Intervista a Gianni Verdoliva




A tu per tu con l’autore

 

 

Quanto la realtà ha ispirato questo romanzo breve? 

L’ambientazione lacustre di Ritorno a Villa Blu ha avuto un’ispirazione quasi del tutto immaginifica e onirica. Tuttavia, in alcuni aspetti, ho preso spunto dalla realtà di una località di lago turistica e suggestiva come Bolsena, dal cognome della famiglia dei protagonisti, i Ludovisi, tipico del centro Italia e dalla presenza di una piccola chiesa anglicana composta in gran parte, ma non solo, da espatriati inglesi, che si trova nella realtà in alcune località minori turistiche italiane.     

 

 Ci sono letture imprescindibili che per lei meritano una rilettura? 

Certo! Sicuramente Piccoli uomini della Alcott e il più conosciuto Piccole donne, libri di formazione che hanno una saggezza che travalica il tempo. E anche l’emozionante Il gabbiano Jonathan Livingston 

 

 

Ritorno a Villa Blu è un romanzo dalle molte sfumature, si passa dal legame fraterno a quello unico con i nonni fino al legame con la piccola comunità. Esiste ancora questa solidarietà “fra vicini” o ci stiamo perdendo nel virtuale? 

Nel mondo reale direi molto poco. Ben vengano le nuove tecnologie e il virtuale che possono anche facilitare contatti e legami in situazioni difficili. Detto ciò non trovo che i legami nel reale siano così profondi ed esemplari, almeno non frequentemente. Manca il tempo da dedicare all’ascolto di se stessi e degli altri, tempo a mio avviso che andrebbe ricercato e salvaguardato come prezioso. 

 

Prossimi progetti? Avranno le stesse atmosfere intime e magiche? 

Ho ultimato da alcuni mesi il mio secondo romanzo (e terzo libro) il cui titolo approssimativo potrebbe essere “L’appartamento del silenzio” che avrà le stesse atmosfere intime e magiche di Ritorno a Villa Blu. Pur trattando di un intreccio e di personaggi completamente diversi, ci sarà una forte presenza del paranormale e un collegamento misterico tra passato e presente. 

 

Il nostro sito è nato per promuovere la lettura dei romanzi nordici, in seguito abbiamo ampliato il nostro campo d’azione. Conosce e legge gli autori nordici? 

Sinceramente no, anche se ne ho sentito parlare molto. Mi incuriosiscono. Penso che il thriller ambientato in quei contesti assuma delle connotazioni molto particolari e credo uniche. 

 

Chiedo sempre agli autori italiani di consigliare i propri colleghi. Siamo sempre troppo esterofili, credo che sostenersi a vicenda sia un modo carino di pubblicizzarsi. Tre autori italiani che ci dovrebbero far svuotare le tasche?

Trovo davvero carina l’idea di consigliare dei colleghi. Purtroppo non ne conosco personalmente o di lettura da poter consigliare. Mi piace però far riscoprire alcuni autori che a mio avviso meritano, come Eraldo Baldini, Giorgio Bassani o Cesare Pavese. Pur con approcci e sfaccettature diverse presentano a mio avviso delle ambientazioni magnificamente descritte e dei personaggi profondamente delineati.  Se mi posso permettere, anche se esula dal campo strettamente narrativo, consiglio il giovane e talentuoso chitarrista Simone Rocchi, la cui musica dai toni intimisti e caldi è molto piacevole. Ad ogni modo, al di là dei nomi, consiglio ai lettori di cercare anche chi non è molto conosciuto, di scoprire in modo autonomo, di lasciarsi guidare dalla curiosità e dall’intuito, alla ricerca di un gusto peculiare senza farsi influenzare da nomi altisonanti di personaggi già conosciuti in altri campi.

Gianni Verdoliva


A cura di Fiorella Carta


 

 

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