Intervista a FELICIA YAP






 A tu per tu con l’autrice…

 

Intervista a Felicia Yap

 
 
1) Thank you very much Felicia for accepting our interview and congratulations for your book, “Yesterday”, a story masterfully written: how the world of mono and duo was born in your mind?
The idea for UN GIORNO SOLO came to me on the move. My fiancé and I were on our way to a dance studio in Cambridge when a question just arrived in my head: ‘How do you solve a murder when you only remember yesterday?’. The concept so intrigued me, I couldn’t stop thinking about it even after we got to the venue and began practising a tango. I worked out the early contours of the novel on the dance floor, between our twists and turns. You could say that twists and turns were built into the fabric of Yesterday, right from the start. A second idea also struck me that evening, a ‘what-if’ question: ‘What if the entire world is divided between people who could only remember one day (Monos), and people who could remember two (Duos)?’ I began wondering if an extra-day’s-worth of memory really makes a difference, especially within a domestic context. I was so hooked by these questions, I began writing the next day. Fifteen months later, I had a thriller.

1) Grazie mille Felicia per aver accettato questa intervista, e congratulazioni per il suo romanzo UN GIORNO SOLO, una storia scritta in modo magistrale. Come è nata l’idea di dividere il mondo in “mono” e in “duo”?

L’idea per UN GIORNO SOLO mi è venuta mentre stavo andando col mio fidanzato a un corso di ballo a Cambridge. A un certo punto nella mia testa rimbalzò una domanda: “Come puoi risolvere un omicidio se ricordi soltanto ieri?” L’idea mi intrigava al punto che non riuscivo a smettere di pensarci anche quando, arrivati al posto, iniziammo a ballare il tango. Iniziai a definire i primi contorni della storia sulla pista da ballo, tra un giro e l’altro. Si potrebbe dire che ogni svolta nella trama di UN GIORNO SOLO è nata con un passo di ballo. Sempre quella sera mi venne un’altra idea: “Cosa succederebbe se il mondo fosse diviso tra persone che ricordano solo un giorno (i “Mono” nel libro) e le altre che ne ricordano due (nel libro i “Duo”)? Cominciai a chiedermi se un vantaggio di un giorno nella nostra memoria potesse davvero fare la differenza, soprattutto in un contesto domestico. Questo quesito mi prese a tal punto che iniziai a scrivere il giorno dopo. Quindici mesi dopo avevo tra le mani un thriller.

 
 
2)  Memory is a powerful weapon to generate revenge; in your opinion is it something that lead people to murder in the real world?

In UN GIORNO SOLO, my villain Sophia Ayling has full memory. This gives her unique insights into the memory-deficient world she inhabits. She implies in one of her diary entries, for instance, that hatred is the sum total of memories of accumulated grievances. With Sophia, I really wanted to explore the triangular relationship between love, hatred and memory. How Sophia’s ability to remember the past, in particular, causes her to love… or desire revenge. More generally, I wanted UN GIORNO SOLO to hold up a mirror to ourselves, to how our own actions are driven by memory (or the lack thereof). Crimes of passion happen frequently in our real world. Yet pre-meditated crimes happen a lot too, and these include pre-meditated murders. My take on pre-meditation is that it’s difficult to pre-meditate an action if you can’t remember what’s driving you. Actions in the real world are often propelled by memory, both acts of love and acts of hatred.

2) La memoria è un’arma molto potente per mettere in atto una vendetta: secondo lei, potrebbe portare qualcuno a commettere un omicidio nella vita reale?

In UN GIORNO SOLO il personaggio ‘cattivo’, Sophia Ayling. è l’unica che ricorda tutto. Questo le concede uno sguardo speciale sul mondo in cui vive, dove tutti hanno vuoti di memoria. In una pagina del suo diario, per esempio, lei arriva a pensare che l’odio sia la somma complessiva dei ricordi di ogni torto subito. Con Sophia ho voluto esplorare il triangolo amore, odio e memoria. Come, in particolare, la capacità di Sophia di ricordare il passato la porti ad amare… o a desiderare vendetta.
Più in generale, volevo che UN GIORNO SOLO potesse essere uno specchio per noi stessi, per vedere come le nostre azioni sono generate dalla memoria (o da una mancanza di memoria). I delitti passionali avvengono spesso nel mondo reale e spesso sono omicidi premeditati. La mia opinione sulla premeditazione è che è difficile premeditare un’azione se non ricordi cosa ti sta guidando. Le azioni sono spesso mosse dalla memoria, che siano atti d’amore o spinti dall’odio.

 
 
3)  Psychological thriller is having a great moment of success in the last few years, Paula Hawkins is one of the most recognized authors today; you mixed also the dystopian genre to the psychological thriller, creating a very appealing novel for the readership. How did you decide to combine the two literary genres to write “Yesterday”?

