Intervista a Håkan Nesser




A tu per tu con l’autore

 

 

Come è nato il desiderio di scrivere questo “crossover”? Perché, a un certo punto, ha deciso di far incrociare le strade dei suoi investigatori più famosi, Van Veeteren e Barbarotti?

Come tutti sanno, ho smesso di scrivere su Van Veeteren nel 2003 e su Barbarotti nel 2012. Molti dei miei  lettori, in particolare in Germania , dove i miei libri vendono molto bene e sono molto popolare,  mi hanno chiesto, quando avrei scritto il prossimo libro su Barbarotti. Ho risposto NO , Mai più , ho già detto tutto su questi personaggi! Questo è stato il mio pensiero per anni. In seguito,  ho cominciato a pensare che magari potevo scrivere di Van Veeteren ancora per una volta e fare un altro libro su Barbarotti, perchè no?! Ma hai bisogno della storia che funziona, per farlo davvero. In seguito, ho pensato di poter scrivere di  Van Veeteren  e Barbarotti nello stesso libro. Quindi, ho preso due piccioni con una fava! Quando è uscito La confraternitasono stato felice perchè,  alla fine, mi è piaciuto scriverlo. Penso sia stata la prima volta nella mia vita che ho accolto e ricevuto una richiesta dal pubblico per scrivere un altro libro e questa è la ragione del come è nato realmente.

 

 

Trovo intrigante l’idea di un’associazione per mancini, la “Confraternita” che dà il titolo al romanzo. Come l’è venuta in mente? Ha molti mancini tra le sue conoscenze?

Penso di aver tratto ispirazione da un racconto di Sherlock Holmes che si chiama  La Lega dei Capelli Rossi. Non c’è ragione per avere unassociazione per persone dai capelli rossi e non c’è ragione al mondo per avere un’associazione dei mancini. Avevo bisogno di un’associazione strana, e ne avevo bisogno davvero da subito,  perchè, in questo libro, la fondazione dell’associazione avviene tra due ragazzi di 7 anni. Eun’associazione per giovani ragazzi ed, eventualmente, ragazze. Avevo bisogno di qualcosa di strano come questo o qualcosa del genere come lassociazione dei capelli rossi o qualcos’altro, qualcosa che venisse dalla nascita. Quando cerchi una storia hai bisogno di questo tipo di cose.  Io sono destroso comunque.

H. Nesser. Tu sei Destrosa?

La mia storia è leggermente complessa, io nasco come mancina, poi, quando ero piccola, in prima elementare la maestra mi ha voluto correggere, perchè, la credenza popolare, è quella che la sinistra sia la mano del diavolo. Non so perchè, forse l’Italia è troppo religiosa e ha qualcosa inerente a questo, non lo so.

(risate)

H. Nesser. Oh si anche in Svezia era lo stesso quando ero piccolo .

Quando sei mancino hai tutto l’inchiostro sul dorso della mano e, quando scrivi e vieni mal visto quasi emarginato, è veramente complicato. In questo libro, infatti, c’è una insegnate molto cattiva che mette un guanto sulla mano sinistra. Ho letto tantissime di queste storie per scrivere questo libro, di persone che hanno cominciato come mancine e poi sono diventate destrose. É molto interessante, il fatto che il mio cervello abbia qualcosa di diverso dal tuo in base al fatto che sei un mancino o un destroso. In Svezia il 5% delle persone sono mancine, tutti e due i genitori sono detrosi, ma i figli sono mancini. Io credo che i mancini siano le persone più creative : artisti, scrittori, musicisti.. molti sono mancini hanno qualche elemento creativo nel cervello, questa è scienza, ma nessuno sa davvero molto di questa roba, ma è davvero molto interessante. Jimi Hendrix era mancino e suonava la chitarra al contrario e stiamo parlando di uno dei più grandi chitarristi . É davvero strano è molti chitarristi mancini sono migliori dei destrosi. Edavvero tutto strano  quando si parla di mano sinistra, quando ti correggono, hai perso qualcosa.

H. Nesser. Sei mai tornata a scrivere da mancina?

In realtà scrivo da destra, ma mi riesce davvero difficile scrivere in corsivo e scrivo in stampatello minuscolo di fatto. Qualcosa la faccio però prevalentemente a sinistra, non me ne accorgo, me lo fanno notare. Magari ho uno sdoppiamento della personalità anche, e se vuoi puoi scriverlo nel tuo prossimo romanzo!

(risate)

 Ah si certo per il prossimo posso farlo sicuramente! 

 

 

Il romanzo intreccia avvenimenti di tre epoche diverse: nel 2012 si indaga su un cold case del 1991, che a sua volta affonda le radici negli anni Sessanta. Come funziona il processo di scrittura? Segue un ordine cronologico, trattando ogni storia come storia sé, o scrive mescolando i piani temporali fin dallinizio?

