Intervista a DOMITILLA SHAULA DI PIETRO






A tu per tu con l’autore

 

 

1) Ciao Domitilla e grazie per avermi riservato un po’ del tuo tempo! Prima di andare nel vivo e parlare del libro voglio chiederti un’altra cosa: che sensazioni ti dà vedere la tua storia lì, sugli scaffali delle librerie tra i libri più consigliati? Il sapere che ora la tua storia, il tuo vissuto, sarà a conoscenza di chiunque voglia leggerti?

Appena uscito ho avuto poche sensazioni, ero ancora troppo frastornata. Da pochi giorni però da quando vedo il libro nelle librerie, quando sento che le persone lo consigliano, che sui siti ci son recensioni positive, ne sono felice ; ma la cosa che mi rende più orgogliosa sono le email che mi arrivano quotidianamente da sconosciuti, leggo di gente commossa, di persone che mi ringraziano per aver avuto il coraggio di scrivere ciò che mi È successo. Quello che mi ha più colpito è il fatto che la gente ha fatto sua la mia situazione, ha pianto, riso, si è immedesimata.

2) Come hai detto nelle note finali del libro la storia che noi lettori abbiamo letto seppur riporti esattamente ciò che hai subito è stata, per ragioni narrative, romanzata: ti ha aiutato questo nello scriverla o al contrario ti ha creato altre difficoltà?

il libro scritto in modo romanzato mi ha aiutato molto, perchè non avrei potuto scrivere qualcosa di troppo cruento. in questo modo ho potuto far capire che ero e sono una persona normale, ho dovuto smorzare la violenza e Voluto creare una bella storia d’amore. Mi ha aiutato molto il fatto che l’autore della violenza fosse morto, perchè avevo paura che lui potesse far qualcosa di male alla mia famiglia, così come mi aveva minacciato di fare se avessi parlato. ho dovuto parlare con i miei figli che non sapevano nulla di quello che mi era successo e non è stato facile, mia figlia ha 21 anni e mio figlio 24.

3) La tecnica narrativa che hai utilizzato è molto particolare, ma molto efficace: da dove è nata l’idea della “Frida 2”?

Questa è la domanda che mi sono fatta in tutti questi anni: se non fossi uscita quella sera, avrei avuto una vita diversa? Chi sarei oggi ? il male esiste e ne son ben consapevole, il male che ho subito, è quello che prima che mi succedesse leggevo sui giornali…ma poi quando capita a te..tutto assume significati diversi, cambia la prospettiva di vedere la vita . Forse sarei stata più leggera’? Chissà …nessuno può saperlo…da queste mie riflessioni è nata frida 2 e tutta la tecnica narrativa.

4) Parliamo un attimo dei personaggi: è stato difficile trasportarli nel mondo del romanzo? Come sei riuscita a ricrearli così bene?

I personaggi son tutti veri tranne Raja, ma mi serviva un personaggio per creare la storia d’amore per il resto mia nonna era quella li, ora non c’è più…la mia famiglia e la mia amica sono le stesse, non mi son dovuta inventare nulla su di loro.

5) Ti va di lanciare un messaggio alle donne o a chiunque abbia subito o stia subendo violenza?

Il silenzio uccide, denunciate! Ma se non potete farlo, cercate una persona amica che vi faccia parlare e vi tiri fuori tutto quello che avete dentro e vi dia dei consigli. Il mio sogno più grande è quello di introdurre nelle scuole il tema delle “non violenza”, è solo con l’educazione che si può fermare il mostro, l’orrore di questa piaga sociale …

6) Passiamo a domande un pò più leggere…hai mai letto libri nordici o thriller nord?

E’ un genere che conosco e che amo molto, amo il genere thriller in tutte le sue sfaccettature, ma il nordico in questi ultimi anni mi ha incuriosita molto, mi è piaciuto molto Stieg Larsson e tutto quello che c’è dietro alla sua figura, mi piace Camilla Lackberg, Nesbo, Kepler, Dorn.

7) Scriverai ancora?

Mi piacerebbe…non mi reputo una scrittrice, ho solo raccontato la mia storia. vediamo se sarò ancora in grado di farlo, se avrò ancora cose interessanti da dire.

Domitilla

Intervista a cura di Leonardo Di Lascia e Valentina Sanzi


Di Domitilla Shaula Di Pietro su Thrillernord:

IL LIBRO – Settembre, è notte nella campagna toscana. Frida è irrequieta e ha voglia di camminare. Si sente sicura, conosce quei luoghi e non ha paura. Afferra uno scialle mentre il cellulare le sta squillando, non se ne accorge ed esce. Pochi passi, un rumore di foglie calpestate…