Intervista a Gavino Zucca




A tu per tu con l’autore

 

 

 

Com’è nata l’idea del tenente Roversi?

Mi piaceva creare una serie incentrata su un personaggio che, suo malgrado, si trova catapultato nella Sardegna dei primi anni ‘60, provenendo da una realtà che forse più differente non poteva essere. Questa diversità sarebbe stata il pretesto per raccontare Sassari e la Sardegna, vedendole attraverso gli occhi del giovane ufficiale emiliano che le scopre insieme al lettore.

 

 

 

Che generi predilige oltre al giallo?

Sicuramente la letteratura umoristica, di cui credo si percepisca l’eco di fondo in tutti i miei romanzi. Con due nomi sopra tutti gli altri: P.G. Wodehouse e Achille Campanile. Amo poi le opere fantascientifiche di Isaac Asimov e H.G. Wells mentre, in campo puramente letterario, prediligo in generale la narrativa anglosassone, primi fra tutti i romanzi di Graham Greene e George Orwell.

 

 

 

Come mai la scelta di ambientare i suoi lavori negli anni ’60?

Volevo descrivere la Sardegna in un momento cruciale di transizione fra arcaismo e modernità, in cui le tradizioni di un passato agropastorale e la futura vocazione turistica dell’isola si incontrano e si scontrano per la prima volta. La spinta decisiva per dare il via alla serie proprio nel novembre del 1961 è stata poi data da una serie di fatti di cronaca realmente accaduti proprio in quei giorni, come viene raccontato nel primo libro dedicato al tenente Roversi, “Il mistero di Abbacuada”.

 

 

Tex Willer emerge con forza, cosa rappresenta per Gavino Zucca?

Tex Willer è anzitutto un omaggio a mio padre, che ne era un appassionato lettore. È però anche un personaggio con cui il tenente Roversi condivide molte caratteristiche: la ricerca della giustizia, il desiderio di aiutare i più deboli e il tentativo di riparare ai torti subiti. Ma forse, più di ogni altra cosa,un profondo senso del dovere che talvolta spinge entrambi fino al limite delle norme stabilite e li porta a pagare in prima persona.

 

 

 

Fisica, filosofia e scrittura: come si amalgamo tra loro?

Sin dai tempi del liceo, ho sempre amato spaziare su più campi del sapere e credo, in tutto ciò che ho fatto finora, di aver cercato in ogni occasione di trarre giovamento da tutti gli insegnamenti, anche quelli provenienti dai settori più lontani fra loro. Sebbene io mi senta fondamentalmente una persona di scienza, le discipline umanistiche hanno contribuito molto a una visione del mondo che, nei miei scritti, penso trovi un riscontro diretto soprattutto in una profonda comprensione dell’animo umano. Tantissimi lettori, nell’esprimere i loro commenti sui miei libri, hanno messo in evidenza proprio la caratterizzazione accurata e molto veritiera dei personaggi, da quelli principali a quelli più marginali.

 

Bologna e la Sardegna, due mondi a confronto…

Sì, due mondi che in quell’epoca erano sicuramente molto diversi. Anzi, quasi agli antipodi, per certi versi. Da un lato l’Emilia delle passioni sanguigne, resa ricca da una terra generosa e dall’abitudine dei suoi abitanti a cooperare fra loro e di reagire con determinazione ed energia di fronte a qualunque difficoltà. Dall’altro la Sardegna povera, silenziosa e riservata, martoriata da malattie endemiche, individualista all’estremo ma anche capace di slanci di grande generosità come nell’antichissima pratica della paradura. Due realtà molto diverse, ma accomunate da una grande umanità delle persone che le popolano e che, non a caso, nei miei romanzi è suggellata dall’amicizia profonda che nasce fra due persone appartenenti a questi due mondi: il tenente Roversi e l’ex ufficiale dell’Arma Luigi Gualandi.

 

 

 

Ritroveremo il tenente Roversi in un’altra avventura?

Certamente. Intanto, l’uscita del terzo romanzo della serie, “Il delitto di Saccargia”, è un fondamentale passo in avanti nello sviluppo di una quadrilogia, che si concluderà con un quarto volume in buona parte ambientato in Emilia e nel quale troveranno la loro risposta una serie di questioni irrisolte che riguardano il passato del tenente Roversi. La serie però non si concluderà qui. Ho già in mente almeno altre due opere in cui il giovane ufficiale bolognese sarà impegnato a risolvere dei casi legati alla storia, alla cultura e alle tradizioni della Sardegna.

Gavino Zucca

A cura di Cristina Bruno

 

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