Intervista a FABIO GIRELLI






A tu per tu con l’autore

 
 
 

1) Il settimo esorcista è il tuo primo romanzo che esce con una grande casa editrice come Piemme, che provi a vedere il tuo nome scritto sopra il marchio di piemme?
La verità è che sono contento, molto. Quando ho iniziato a scrivere, diciamo sei/sette anni fa, ero fuori da qualunque giro, non conoscevo nessuno, non credevo di essere neppure in grado di buttar giù mezza pagina. Sapevo soltanto che mi piaceva leggere e che mentre leggevo immaginavo altre storie, altri dialoghi, altri finali. E a un certo punto ho provato a metterli su un foglio. Speravo – perché negarlo? – che le mie storie fossero almeno decenti nel caso uno sventurato vi si fosse imbattuto, ma arrivare a un’editore come PIEMME mi pareva impossibile. E invece.

 
 

2) Il titolo del libro è spiazzante, fa pensare al lettore tutt’altra storia…come è nata la storia di Castelli?
Si tratta di un’atmosfera, un’impressione che mi ha accompagnato sin dall’infanzia, quando con mia nonna andavo a visitare la galleria degli ex voto del Santuario della Consolata. Lì si trova un quadro che ha a che fare con una mia antenata. L’idea della grazia che salva, rappresentata in quelle immagini, in opposizione alla morte cieca e furiosa che cala improvvisa, e unita alla sensazione che quel luogo mi ha sempre lasciato, mi ha condotto nel tempo a scrivere questo romanzo.

 
 

3) Georgine è un personaggio forte e di rottura tra i vecchi ispettori e Castelli, pensi che possa dividere l’opinione pubblica una transessuale dentro un romanzo thriller?
Georgine non è nata con l’intento di rompere con qualcosa. Non mi sento all’altezza di rompere nulla, a parte le scatole, spesso e volentieri ad amici e parenti. Volevo che Castelli fosse mostrato come un essere umano debole, senza direzione, moderno, ma che di questa debolezza non soffrisse, ma che ci convivesse come accade alla maggior parte delle persone. Affiancargli una transessuale, di cui è amico e amante, mi pareva un buon modo per caratterizzarlo. Poi però la personalità di Georgine è venuta fuori quasi da sola, senza avvisarmi, e si è presa un bel po’ di spazio nelle mie storie. Io, segretamente, la adoro.

 
 

4) Il libro farà parte di una serie? Qualche piccola anticipazione?
Per scaramanzia preferisco non parlare, ma già dicendo questo mi sto fregando per cui facciamo così: nella mia testa (e sul mio desktop) esiste una cosa chiamata Trilogia della Bestia. Per ora accontentatevi di questo.

 
 

5)  Leggendo il libro si capisce che viene da una scuola di thriller americani classici…però sei riuscito a modernizzare il tutto, con delle soluzione da scrittore navigato! Ci ho preso con le influenze?
Il mio punto di riferimento per il genere è Fred Vargas. La scuola americana e la sua tradizione credo di averla assimilata più attraverso i film che con i romanzi. Però poi ne ho letti molti per imparare. Perché un tratto che mi è sempre parso mancante nei romanzi di genere italiani è la tensione nella trama. Ecco, questo ho cercato di farlo mio, unendo però la caratterizzazione sia dei personaggi che del luogo di cui invece il noir mediterraneo è maestro.

 
 

6)  Ti piacerebbe vedere al cinema il settimo esorcista? Con quali attori?
E che domande, certo che sì! E gli attori sarebbero: per Castelli Joaquin Phoenix, per Georgine Eva Mendes e per Giordano Fassbender

 
 

7) Che letture hai sul comodino?
In questo momento sto leggendo Tango Down di Livia Sambrotta, Formicae di Silvis e Il mondo secondo Garp di John Irving.

 
 

8)  Conosci il genere nordico? Apprezzi qualche autore in modo particolare?
Ho letto un po’ di tutto, da Mankell a Kepler, alla Lackergberg. La verità è che non mi hanno mai appassionato più di tanto. A parte Stieg Larsson, che era un genio e scriveva da dio.

 
 

9 ) Tema libero:…raccontaci quello che vuoi!
Ecco, ora la sensazione che ho rispecchia la vertigine di Kierkegaard. Milioni di possibilità di fronte a me, di cui parlare, e non voler scegliere poiché la scelta farebbe cessare di esistere le altre. E qual è dunque quella corretta? Sempre l’altra, quella lasciata nel limbo del non accaduto, in quanto idea e perciò perfetta. Lo sapevi che seguendo questo ragionamento il filosofo danese lasciò la sua ragazza, di cui era innamoratissimo e corrisposto, poiché non voleva che la vita, la realtà rovinasse l’idillio di ciò avrebbe potuto essere? E visse una vita di malinconia, e lei pure. Modo originale per scaricare una tizia, di questo bisogna dargli atto. Bene, ecco, ho parlato di qualcosa a caso, ma vi consiglio di andarvi a cercare questa storia di Kierkegaard, perché è davvero struggente.
Grazie mille Fabio

 

A cura di Leonardo Di Lascia

 

Di Fabio Girelli su thrillernord:
IL LIBRO – Lisa Sarti ha un segreto. La morte l’ha sfiorata ma per qualche motivo non se l’è portata via. Un destino condiviso con altre persone, come lei sfuggite a una sorte in apparenza inevitabile, sopravvissute a eventi terribili: incidenti aerei, disastri naturali, tragedie famigliari. Ma a Torino qualcuno ha deciso di rimediare agli errori del fato e di sostituirsi alla morte stessa, qualcuno che sembra conoscere perfettamente la vita delle sue prede. Lisa è la prima a cadere sotto la sua furia omicida. Il vicequestore Andrea Castelli, chiamato a indagare, si getta sul caso cercando di non farsi coinvolgere dagli aspetti più oscuri della vicenda, ma sarà costretto a rivedere le sue convinzioni quando un nuovo elemento si aggiungerà all’indagine. L’assassino ha uno strano tatuaggio sul polso, una scritta che recita Non draco sit mihi dux…