Intervista a Filippo Semplici




A tu per tu con l’autore

 

 

Ciao Filippo, innazitutto complimenti per il tuo libro, dire che mi è piaciuto è riduttivo: mi ha proprio stregato! Iniziamo con le domande. Inanzitutto,  se ti va, dicci chi sei, che fai e come ti sei approcciato alla scrittura.

Innanzitutto vi ringrazio per avermi ospitato. Mi piacerebbe cominciare dicendo che «Nella vita faccio lo scrittore», ma non posso. In realtà la mia principale attività è quella di impiegato, e scrivere resta un piacere da riservare alla notte. Ho iniziato da ragazzino, affascinato dai racconti di Lovecraft e Poe, e sono sempre stato attratto dal brivido e dal mistero. Certo, nel mio cuore alberga la speranza di fare della scrittura un giorno il mio lavoro, ma so che è un obiettivo molto difficile da conseguire. Il fatto però di essere nato lo stesso giorno e lo stesso mese di King, mi dà forza e coraggio!

 

 

 

Domanda questa per chi, magari, ha la passione della scrittura e vorrebbe pubblicare. Quanto tempo effettivo hai dedicato a questo testo? In termini di anni e mesi, diciamo. È stato difficile trovare un editore?

I misteri di Borgoladro è un libro che ha avuto una lunga gestazione, e raccontarla sarà utile per coloro che hanno il desiderio di diventare scrittori. Il romanzo nacque dodici anni fa come semplice racconto, per finire subito in un cassetto. Lo rispolverai nel 2016 e lo trasformai in un malloppo di 460 pagine, che aveva poco a che vedere con la storia di oggi. La nuova trama mi piaceva molto, al punto che mi rivolsi a Franco Forte, direttore editoriale Mondadori, per un editing approfondito. Dalla sua analisi il romanzo ne uscì devastato. Inutile descrivervi il mio stato d’animo. Tuttavia non mi arresi: seguii i suoi insegnamenti, immaginai una storia nuova e diversa, studiai le tecniche di scrittura e lavorai sodo al testo per altri sei mesi. Il risultato fu I misteri di Borgoladro. Lo stesso Franco mi propose di pubblicarlo in ebook per Delos Digital (il titolo all’epoca era Ti guarderò morire), e dopo due anni di vita digitale, Newton Compton mi contattò per acquistarne i diritti. Cosa mi ha insegnato questa esperienza? A restare umile, crederci, e non smettere mai di provarci.

 

 

 

Domanda di geografia. Borgoladro è un borgo frutto di fantasia eppure ricorda moltissimo i borghi toscani del senese e del grossetano, per esempio. C’è qualche paese che avevi in mente quando l’hai descritto? Non ti preoccupare, non fai pubblicità negativa!

Ci sei andata vicina, in realtà siamo in provincia di Firenze, più precisamente a Barberino Tavarnelle, dove abito. Tra le altre cose, il libro vuol essere un omaggio alla mia terra e a quei luoghi che da sempre fanno da sfondo alla mia vita. Diciamo che Borgoladro nasce come immagine in negativo del paese in cui vivo, solo più labirintico e pericoloso. Voglio comunque rassicurare i compaesani che magari leggeranno questa intervista: vi voglio bene, siete meravigliosi, e Beccamorti e la sua squadra di maniaci omicidi non hanno nulla a che vedere con voi.

 

 

 

Domanda difficile adesso. Non vogliamo spoilerare, quindi mettiamola così…nel libro ad un certo punto, sul finale, Orlando, il protagonista, si trova a dover fare una scelta fondamentale. A mio parere, io l’ho apprezzata molto ed è stata azzecatissima. Tu, come Filippo, avresti fatto lo stesso?

Ogni personaggio è un parto della fantasia dell’autore, e come tale possiede o mantiene qualcosa di lui, come un posticcio cordone ombelicale. Orlando non fa eccezione. Rappresenta in modo inevitabile una parte di me, forse quella più difficile e buia in un certo senso, e le sue scelte non possono che ricalcare le mie, in ogni circostanza e situazione, anche estrema. Adesso però non chiamare la polizia.

 

 

 

Domanda fatta per curiosità. Hai mai navigato nel deep web? Se sì, qual è la tua opinione in merito?

Il deep web è accessibile a tutti, volendo, e con la giusta esperienza e una forte dose di pazienza (e coraggio) si possono fare incontri interessanti laggiù. O terribili. Se però ti aspettavi una dichiarazione più esplicita, sappi che più di così da me non avrai :-).

 

 

 

Domanda che non potevo non fare, anche qui, senza spoilerare! Alla fine hai aperto una possibilità di un sequel,…puoi dirci qualcosa? Almeno se ci sarà?

Non potevo lasciare Orlando in quella situazione senza garantirgli una possibilità di rivincita, mi sarei vergognato di me stesso. Il seguito ci sarà eccome, è già pronto, dovrò consegnarlo in Newton a breve. Ritroveremo Orlando, questa volta affiancato a un nuovo protagonista che condividerà la sua lotta fino alla fine. Ci saranno tutte le risposte alle domande rimaste in sospeso, sarà una storia nella storia. Ci ho lavorato per tre anni e spero di aver fatto un buon lavoro, ma come sempre l’ultima parola sarà quella del lettore. L’unica che abbia davvero importanza.

Filippo Semplici

A cura di Angela Giusti


 

 

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