Intervista a CRISTIANA DI PALMA




A tu per tu con l’autore

 

 

A tu per tu incontra oggi una giovane ma bravissima autrice, Cristiana Di Palma. Thrillernord ha recensito per voi “Dark Room”, una raccolta di quattro racconti thriller da mozzare il fiato, seconda pubblicazione per la scrittrice dopo “Red  Junction” , uscito nel 2014.

 

1) Quali sono i motivi che spingono una giovane donna a scrivere thriller, e in particolare, thriller psicologici?

Il thriller è il mio genere per eccellenza. Ne sono appassionata. Sono cresciuta divorando libri e film thriller, e mi sono sempre rimasti dentro. Ho cominciato con il grande Stephen King rubandolo dall’armadio delle mie sorelle, ma anche spiando i film che guardavano i miei alla tv quando ancora non potevo farlo… E’ chiaro che mi hanno condizionato tantissimo! Poi è toccato a me, e ho iniziato a formarmi un gusto più personale.
Ancora oggi sono alla ricerca continua di film e libri di questo genere che mi facciano provare le stesse emozioni. Il thriller psicologico poi, è il mio preferito. Ti permette di scavare nella testa delle persone e vedere cosa c’è dentro…lo trovo affascinante.

 

 

2) La scelta di utilizzare il racconto a scapito del romanzo da cosa dipende?

Non è stata una vera e propria scelta. Piuttosto, mi è venuto naturale. Probabilmente in futuro mi cimenterò anche con il romanzo, ma credo di essere una persona sintetica, che va dritta a punto. Sono istintiva e il racconto per me non è altro che una naturale conseguenza fisiologica!

 

 

3) Il titolo, “Dark Room”, del primo racconto è molto interessante ed esplicativo ma cosa significa per Cristiana Di Palma?

”Dark Room” rappresenta un posto dove tutto può succedere. Una stanza dove entri e dimentichi chi sei. Una sorta di linea di confine tra il bene e il male. Lì puoi fare delle scelte che non sono condizionate dall’esterno. Sei veramente libera di seguire il tuo istinto….
Mi piace anche l’idea di chiudere gli occhi e non essere giudicata. E tenere dentro di te parte di ciò che è successo. E’ proprio quello che succede ad Angie…

 

 

4) I protagonisti principali dei quattro racconti sono soggetti, almeno in apparenza, forti, volitivi e risoluti nelle loro scelte. Queste scelte sono dettate da una sorta di egoismo che calpesta tutto ciò che li circonda. Vuole forse, tra le righe, essere una fotografia del mondo attuale?

Sicuramente oggi sappiamo bene ciò che vogliamo, e siamo spesso anche come prendercelo. Almeno in teoria. I soggetti dei racconti sono forti, ma hai detto bene, in apparenza. Sono spesso egoisti, e mirano solo alla loro sopravvivenza. Spesso non si rendono conto nemmeno, del male che fanno agli altri. Ritrovo questo nella vita di tutti i giorni. Spesso capita di agire-anche nelle piccole cose- senza rendersi conto di far del male a qualcun altro. Ovviamente in queste storie va tutto molto più lontano…

 

 

5)  Ho apprezzato tutti i racconti anche se mi sono affezionata molto a Angie Barnes, questa donna mi ha guidato attraverso i suoi pensieri, plasmando i miei, esattamente come lei è stata guidata e plasmata da Brian Foster, come è possibile tutto questo? Quanto lavoro e quanto studio c’è dietro a un racconto di questo tipo, oltre, naturalmente, alla bravura dell’autrice?

Grazie del complimento. In realtà non amo costruire le storie in modo matematico perciò non c’è una grossa costruzione, piuttosto c’è un tornare e ritornare sui pensieri di una persona, scavarli fino al midollo e vedere fino a dove possono portare le paure e le ossessioni…mi piace pensare che chi legge, come me, può entrare nei panni di qualcun altro e provare le sue, di emozioni…

 

 

6) Il tema dell’amore, più o meno fraterno, è rappresentato in tutti le vicende. Si tratta di un amore quasi morboso, pericoloso e assume un’accezione poco positiva, che ruolo ha veramente in questi racconti?

L’amore-ossessione ha il ruolo di portare avanti il racconto, di far succedere le cose. Penso sempre a: cosa accadrebbe se i sentimenti fossero portati allo stremo…? Fino a dove si potrebbe arrivare? Quali sarebbero le conseguenze? Poi, seguo soltanto il percorso…i personaggi, una volta definiti, hanno una loro vita. Sono loro a portarmi fino alla fine della storia.

 

 

7) Quanto le sue letture hanno influenzato gli scritti? Si è ispirata a qualche autore in particolare?

Tantissimo. Leggo continuamente e anche i film mi influenzano parecchio. Ultimamente anche le serie mi fanno questo effetto! Gli autori che adoro sono moltissimi, da Stephen King a Brian Freeman (un amico, cui mi sono ispirata molto!), Joe Lansdale, Dennis Lehane, e tantissimi che non riuscirei a finire di elencare in un giorno intero! Tutti mi hanno dato qualcosa, forse lo stile, forse solo il coraggio di farlo. Ma non posso dimenticare un libro che mi si è incollato addosso. Lolita. Ed ecco il tema dell’amore. E non certo è un amore del tutto sano…

 

 

8) La nostra domanda di rito non può mancare, perciò le chiedo: conosce il thriller nordico?

Assolutamente si! Adoro Lars Kepleer, Karin Slaughter (una delle mie preferite), Jo Nesbo e tanti altri…ma anche autori minori in cui mi sono imbattuta in libreria quasi per caso e che poi mi hanno lasciato qualcosa. Vale sempre la pena dare un’occhiata…

Cristiana Di Palma

A cura di Patrizia Argenziano

Di Cristiana Di Palma su thrillernord:

IL LIBRO – Quattro racconti, quattro thriller, forti dell’uso della prima persona, che conducono in un complesso e intrigante percorso all’interno della vostra mente. Quattro thriller psicologici che spiazzano e rapiscono, quattro racconti forti che lasciano il segno e, per un attimo, ti trasformano…