Ok, quando scrivi libri è molto facile ricordare , pensi molto agli avvenimenti che hai scritto . Alla base io scrivo sempre cronologicamente e controllo spesso i vari step. Non è davvero un problema , tu hai tutto nella tua testa e ho tempo, molto tempo.  E’ molto più complicato per i lettori che per gli scrittori. Mi spiace ma è davvero questa la risposta, non è complicato! Emolto complicato,  quando fanno un film dal libro, perchè la produzione comincia a farsi molte domande. Ad esempio se si può usare lo stesso attore, qualche volta è possibilema quando  accade nel libro qualcosa 15 anni prima, 10 anni prima o addirittura 20 anni prima e questo accade tutto al protagonista del filmcomincia ad essere un problema pensare che il personaggio potrebbe essere 20 anni più giovane ; come si può fare con lattore?!?. Questo è complicato! Nel libro puoi fare davvero un sacco di cose con il tempo come questo, ma non è complicato scriverlo.

il mio processo di scrittura

Io sono 25 anni che cerco un processo di scrittura e ne ho trovato uno forseLa cosa migliore è scrivere al mattino,  perchè sei al meglio la mattina che alla sera e quando sei più giovane sicuramente sei più produttivo sempre. Ho notato che, se scrivo adesso alla sera,  la mattina rileggo quello che ho scritto e dico : Questa roba non è buona” Il mio processo, forse,  è vivere fuori città con un sacco di animali, portare il mio cane per una lunga camminata la mattina e pensare a lungo ad un capitolo e quando torno a casa  comincio a scrivere,  ma dedicherò due ore e, poi, esco nuovamente e vado dai miei cavalli. Non sono molto fan della ricerche lunghe quando scrivo e cerco di evitarle onestamente , qualche volta vanno fatte per capire in quel periodo che cosa è successo . Penso che come scrittore tu puoi decidere se la tua storia necessita di ricerca o no e qualche storia si necessita di ricerca e qualche altra no. Quando scrivi 35 libri, delle volte, hai bisogno di ricercare e delle altre no (ride)

Tornando a Van Veeteren e Barbarotti, perché a un certo punto ha deciso di passare da una serie allaltra? Dopo il grande successo dei suoi romanzi con Van Veeteren come protagonista, è stata dura ricominciare daccapo con Barbarotti?

Non è stato difficile, ho scritto molti libri Penso che molti lettori si innamorino dei protagonisti e io no . Io ho un distacco da Van Veeteren , un distacco da Barbarotti ,  non è un problema  quindi penso che possiamo passare già alla prossima domanda. Alcuni lettori pensano che ci sia qualche processo misterioso dietro la scrittura, che sei in contatto con gli angeli e dio o che hai uno strumento per qualcosa . Eun lavoro duro , complicato ma è il mio lavoro.

 

 

La sua carriera di scrittore è estremamente prolifica, se non erro dal 1993 ha pubblicato  praticamente un libro allannoIn tutto questo tempo, ha mai avuto il blocco dello scrittore?

 Si la ho tutti i giorni  ( ride ).

Qualche volta esiti a scrivere qualcosa, qualche volta scrivi qualcosa che non è buono ma la cosa è che devi andare avanti lo stesso . Fa parte della natura umana avere dei momenti di vuoto , ma impari ad andare sempre avanti con una storia nuova.  Puoi trovarti a rivedere dei capitoli successivamente perchè non ti sembravano il massimo  e può cambiare, renderlo migliore e GRAZIE A DIO ci sono i computer perchè io scrivo e ri-scrvivo. Io, probabilmente, rileggo i miei libri 10 volte, capitolo per capitolo e posso cambiare parola per parola. Ma può succedere di sentirti bloccato.

 

 

A questo punto gli ho chiesto se viene influenzato anche dai lettori per andare avanti qualche volta in qualcosa.

In realtà no, io penso che io sono il mio lettore perfetto, intendo dire che uno scrittore dovrebbe scrivere il libro che vorrebbe lui stesso leggere  e non quello che è di moda in quel momento.  Lo scrittore è più onesto con la sua scrittura di lettori che lo amano già con qualcosa di nuovo, sa dire quando qualcosa non va bene chiaramente. Diciamo che bisogna provare sempre a fare delle buone storie e basta.

 

 

Dopo aver descritto decine di omicidi e di scene di tensione, c’è qualcosa che riesce ancora a spaventarla?

No,  non mi spaventa nulla di tutto questo onestamente. Sono molto più spaventato di Trump come presidente, la Brexit in Inghilterra, gli idioti in Brasile. Diciamo che il mondo sta diventando davvero un brutto posto, in questo momento,  e questo mi spaventa per la prossima generazione. Sono molto spaventato per il mondo,  ma non sono per niente spaventato dai crimini più brutali come morti o assassini. Ho paura della situazione nel mondo. Tutti lo siamo

 

 

Sta già lavorando a un nuovo romanzo? Ci sarà una nuova indagine per Van Veeteren e Barbarotti insieme?

Ci sarà un nuovo libro di Barbarotti nel prossimo anno, non era mia intenzione allinizio ma ho una storia e  mi sono reso conto che Barbarotti è perfetto in questa. La storia sarà ambientata a Gotland , l’isola in cui vivo e sarà la prima volta che Barbarotti ci andrà, perchè, i miei vicini di casa, ( che sono miei lettori attenti) mi hanno chiesto: “quando scriverai qualcosa su Gotland, che porti da noi?” Ho fatto la promessa che il prossimo libro di Barbarotti sarebbe stato ambientato nella Gotland di Svezia.

A cura di Rosdiana Ciavarolo e Chiara Alaia 

 

 

Acquista su Amazon.it: