Intervista a DIEGO DI DIO






A tu per tu con l’autore

 

 

1) La cosa che più mi incuriosisce è come mai hai scelto un punto di vista femminile della storia, una scelta molto singolare e anche un po’ rischiosa.

Be’, sì, volevo scrivere un thriller da un punto di vista difficile e ostico, come può essere quello di una ragazza che parla in prima persona, affrontando un doppio binario temporale: presente e passato. Scrivere alcune scene è stato difficile: le ho riscritte parecchie volte, perché è complesso vivere certe situazioni dal punto di vista di una donna.

2) Come mai hai deciso di ambientare questa tua storia nell’hinterland napoletano e casertano? Non avevi paura che fosse un po’ catalogato di stile “gomorriano”?

Be’, un po’ “gomorriano” è già stato catalogato, a dire il vero, però siamo su piani diversi. Gomorra è un romanzo di denuncia, Fore morra è un’opera di fantasia. Ho scelto queste ambientazioni perché mi è sempre piaciuto raccontare di zone, e di persone, al limite. Raccontare l’estremo fa scoprire molte cose.

3) Quale è stato l’input, per pensare e scrivere un libro come Fore Morra?

Sincero? Molti anni fa, riguardando il film “Leon” (che conosco a memoria), mi sono chiesto: cosa succederebbe se alla fine Leon non morisse? Addestrerebbe la ragazzina a diventare un sicario come lui? E venti anni dopo, i due come vivrebbero?

4) Nel libro oltre a esserci varie storie intersecate tra di loro, di malavita e dei due sicari, si percepisce molto bene la “speranza”, secondo te che speranza deve avere chi vive queste situazioni?

Ovviamente la speranza di non farsi divorare da situazioni e ambienti negativi, ma di emergere ed emanciparsi. Ma in fondo, in tutta verità, posso solo ipotizzare questa risposta, perché di fatto non vivo in prima persona nei luoghi descritti nel romanzo. Quindi parlarne dietro una tastiera è troppo facile. Viverci sarebbe ben altra cosa.

5) Raccontaci un aneddoto, un segreto, un episodio particolare di quando scrivevi Fore Morra

Nel romanzo c’è una scena di tortura. Ho fatto ricerche e mi sono documentato, per descriverla al meglio, ma poi ho capito che dovevo vederla con i miei occhi. Quindi avrò scaricato decine di video, girati in varie prigioni del mondo, in cui i prigionieri venivano torturati con la tecnica del waterboarding: una specie di annegamento controllato, spesso realizzato con acqua salata. Al decimo filmato mi stavo sentendo male.

6) Quali sono le letture di Diego in primis per scrivere Fore Morra e poi quelle tue abituali

Per Fore Morra ho letto di tutto: romanzi e saggi sulla camorra, su Castel Volturno e su Napoli, libri fotografici sulla storia di Napoli, dei monumenti, della città. Di solito leggo altro: divoro, sì, thriller e noir, ma non solo: mi piace anche la fantascienza, i romanzi mainstream, adoro i fumetti e ho una simpatia particolare per le antologie di racconti (mai letto “Il Centodelitti” di Scerbanenco?)

7) Cosa pensi del movimento noir/thriller italiano di questi ultimi anni?

Penso che sia vivo come non lo è mai stato. Ogni anno sforniamo autori sempre più bravi, smaliziati e talentuosi. Potrei citare giganti come Donato Carrisi e Maurizio de Giovanni, ma anche scrittori bravissimi che hanno esordito col mio stesso editore e che ora si contendono i primi posti delle classifiche nazionali, come Giuliano Pasini e Romano de Marco.

8) Conosci il thillernordico? Hai avuto modo di apprezzare qualche autore in modo particolare?

Sicuramente Jo Nesbo e Hakan Nesser.

Grazie

Diego Di Dio

Intervista a cura di Leonardo Di Lascia


Di Diego Di Dio :

IL LIBRO – Senza sosta e senza redenzione. Gente comune unita dal filo rosso del destino, un’umanità esasperata, giochi di ruolo tra vittime e carnefici. Diego Di Dio si diletta con la psicologia dei suoi personaggi costruendo una storia che sconvolge e al tempo stesso commuove…