Intervista a GIANRICO CAROFIGLIO




A tu per tu con l’autore

 

 

Nell’ultima edizione della Fiera Internazionale del Libro di Milano c’è stato un unico vero protagonista, un uomo, uno scrittore che è stato presente quasi tutti i giorni su palchi differenti e sempre con una platea di pubblico e di ammiratori pronti ad apprezzato o omaggiarlo senza risparmiarsi. Gianrico Carofiglio è senza dubbio lo scrittore più amato dal pubblico italiano e che riesce a riscuotere un certo successo anche oltreoceano dato che John Grisham in persona ha dichiarato davanti a tanta gente che anche lui legge i suoi romanzi.

 

Noi di Thrillernord lo abbiamo intervistato e ci siamo fatti raccontare del suo ultimo libro e della sua attività di scrittore.

 

1) Nella sua ultima fatica letteraria Le tre del mattino lei affronta il tema del rapporto padre – figlio, un tema, in realtà, abbastanza trattato dalla letteratura e dalla cinematografia mondiale più e più volte. Solo che i personaggi del suo libro risultano lo stesso originali, diversi, affascinanti e unici. Cos’è che spinge i lettori ad amarli tanto?

“In realtà io, come la maggior parte degli scrittori, cerco soprattutto di raccontare una storia. Io in particolare, poi, ho difficoltà a capire o a dire cosa funziona davvero nei i lettori. In questo ultimo lavoro, che mi sta dando delle soddisfazioni davvero inaspettate soprattutto per quello che riguarda i personaggi, posso ipotizzare che essi piaciono così tanto perché a loro modo sono degli eroi. Sono un padre e un figlio che a un certo punto della loro vita e della loro storia personale hanno il coraggio di saltare dall’altro lato e andare a vedere o scoprire cosa c’è realmente. Di loro, probabilmente, piace il racconto del loro coraggio, della possibilità che si danno di poter cambiare la prospettiva del mondo e della vita che hanno avuto fino a quel momento”.

 

2) Quando si apre una qualsiasi pagina web che la riguarda i commenti sono sempre gli stessi: Carofiglio sa scrivere bene. E lei passa con disinvoltura dal poliziesco al romanzo tradizionale fino al fumetto. Dote personale o solo fortuna?

“Quando si scrive credo che qualche regola di buona scrittura valga sempre e che bisogna sempre darsela. È una qualità naturale quella di scegliere le parole giuste, magari non sono sempre quelle migliori ma almeno se ci si accorgere di non usare quelle sbagliate si è già a metà dell’opera. Questa regola mi aiuta sicuramente a dare vita al linguaggio giusto per ogni genere che affronto”.

 

3) Non le chiederò quanto c’è di lei nei personaggi maschili dei suoi romanzi, ma quanto in essi c’è dell’uomo del sud?

“Io spesso mi sono immedesimato più nei personaggi femminili dei miei lavori. Parlo ad esempio di suor claudia del romanzo A occhi chiusi ma anche della protagonista del racconto La velocità dell’angelo, in ogni caso vale sempre quello che diceva Flaubert sui personaggi: Madame Bovary s’est moi! Insomma, c’è sempre qualcosa di autobiografico in tutti i personaggi raccontati con onestà, il lettore attento, poi, può capire da solo se c’è anche qualcosa dell’uomo del sud nei personaggi di Guerrieri e Fenoglio”.

 

 

4) Lei è stato chiamato a presentare Grisham sul palco degli eventi della Fiera del libro di Milano, come dire che abbiamo mandato il nostro autore di punta a parlare con il più grande autore a livello internazionale. Che effetto le ha fatto sentire che è tra le letture di John Grisham?

“Grisham è stato un gran signore e lo ho apprezzato davvero perché parlando con lui prima e dopo la presentazione mi sono reso conto che quelle parole dette sul palco non erano solo una gentilezza ma la verità. Ha letto sul serio i miei romanzi e ovviamente questa cosa mi ha fatto molto piacere. Inoltre, prima che lui partisse gli ho regalato una copia del mio libro nato, ora, anche in lingua inglese L’estate fredda e mi ha assicurato che mi scriverà senz’altro quando lo avrà finito di leggere”.

 

5) Per finire ho un’ultima domanda politica, o meglio sociale. Se dovesse apparire sulla scena politica nazionale qualcuno come Obama, gli italiani lo saprebbero riconoscere?

“Sì. Credo di sì. Se davvero si palesasse un personaggio di questa importanza e caratura e si presentasse agli italiani come tale sicuramente tutti noi lo sapremmo riconoscere”.

Gianrico Carofiglio

A cura di Antonia del Sambro

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Gianrico Carofiglio