Intervista a Daniele Autieri




A tu per tu con l’autore

 

Giornalista della Repubblica e autore di inchieste come Professione Lolita, nel 2016 pubblica il romanzo I giorni della cagna che ottiene un immediato successo. Qualche settimana fa esce in tutte le librerie italiane il suo ultimo libro, Ama il nemico tuo, un bel thriller con pagine di forte e crudo realismo. Lo abbiamo intervistato per i lettori di ThrillerNord e ci siamo fatti raccontare molte cose interessanti.

 

 

1) In Ama il nemico tuo ciò che colpisce è questa internazionalità del Male, del Crimine che riesce a raggiungere tutto e tutti. Come ci si salva da questo o dai poteri malvagi in generale?

Il principio che ispira la concatenazione di eventi del libro è il cosiddetto “effetto farfalla”, secondo cui un battito d’ali di una farfalla in Brasile può scatenare un uragano in Thailandia. È la natura stessa che permette al Male di propagarsi, e il rischio di un contagio non risparmia nessuno.

 

2) Tutti i personaggi del suo libro seguono una sorta di riscatto e disfatta che fanno emozionare il lettore. Qual è il suo personaggio preferito?

Priscilla è sicuramente un personaggio affascinante e complesso. Una donna giovane e un magistrato di successo. Una di quelle donne che sa farsi amare e odiare allo stesso tempo. Ma Priscilla è anche una donna cinica, spregiudicata quando serve, in perenne conflitto con il suo essere madre. Capace di provare amore profondo per le figlie, ma anche di considerare questo amore un ostacolo alla sua realizzazione.

 

3) Lei descrive con maestria le strade di New York, i palazzi di Londra e le baracche polverose e decadenti sudamericane. C’è stato davvero in tutti questi posti?

Viaggiare è un’esperienza che tento sempre di condividere con i lettori. Vorrei portarli con i miei protagonisti in giro per il mondo, dalla Highway 10, il decimo parallelo dove transitano i grandi carichi di droga, alle città bombardate della Siria, da Harlem alla City di Londra. È un viaggio del corpo che assomiglia molto a un viaggio dell’anima.

 

4) Il suo romanzo, oltre che essere un bel thriller, in alcune pagine sembra un manuale di sopravvivenza in un mondo impazzito. Lei crede ancora al Bene, ai buoni propositi, alle brave persone?

Non credo che esistano persone “perbene” e persone “permale”, ma azioni buone e azioni cattive. Il Male di cui scrivo è liquido, un distillato somministrato in dosi diverse a ognuno di noi. La vita reale insegna che non esistono eroi positivi, ma solo esseri umani che vivono un perenne confitto interiore tra il bene e il male. Ed è quel conflitto che ci rende così irresistibili.

 

5) Sta già pensando al suo prossimo libro o per ora si sta godendo il successo di questo?

Ogni giorno è buono per scrivere in testa un nuovo libro e gettarlo via. Gli stimoli sono tantissimi, così come le storie che meriterebbero di essere raccontate. In questo enorme supermercato di storie ce n’è sempre una diversa dalle altre, per qualche verso magica. Io vivo in quel supermercato, alla costante ricerca della storia che sta aspettando me.

Daniele Autieri

A cura di Antonia del Sambro

 
 

Di Daniele Autieri:

IL LIBRO – I ragazzi sono diventati grandi. Avidi, spregiudicati, egoisti, convinti di aver conquistato il mondo. Priscilla, enfant prodige della magistratura a Roma; Alex, rampante broker della City; Erik, medico in un campo profughi al confine con la Siria; e il Mohicano, emissario del crimine a New York, freddo quanto un angelo dell’Apocalisse, un asso nel mettere intorno al tavolo narcos, mafiosi e terroristi…