Intervista a Francesca Gerla




A tu per tu con l’autore

 

 

 

Francesca Gerla, docente, ha lavorato come redattrice e traduttrice. Tra i libri da lei tradotti, Il bambino filosofo di Alison Gopnik, Bollati Boringhieri; Julie & Julia, di Julie Powell, Rizzoli. Ha ottenuto vari riconoscimenti con i suoi racconti e romanzi. L’ultimo libro è Sei personaggi in cerca di Totore (Homo Scrivens), scritto a quattro mani con Pino Imperatore.

 

La trama

Enea, garagista recluso in un seminterrato, ha l’abitudine di introdursi di nascosto nelle case dei condomini. Armando, l’inquilino del quinto piano, lo accusa ingiustamente di furto. Prendono le sue parti Sara, ragazza immagine dalla promiscua vita sessuale ed Emma, corpulenta donna di mezza età dalla cui casa Enea trafuga reggiseni e slip. Un giorno Emma lo scopre in casa sua, ma anziché allontanarlo o denunciarlo decide di sedurlo. Nella palazzina ci saranno grandi cambiamenti all’arrivo di Ilaria, universitaria dal fisico mozzafiato che nasconde più di un segreto. In un crescendo di colpi di scena, tra violazioni di domicilio, sparizioni, inseguimenti, esalazioni velenose, sesso a pagamento e violenze domestiche, le verità anche agghiaccianti dei protagonisti verranno a galla, dimostrando che, in questa discesa agli inferi, tutto è possibile. Persino ricucire i legami nel sangue.

 

 

Come nasce l’idea del suo nuovo romanzo La gabbia?

Qualche anno fa stavo percorrendo una strada di Napoli piena di sole, che in alcuni punti offre una visione completa sul golfo. D’un tratto, giro la testa verso l’entrata di un garage e scorgo un enorme addobbo natalizio dorato che pende dal soffitto. Il contrasto tra la chiassosità della decorazione e lo squallore del contesto mi ha suggerito l’ipotesi di una storia che rappresentasse una certa contrapposizione tra elementi estremi. I personaggi di Enea e Ilaria dovevano rappresentare forze opposte ma poi, nella stesura, sono diventati entrambi portatori di luce e di ombre confondendo le acque, dimostrando che non tutto ciò che appare luminoso lo è e viceversa.

 

 

 

Come autrice si è ispirata a qualcosa in particolare?

Tempo fa sono rimasta folgorata dalla lettura di Trilogia della città di k, di Agota Kristof. Un libro crudele, che non lascia via di scampo. Mi è sembrato che ben rappresentasse il lato buio dell’animo umano, verso il quale è necessario puntare lo sguardo, perché non prenda il sopravvento, perché non vinca sul resto. La lettura dovrebbe essere un atto di ricerca personale; la Kristof mi ha regalato una chiave di ricerca che si è trasformata in me, come sarà successo ad altri lettori, prendendo pieghe imprevedibili; spingendomi a immaginare scenari simbolici. Accanto a questo, però, devo dire che scrivo quello che vorrei leggere: un libro deve anche divertire, per cui ho cercato di tenere il lettore col fiato sospeso nella speranza che possa avere la curiosità di procedere nella lettura, fino al finale che forse non si aspetta.

 

 

 

Enea, il personaggio principale, è da ritenersi positivo o negativo?

Né l’uno né l’altro. È intorno all’ambiguità etica e comportamentale che ho costruito il suo personaggio: non tanto perché la sua storia sia speciale (è orfano di femminicidio), quanto perché, pur nella sua eccezionalità, la sua diventa la storia di tutti. Il confine tra tensioni opposte come la costruzione e la distruzione, l’attivo e il passivo, il giusto e l’ingiusto, è un confine labile, da rinegoziare quotidianamente. Lo avvertiamo noi sulla nostra pelle, ancora di più deve farlo chi, per vicende personali magari subite come è il caso di Enea, non può dare per scontato nessun elemento di assoluta positività nella sua vita; eppure non può negare di averne, di provare una tensione naturale e implicita verso l’affettività, la significatività, l’ironia, la vitalità.

 

 

 

Non mancano i colpi di scena e il finale inaspettato lascia il lettore con un senso di stupore e soprattutto di riflessione. Senza svelare nulla, come definiresti in una frase questo romanzo?

Una discesa agli inferi con risalita; oppure una risalita dagli inferi con ridiscesa. Sta al lettore scoprirlo…

Francesca Gerla

Francesca Gerla parte con un tour nazionale da Napoli il 24​ Aprile alle 18, dove presenterà in anteprima La gabbia alla Feltrinelli di P.za dei Martiri, in compagnia di Aldo Putignano, Pino Imperatore e Angelo Petrella; letture di Rosaria de Cicco.

Un libro e una autrice che nei prossimi mesi incontreremo tra appuntamenti, recensioni e festival.


A cura di Leonardo Di Lascia


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