Intervista a ELDA LANZA






A tu per tu con l’autore

 

 

1) Signora Lanza, rivolgerle alcune domande per placare la curiosità dei lettori di Thrillernord è per me un grande piacere. La prima cosa che salta agli occhi, leggendo la sua biografia, è che è più simile ad un romanzo. Come autrice, giornalista e presentatrice televisiva prima e come scrittrice poi, lei ha attraversato cinquant’anni di storia italiana da protagonista, collaborando con i più grandi personaggi della cultura e divenendo una esperta di comunicazione, maestra di eleganza ed autrice da migliaia di copie vendute. Quale, tra i tanti personaggi che ha incontrato, ha lasciato un segno indelebile nella sua vita influenzando il suo lavoro di scrittrice?

Il mio lavoro di scrittrice, e di conseguenza i miei romanzi, sono stati soprattutto influenzati dalla vita che ho vissuto, da tutto ciò che ho saputo trarre da quello che ho visto e sentito. Da tutto ciò che mi ha procurato dolore o felicità. Da quello che mi hanno insegnato anche persone straordinarie e modeste come mia nonna. O amici, mai maestri: che mi hanno insegnato l’ironia. E persino una buona porzione di modestia. Devo molto a molti. E a me stessa: perché ho saputo imparare dalla mia esperienza. Nella felicità e nel dolore. Lei conosce certamente la famosa frase di Karl Krauss “artista è colui che sa fare della soluzione un enigma”. Forse da qui nascono i miei romanzi gialli e molto della mia vita.

2) Nel 1958 lei è stata la prima donna a condurre un programma di libri per ragazzi intitolato “ Avventure in libreria”, andato in onda fino al 1965. Lei sceglieva i libri, li presentava e parlava degli autori: Italo Calvino, Dino Buzzati, Giovanni Arpino. Tutti autori che scrivevano libri per adulti che lei riteneva adatti ai ragazzi. Ritiene che nella televisione di oggi ci sia abbastanza spazio dedicato alla cultura ed in particola modo ai libri?

Non so in base a quale criterio potrei valutare oggi lo spazio, il tempo e il tono che la televisione attribuisce alla cultura. Temo che non saremmo neppure d’accordo su che cosa considerare la cultura televisiva. Tuttavia ci sono alcuni spazi eccellenti dedicati ai libri – e mi riferisco ad Augias o a Sottovoce Libri per nottambuli. O ad alcune trasmissioni di Stato della nuova Rai Tre. E a poco altro in una confusione di urla, di cronaca nera e di cattivo gusto.

3) Grazie al suo lavoro di giornalista ed esperta di comunicazione lei ha lavorato con clienti italiani ed esteri di prestigio e viaggiato molto. Quanto ha attinto alla sua vita privata e professionale per creare i personaggi protagonisti dei suoi libri?

Questa è una domanda che rivolgono spesso agli scrittori, una curiosità legittima perché ognuno attinge alla propria esperienza oltre che alla fantasia. Tuttavia, l’autorizzo a sorridere: io dico spesso che Massimo Gilardi – l’avvocato seriale dei miei romanzi – sono io.

4) Nel suo ultimo romanzo “Imparerò il tuo nome” mi ha colpita la denotazione positiva che ha voluto dare a tutti i personaggi femminili. La protagonista, ma anche tutte le donne che le girano intorno, sono forti, consapevoli emancipate, autonome. Cosa pena del ruolo della donna e del suo evolversi nel tempo?

Nel mio romanzo le donne non vincono, ma non cedono. Anche la soluzione finale che ognuno sceglie per sé è una risposta alla sua domanda: oggi possono scegliere. Questo mi sembra più importante dei ruoli, comunque vogliamo definirli e chiamarli – di sindaca o commendatora…

5) “Imparerò il tuo nome” esplora il tema della omosessualità con grande naturalezza e modernità. C’è un motivo particolare che l’ha spinta a scegliere questo tema di grande attualità?

E’ di grande attualità che se ne parli. L’omosessualità è sempre esistita e ha sempre creato imbarazzo. Non a me. A me è servita nel romanzo per indagare sino a che punto il dolore e l’abbandono possono minare e distruggere la vita di una donna sola, che si sente continuamente abbandonata. Da una casa vuota punta il suo obiettivo verso la felicità degli altri, cercando la luce. Ma…si ricorda il romanzo? E’ l’ombra che offre la soluzione migliore. L’ombra.

6) Sappiamo che è una donna molto impegnata. Tra le lezioni sulle buone maniere, la stesura di articoli per i giornali, le interviste e le comparse in televisione, Elda Lanza riesce a trovare tempo da dedicare alla lettura? Quali autori predilige?

In un panorama di scrittori talmente vasto come quello attuale, difficile scegliere. Non amo gli scrittori di gialli che tranne casi rarissimi e molto speciali, non leggo. Purtroppo alla mia età succede: di solito non ricordo né titoli né autori. Tranne grandi innamoramenti come “La pazza di casa”. La fantasia…che considero il più grande regalo che io abbia ricevuto.

7) La sua penna ci ha regalato fino ad oggi saggi, romanzi e gialli. Cosa ha in serbo per i suoi lettori, nel prossimo futuro?

Se sapessi rispondere a questa domanda, saprei già cosa iniziare a scrivere. Invece…si ricorda? Trasformare la soluzione in un enigma. Sto ancora cercando la soluzione.

8) Un’ultima domanda per i lettori di Thrillernord, le piacciono i thriller nordici? Se si, ci sono degli autori che preferisce?

Dei thriller nordici ho letto poco, soltanto per informarmi. Ricordo che erano trame cruente e più ingarbugliate di quelle che considero, semplificando, normali. Più vicini ai romanzi americani. Quindi sicuramente più complessi e meglio sviluppati dei nostri. Meno psicoanalisi e più cadaveri. Tuttavia una professoressa che insegna italiano in Finlandia, e che ai suoi alunni ha fatto leggere i miei romanzi gialli, mi scriveva – e spero che non fosse soltanto cortesia – che erano molto piaciuti. Questo, se vero, mi fa pensare che il genere giallo piace – sempre e comunque- se è ben congegnato e scritto bene. Rispettando il lettore. E’ quello che uno scrittore dovrebbe sempre fare.

Elda Lanza

Intervista a cura di Valeria Martellotti


Di Elda Lanza su Thrillernord:

IL LIBRO – Non sa e non capisce dell’amore, la protagonista di questo romanzo. Perduta la madre e abbandonata adolescente dal padre, sola nel suo deserto affettivo, cresce forte e determinata. Alla sua casa silenziosa di ricordi, fa da contrappunto l’acida frivolezza dell’ambiente di lavoro, una prestigiosa e patinata rivista milanese. La incontriamo nel momento in cui ha inizio la sua prima vera educazione sentimentale…