Intervista a Cristina Cassar Scalia




A tu per tu con l’autore

 

 

 
 

La prima domanda è d’obbligo se vogliamo, ma classica e potenzialmente ricca di sorprese: da dove è nata l’ispirazione per Sabbia Nera?

E ’nata dal luogo in cui è ambientato il delitto. Un montacarichi, in un’antica villa signorile alle pendici dell’Etna che avevo appena visitato, nel quale ho pensato di poter infilare un immaginario cadavere. Un immaginario cadavere evoca un immaginario omicidio, di conseguenza un investigatore, e nel mio caso non poteva che essere un’investigatrice. Così è nato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina.

 
 

Sabbia Nera è il suo terzo romanzo, prima ha all’attivo altri due romanzi entrambi con tematiche storiche. Anche in Sabbia nera c’è un forte rimando al passato che in qualche modo torna prepotentemente all’attenzione dei suoi personaggi. Secondo lei quanto di ciò che è stato influenza il nostro presente?

Il passato deve influenzare il presente, guai se non fosse così. Tutto ciò che è stato costituisce un bagaglio di esperienza irrinunciabile, se non si vuole rischiare di ricadere negli stessi errori, e se si vuole fare tesoro delle conquiste raggiunte. Questo vale nella vita privata come in quella pubblica.

 
 

La sabbia nera è la cenere eruttata dall’Etna; entrambe – cenere e vulcano – dominano la scena nel romanzo e, come un fil rouge, collegano gli avvenimenti di ieri e oggi. Quale è, se c’è, il collegamento che attraversa il suo lavoro di scrittrice?

L’unico collegamento che trovo nel mio lavoro di scrittrice è l’ambientazione siciliana (eccetto che nel mio primo libro) e la rievocazione di epoche passate, che è presente anche in Sabbia nera pur essendo ambientato ai giorni nostri.

 
 

Sabbia nera sembra che diventerà una serie TV. I luoghi e i personaggi di cui ha scritto assumeranno quindi un’identità consolidata e definita. Ha avuto modo di collaborare alla sceneggiatura e ai casting? Che effetto le farà vedere il mondo di Sabbia Nera concretizzarsi?

I diritti cinematografici e televisivi di Sabbia Nera sono stati opzionati.  Per il momento però si tratta solo di un progetto, che spero riesca davvero a concretizzarsi.

 
 

Una canzone con la quale consiglierebbe di accompagnare la lettura di Sabbia Nera.

Non saprei! Non ascolto mai musica mentre scrivo, perché mi deconcentra. Però in base ai gusti di Vanina Guarrasi direi Vasco Rossi, con qualche digressione su Fabrizio De Andrè.

 
 

Una parte importante nel suo romanzo la gioca la Sicilia, non solo nell’incorniciare la vicenda ma anche nel definire il comportamento dei personaggi e le loro azioni. Terra di forti passioni, a volte anche in contrapposizione tra di loro, quanto conta per lei l’ambientazione in un romanzo?

L’ambientazione per me è fondamentale. La Sicilia va anche oltre, perché, che l’autore lo voglia o no, diventa subito un vero e proprio protagonista del libro. Un elemento imprescindibile. Ci sono situazioni, dialoghi, perfino ragionamenti dei personaggi che non avrebbero senso se non fossero calati nella realtà siciliana. Nel bene e nel male.

 
 

Quanto di Cristina c’è in Vanina?

Sicuramente la grande passione per il cinema italiano d’altri tempi e il fatto di lavorare meglio di notte.

 
 

Da fan del romanzo non posso non cogliere l’occasione di chiederlo: ci saranno altri libri con protagonista Vanina? A quali progetti futuri sta lavorando attualmente?

Sto scrivendo già il secondo romanzo con protagonista Vanina Guarrasi. L’idea è quella di una serie.

Cristina Cassar Scalia

A cura di Francesca Marchese

 
 

Di Cristina Cassar Scalia:

IL LIBROMentre Catania è avvolta da una pioggia di ceneri dell’Etna, nell’ala abbandonata di una villa signorile alle pendici del vulcano viene ritrovato un corpo di donna ormai mummificato dal tempo. Del caso è incaricato il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, trentanovenne palermitana trasferita alla Mobile di Catania…