effettuate per la stesura dei romanzi, ora sarei disposta a fare carte false per far venire alla luce Il Drakula Halala di Karoly Lajthay, cercato da Susanna in Tutto quel buio… incrociamo le dita!

 

 

6) Qual è la genesi dei tuoi libri e di “Tutto quel buio” in particolare?

I miei romanzi sono nati intorno alla ricerca di pellicole scomparse, e a ogni romanzo è legata una determinata atmosfera, scelta in base al tipo di film che Susanna è incaricata di cercare. I romanzi sono tutti ambientati nel presente, ma sono ricchi di omaggi e atmosfere del passato. Tutto quel nero ricalca infatti le morbose e ingenue atmosfere dei film horror erotici del regista spagnolo Jess Franco e il thriller anni Settanta; con il Rosso si respira sempre l’atmosfera anni Settanta ma l’ispirazione è quella dei thriller di Dario Argento, in primis Profondo rosso; il Blu è invece incentrato sugli anni Ottanta, sulla fantascienza di allora stile Terminator, sui ragazzini al centro della vicenda stile Goonies e Ritorno al futuro, e sulla musica rock infatti compare pure il personaggio di Bon Scott. Con il Buio ho scelto di scrivere qualcosa di totalmente diverso: la vicenda si sposta da Torino a Budapest, e il tuffo è in un passato decisamente lontano, gli anni Venti, quelli dei primi film muti espressionisti, tra cui la prima versione su pellicola del Dracula di Stoker… e qui la comparsata di vampiri, veri e presunti, è decisamente d’obbligo.

 

 

7) Hai la possibilità di scegliere regista e attrice protagonista per la trasposizione cinematografica delle avventure di Susanna Marino, quali nomi ti vengono in mente?

Sarebbero parecchi, da David Lynch a John Carpenter all’Argento anni Settanta, ma in particolare per questa avventura al Buio vedrei bene Roman Polanski. Come attrice se guardiamo al passato ovviamente Soledad Miranda, ma al presente Lorenza Izzo, la moglie di Eli Roth, protagonista di Green Inferno.

 

 

8) Mi sembra che, quello attuale, sia un ottimo periodo per il ‘giallo/thriller’ italiano, ci sono tanti autori bravissimi che nulla hanno da invidiare ai soliti noti del thriller internazionale; ti chiedo di sbilanciarti, con quale collega italiano ti piacerebbe collaborare?

In effetti sono parecchi, in Italia stiamo assistendo a una vera e propria rinascita del giallo e del thriller, e ci sarebbe l’imbarazzo della scelta. Due autori, per esempio, con cui mi piacerebbe collaborare sono Giancarlo De Cataldo per la sua incisiva scrittura noir e la capacità di trasformare in fiction la realtà, come amo fare nei miei romanzi, e poi Alessia Gazzola: la sua Alice Allevi, pasticciona ma intuitiva, la vedo sotto molti aspetti vicina a Susanna Marino.

 

 

9) La nostra Associazione è nata con un interesse particolare per il Thriller nordico, probabilmente il libro che ha più affinità con il tuo ultimo lavoro è “Lasciami entrare” di John Ajvide Lindqvist, cosa pensi, in generale, del movimento del thriller nordico?

Un aspetto che amo del thriller nordico è la capacità di raccontare di personaggi “normali” nel senso di realistici, mai del tutto buoni o cattivi, ma con mille sfumature, come avviene nella realtà, e questo è importante perché rende le storie più credibili e facilita l’immedesimazione del lettore, a differenza dei protagonisti più stereoripati del giallo classico. Poi di recente una giornalista ha letto Tutto quel buio e mi ha paragonato a Camilla Lackberg: io dico soltanto, magari..!

Cristiana Astori

A cura di Massimo Ghigi

 

Di Cristiana Astori:

IL LIBRO – Susanna Marino, una studentessa squattrinata laureata in cinema, viene incaricata da un misterioso collezionista torinese di ritrovare una preziosa pellicola degli anni Venti, scomparsa durante l’occupazione nazista. Il regista è l’ungherese Károly Lajthay, il titolo “Drakula halála”. Si dice infatti che sia questo, e non il “Nosferatu” di Murnau, il primo film in cui compare il personaggio di Dracula di Bram Stoker; nessuno però è mai riuscito a trovarlo, o, se l’ha fatto, non l’ha potuto raccontare. La pellicola pare infatti maledetta, e una mano misteriosa uccide chiunque tenti…



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