As UN GIORNO SOLO is set in a world where most people only remember yesterday, the book’s high-concept premise was at the back of my mind from Day One. But high-concept premises are merely broad (and often empty) canvases to hang a tale on. What really makes a story come alive are small everyday details that sing, characters which readers can identify with. This is partly why I decided to tell the story from the perspectives of a married man and woman, chiefly in terms of the difference an extra-day’s-worth of memory makes in their everyday lives. In UN GIORNO SOLO, the novelist-turned-politician Mark Henry Evans can remember two days (i.e. both yesterday and the day before). However, his wife Claire can only remember yesterday. When the body of a dead woman is linked to Mark (the police think the dead woman was his mistress and he killed her two days before), this causes huge tension between Mark and Claire, partly because Mark remembers one extra day. This was how UN GIORNO SOLO took on overt psychological dimensions, which made it twice as fun to write.

3) In questi ultimi anni il thriller psicologico sta godendo di un grandissimo successo, e Paula Hawkins ne è una delle autrici più acclamate. Lei hai mixato questo genere anche con quello del romanzo distopico, dando vita ad una storia molto accattivante per i suoi lettori. Come è nata questa contaminazione in un UN GIORNO SOLO?

Che UN GIORNO SOLO fosse ambientato in un mondo in cui la maggior parte delle persone ricorda solo ieri – la premessa fondante del libro – era fin dall’inizio nella mia mente. Ma le idee di base di un romanzo sono soltanto delle ampie tele (e spesso vuote) su cui realizzare le storie. Ciò che davvero dà vita a una storia sono i piccoli dettagli di tutti i giorni che prendono voce, i personaggi con i quali il lettore può identificarsi. Questo spiega in parte perché ho deciso di raccontare la storia dal punto di vista di una coppia sposata, guardando soprattutto alla differenza che può fare, nelle loro vite, un giorno di memoria in più. In UN GIORNO SOLO, lo scrittore – poi diventato uomo politico – Mark Henry Evans riesce a ricordare due giorni (quindi ricorda ieri e il giorno prima), mentre sua moglie ricorda solo ieri. Quando viene trovato il corpo di una donna morta si fa il nome di Mark (la polizia pensa che la donna morta fosse la sua amante e che lui l’avesse uccisa due giorni prima); questo causa grande tensione tra Mark e Claire, in parte perché lui ricorda un giorno in più di lei. È così che UN GIORNO SOLO si addentra in una dimensione psicologica, e per me scriverlo è stato un divertimento doppio.

 
 
4)  What are your model writers? 

I love great storytelling and books which make you think about the world differently. Kazuo Ishiguro is one of my model writers. I love the incredibly precise nature of his storytelling, the visceral beauty of his prose. I’ve heard him speak and think he’s an incredibly gracious person in real life. I found Never Let Me Go particularly inspirational while writing Yesterday. Ishiguro’s story of a couple who knew all along that they loved each other (but never showed it until the final scene when they embraced and never let go) is incredibly powerful and heart-wrenching. It gave me ideas for the love story in Yesterday, the ways I could describe the complex love relationship between a couple who had stayed with each other for twenty years. F. Scott Fitzgerald is an utter genius at creating charismatic characters, such as in The Great Gatsby. I was particularly inspired by the destructive and tragic love relationship between the two main protagonists in Tender is The Night, and the sacrifice Dick Diver makes by rehabilitating his wife Nicole at his own expense. It helped me work out the basis of Mark and Claire’s fractured marriage in UN GIORNO SOLO, that there’s more to their devotion than just willing self-sacrifice. Matt Haig is also one of my model writers. He makes really pithy observations about human nature and behaviour in his books (I really enjoyed The Humans) and is an ace at social media.

4) A quali scrittori si ispira? Chi sono i suoi modelli?

Amo i grandi scrittori capaci di raccontare storie e i libri che riescono a farti vedere il mondo in modo diverso. Kazuo Ishiguro è uno dei miei scrittori di riferimento. Amo la sua scrittura così incredibilmente accurata, la profonda bellezza della sua prosa. L’ho sentito parlare dal vivo e penso che sia una persona molto gentile anche nella vita. Il suo libro Non lasciarmi mi ha ispirato molto nella scrittura di UN GIORNO SOLO. La storia di Ishiguro della coppia che da sempre sapeva di amarsi (ma che lo esprime solo nell’abbraccio della scena finale, per non lasciarsi andare mai) è potente e straziante. Mi ha dato l’idea per la storia d’amore del mio libro, una relazione d’amore complessa di una coppia che sta insieme da vent’anni. F. Scott Fitgerald è un vero genio nel creare personaggi carismatici, come ne Il Grande Gatsby. Mi ha ispirato molto la storia d’amore tragica e distruttiva dei due protagonisti di Tenera è la notte, e il sacrificio che fa Dick Diver per ‘guarire’ il passato della moglie Nicole. Mi ha aiutato nel creare le basi del problematico matrimonio di Mark e Claire dove ciò che li lega è molto di più della volontà di sacrificarsi per l’altro. Anche Matt Haig è uno scrittore che ho come modello. Riesce a fare delle osservazioni concise sulla natura e sul comportamento delle persone (ho amato molto Gli umani) ed è un grande comunicatore sui social.

 
 
5) Which dream you would realize in only one day (“Un giorno solo”, “one day”, is the Italian title of your novel)

If I only had one day (‘un giorno solo’), I would spend the day with the person I love, doing thing which make both of us happy. In the case of my fiancé and I, this would probably include scuba diving and ballroom dancing, activities which we both enjoy. I realised from writing UN GIORNO SOLO that happiness is a process, especially if the process is shared. Spending time with the people we love makes each day more meaningful.

5) Se avesse un solo giorno, quale sogno vorrebbe realizzare (UN GIORNO SOLO è il titolo italiano del romanzo)?

Se avessi ‘un giorno solo’ lo passerei con la persona che amo, facendo quello che ci rende felici. Col mio fidanzato probabilmente faremmo qualche immersione subacquea e andremmo a ballare, due cose che amiamo fare. Scrivendo UN GIORNO SOLO ho realizzato che la felicità è un processo, soprattutto se questo è condiviso. Passare il tempo con le persone che amiamo rende pieno ogni giorno.

 
 
6) Do you know Nordic thrillers (Scandinavian and such…)? If so, do you have any preferred authors among them?

I read the entire Stieg Larsson Millennium series when I was younger. He’s a great storyteller and an ace at character-building. I have also enjoyed the works of the Icelandic author Ragnar Jonasson and I’m currently reading Ragnar’s latest book, The Darkness. I love the dark gritty nature of Nordic thrillers, how these books are often characterised by bleak atmospheric landscapes and morally complex characters. I particularly like the flawed nature of the Swedish detective Saga Noren in The Bridge, a Scandinavian crime drama series on television. She partly inspired the detective in my novel (Hans Richardson), who is one quarter Danish and one quarter Swedish. Hans has secrets of his own: like Saga, he is slightly tortured, slightly alone.

6) Conosce il thriller nordico (scandinavo, svedese…)? Se si, c’è  un autore che preferisce?

Anni fa ho letto tutta la saga Millennium di Stieg Larsson. È un grande storyteller, e imbattibile nella costruzione dei personaggi. Mi sono piaciuti anche i libri dello scrittore islandese Ragnar Jonasson e ora sto leggendo il suo ultimo libro, The Darkness. Amo il carattere ruvido e cupo dei thriller nordici, i paesaggi spesso desolati che li caratterizzano e la psicologia complessa dei loro personaggi. Ho amato molto il carattere pieno di difetti del detective svedese Saga Noren nella serie TV The Bridge. Mi ha ispirato per il personaggio del mio detective Hans Richardson, che è per un quarto danese e per un quarto svedese. Anche lui ha dei segreti: come Saga è un personaggio un po’ tormentato e un po’ solo.

 
 
7) For your next works, do you have in mind any more thrillers to write or you’d rather experience different genres of fiction?

I would indeed love to write more thrillers blending murder mysteries with psychological elements. That said, I haven’t ruled out the possibility of exploring other genres. I used to teach history at the University of Cambridge and the London School of Economics, so historical fiction is definitely a possibility. I’m currently working on a novel entitled TODAY. I’m still working out the finer details of the book, but I can safely say it’s also a book about people with deficient memories, a story of seized – and missed – opportunities. It’s also a tale of love, hope and regret. More specifically, TODAY asks the question: ‘What would you do if… the last day you will always remember is today?’ It features a young couple who meet and fall in love on the day before they lose their short-term memories. The book might be a suspense thriller – or it might not – I’ll have to work that one out!

7) Parlando di progetti futuri, pensa che si dedicherà ancora alla scrittura di thriller, o sperimenterà anche altri generi?

Vorrei scrivere altri thriller mescolando elementi crime con elementi psicologici. Detto questo non escludo la possibilità di esplorare anche altri generi. Ho insegnato Storia all’Università di Cambridge e alla London School of Economics, quindi anche il romanzo storico è una possibilità. Ora sto lavorando a un romanzo intitolato TODAY. Lo sto ancora rivedendo nei minimi dettagli, ma posso dire con certezza che anche questo è un romanzo sulle persone con carenza di memoria, una storia di opportunità colte – e mancate. È anche una storia d’amore, speranza e rimpianto. Nello specifico, questo romanzo pone una domanda: “Cosa faresti se… l’ultimo giorno che ricorderai per sempre fosse oggi?”. Parla di una coppia che si incontra e si innamora il giorno prima che entrambi perdano la loro memoria a breve termine. Potrebbe essere un thriller con suspense o anche no: devo ancora deciderlo!

Felicia Yap

 

(A cura di Leonardo Di Lascia)