Intervista a ELISABETTA CAMETTI






A tu per tu con l’autore

 

 

 

 

Buonasera Elisabetta,
complimenti per Caino un libro molto bello e interessante

 

Grazie, il tuo parere mi rende felicissima!

1) Caino è un romanzo ambientato tra New York e Venezia, mi ha molto colpito la conoscenza esatta dei luoghi, diversi tuoi colleghi non sono così precisi…

Le mie storie sono fiction, ma si basano su un approfondimento costante di tutti i temi trattati. E le ambientazioni non fanno eccezione. Le scelgo con cura perché, insieme alla trama e ai protagonisti, rappresentano il cuore della narrazione. Le prime pagine si svolgono in Groenlandia, dove Veronika Evans, la fotoreporter delle nobili cause che abbiamo già conosciuto nel Regista, sta setacciando i fiordi a bordo di una rompighiaccio per contrastare i bracconieri e la caccia alle foche. Ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo: Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York, perché sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera: una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. Sono i giorni della 35esima Esposizione Internazionale di Arte Moderna, in cui si festeggia il gemellaggio artistico tra New York e Venezia. Nella schiera di artisti famosi, uno si è trasformato in killer per realizzare un capolavoro senza precedenti, che vuole presentare alla Biennale. Ho scelto New York perché si presta ad ambientazioni diverse: lo scopo è mostrare tutti i volti della metropoli, soprattutto quelli meno conosciuti. L’ultima parte del romanzo si svolge a Venezia: la Basilica della Salute, costruita per ringraziare la Madonna per la fine della peste del 1630, è stata scelta come teatro dell’intricato piano criminale.

2) I personaggi come ben sai son una parte fondamentale per il lettore, ci si affeziona e si prova tristezza quando si finisce il libro…i tuoi personaggi come sono nati? Hanno qualcosa di te o di qualcuno in particolare?

Le mie storie nascono proprio dai personaggi. Sono loro l’essenza di tutto. Da sempre il mio obiettivo è quello di dare vita a protagoniste che siano donne vere, intense. Lontane dalla perfezione e calate nella realtà che ci circonda. Veronika è una fotoreporter determinata a portare alla luce le ferite dell’emarginazione nelle metropoli e i reati ambientali. I suoi scatti ritraggono il lato cupo di New York: senzatetto morti di stenti sui marciapiedi, cani randagi alla ricerca di cibo nei cassonetti, disabili e anziani abbandonati alla solitudine. Quella parte di umanità a cui nessuno vuole guardare. E si spinge fino all’estremo Nord per documentare la silenziosa mattanza delle foche, che ogni anno stermina milioni di esemplari. Katherine è una manager dell’editoria, che passa da una riunione strategica all’altra e, a causa della sua dedizione al lavoro, si trova coinvolta in un intrigo archeologico dove rischia di perdere la vita. Sono due donne molto diverse nell’aspetto, nel modo di ragionare, nell’approccio alla quotidianità. Tuttavia hanno un punto in comune: entrambe si fanno portavoce di messaggi importanti, quelli in cui io credo. Katherine lotta per l’integrità e per la difesa di ogni forma di vita. Veronika denuncia l’indifferenza. Entrambe vivono in una società corrotta e si adoperano per cambiarla.

3) Caino lo trovo molto cinematografico come libro… ha un trama ben adattabile al grande schermo… ci hai pensato?

Sì, la trasposizione cinematografica è il “big dream” nel cassetto. Ci sto lavorando, consapevole che si tratta di un percorso lungo. Lo vivo come un sogno e una sfida al tempo stesso. Una bella sfida.

4) Il tuo lavoro ti porta a studiare l’animo umano delle persone, questa cosa si sente molto nei tuoi libri, e secondo me è un punto di forza dei tuoi personaggi… mi permetto di dire che non smetti mai di lavorare… cosa ne pensi?

Oltre la scrittura, due sono le mie passioni da sempre: la storia antica e la criminologia. Seguo la cronaca, trovo interessante l’evoluzione delle tecniche investigative e sono affascinata dallo studio del profilo psicologico dei killer e delle persone in generale. Quindi, sì, hai ragione: non stacco mai. Ma quando si viaggia insieme alle proprie passioni, si genera energia.

5) Ci sarà un seguito del libro?

Sì. Però il prossimo romanzo sarà il terzo della Serie K: tornerà Katherine Sinclaire e si immergerà nei misteri di un altro periodo importante della nostra storia. Scriverò anche un romanzo ad altissima tensione in cui Katherine e Veronika si incontreranno.

6) Elisabetta che libri hai sul comodino in questo momento?

La pila è alta e aumenta ogni giorno: mi piace leggere di tutto, senza preferenza di genere. Le mie letture sono dettate dallo stato d’animo, e ho sempre più libri aperti nello stesso momento. Ho passato la notte con “Magicians of the Gods” di Graham Hancock. E nella pausa pranzo ho ripreso in mano “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar, un libro che ho letto molti anni fa.

7) Conosci il genere thrillernordico? Ami qualche autore in modo particolare di questo genere?

Certo! Nei vari festival ho anche fatto amicizia con qualche scrittore del genere. Il mio preferito rimane Stieg Larsson. E Lisbeth Salander sarà sempre uno dei personaggi meglio riusciti in assoluto.

8)  Mi piacerebbe che dicessi qualcosa ai lettori di thrillernord… quello che vuoi.

Non smettete mai di sognare, perché il tempo dedicato a costruire i sogni ha la forza di rendere possibile l’impossibile.
Elisabetta Cametti

Grazie per questa bella intervista!

 


Di Elisabetta Cametti su Thrillernord:

IL LIBRO – Una donna scomparsa da dieci anni. Un artista ossessionato da un unico, definitivo capolavoro. Un serial killer nel braccio della morte. Un numero ricorrente: 29. Veronika Evans, discussa fotoreporter delle nobili cause, non vuole più saperne di collaborare con il nypd: ha ancora negli occhi la scia di sangue dell’ultima indagine, l’orrore della verità nel cuore. Per rimettere insieme i pezzi, è volata in Groenlandia a documentare la silenziosa mattanza delle foche, ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo. Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York: sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera. Una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. La coincidenza è da escludersi: nella biblioteca si inaugurerà a breve un evento artistico di portata mondiale, gemellato con la Biennale di Venezia. A Fisher servono occhi che osservino al posto suo, e Veronika è nella lista dei vip. Nel frattempo i corpi diventano due, tre. Stesso modus operandi, il messaggio è preciso benché indecifrabile. In realtà un collegamento esiste: una donna scomparsa da più di dieci anni…