Intervista a HEINE BAKKEID






A tu per tu con l’autore

 

A tu per tu con un autore interessantissimo ma ancora poco conosciuto in Italia, Heine T. Bakkeid. Scrittore a tempo pieno, il norvegese Heine ha alle spalle diversi romanzi ma “L’occhio del faro” è il primo libro pubblicato nel nostro paese. Thrillernord l’ha recensito per voi e l’ha incontrato per fare quattro chiacchiere.

 

 
1)  Ciao Heine! Benvenuto su Thrillernord. Complimenti per questo tuo splendido libro, “L’occhio del faro”. Tra i temi centrali di questo romanzo, evidenti fin dalla citazione in apertura (uno scritto di Herbjørg Wassmo) il senso di colpa e la continua battaglia dell’uomo per gestire ed elaborare i traumi. Dove nasce l’ispirazione? Perché hai voluto parlare di questo?

Mi ha sempre affascinato il modo in cui gli uomini pensano di poter risolvere i propri problemi personali.  Si è portati a credere che basti farsi forza,  prendere tutto ciò che non funziona e cercare di aggiustarlo da soli, per poi voltare pagina. Nei thriller questo è un po’ lo stereotipo del protagonista, il lupo solitario con un passato doloroso.  Quando ero più giovane e leggevo questo genere di libri, mi chiedevo spesso perché questi personaggi fossero così e cosa li avesse resi tali.  Cosi quando ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo crime, ho voluto esplorare anche questo aspetto. Anzi, entrambe le facce: cosa può distruggere cosi un uomo e quanto ciò può influire su di lui, come essere umano, nella realtà immaginaria di un romanzo thriller. Così ho creato  Thorkild Aske, un uomo che un tempo aveva pieno controllo di sé e della sua vita ma che poi ho fatto cadere nel proprio abisso personale, per capire cosa avrebbe fatto per risollevarsi. Credo che questo lusinghi lo spettatore curioso che è in me.

  • Hello Heine! Welcome to thrillernord. Congratulations for your wonderful book, “Jeg skal savne deg i morgen”. Among the central themes of this novel, from the opening quotation (by Herbjørg Wassmo) the guilt and the eternal struggle of man to handle and process traumas. Where is the inspiration born? Why did you want to talk about this? I have always been fascinated by the way men think they should solve their own personal problems. We tend to think that we just need to man up, get our shit together and deal with it, fix ourselves and get back to work. In crime fiction this is somewhat of a stereotypic main character trait. The lone wolf with a broken past. But when I was younger and read these types of books, I always wondered why they were like that, what made them that way. So, when I started writing on my first crime novel, this was something I wanted to explore. Both what could break a man like that, and how this would affect him as a human being in a crime fictional universe. So, I created Thorkild Aske, a man who once was in total control of himself and his environment, and then plunge him into his own personal abyss to see how he would handle it. I think it feeds into the voyeur in me.

 

 

2) In questo tuo romanzo descrivi dettagliatamente, da vero esperto, lo svolgersi di un’autopsia. In generale, come ti sei documentato, che tipo di ricerche hai fatto per le parti più tecniche, relative appunto all’autopsia e al lavoro di Thorkild?

Libri sulle autopsie, libri sugli interrogatori, video di interrogatori reali su YouTube o nei documentari; in verità, libri su tutto ciò che mi interessava al momento. Nella scrittura di un libro adoro tutta la parte del lavoro di ricerca. Ho avuto un grande supporto anche da mio fratello che è un medico e mi ha aiutato con la diagnosi di  Thorkild Aske, le sue terapie e il suo viaggio nel sistema sanitario pubblico (e a volte lo sfruttamento dello stesso)

  • In this novel you describe in detail, as a true expert, the implementation of an autopsy. In general, what kind of research did you make for the more technical parts, for example autopsy and Thorkild work? Books about autopsy’s, books about interrogations, real interrogations on YouTube, and in documentaries, books about anything and everything, really. I truly enjoy the research-part of bookwriting. I also got a lot of help from my brother, who is a doctor and helped med with the diagnosis of  Thorkild Aske, his medical regime and his journey through our public health system (and sometimes exploitation of said system).

 

 

3) Sottolinei spesso le differenze nel modo di parlare delle varie zone della Norvegia. È un po’ un tema ricorrente nei libri nordici. Come mai viene data tanta importanza a questo aspetto?

Ehm… Credo avvenga involontararmente. E’ molto facile capire la provenienza di una persona mentre sta parlando, e se io dovessi raccontarti di qualcuno che ho appena conosciuto, una delle prime cose che ti direi sarebbe proprio questo. Non so il perché. PS! Lo sai che molte persone della Norvegia del nord spesso cambiano il loro modo di parlare quando sono in Tv o nei tg, trasformandolo in un linguaggio quasi letterario? Lo trovo divertente… no, triste in realtà.

  • You often emphasize the differences in the way of speaking in various parts of Norway. It’s a recurring theme in Nordic books. Why is this aspect so important? Hm … I think it is subconscious. It’s very easy to know what part of the country people are from when they talk, and if I was to tell you about a person I just met, one of the first things I would say is where he or she is from. I don’t know why. PS! Did you know that many people from the north of Norway often change the way they talk when they are on TV and in the media into a kind of quasi book tongue? I find that funny … no, sad actually.

 

 

4)  Questo è il primo libro di una serie. Hai già in mente tutta l’evoluzione della storia o ti lascerai guidare dai tuoi personaggi?

Allora, io conosco tutta la storia di Thorkild  Askes , come inizia e come finisce, ma sinceramente tutto ciò che succederà nel mezzo dipenderà molto da lui 😊

  • This is the first book of a series. Do you already have in mind all the evolution of history or will you let yourself be guided by your characters? So, I know Thorkild Askes story, from the beginning to the end. But the way he gets there and the space between, is still very much up to him😊

 
 

5)  Ho apprezzato tantissimo la descrizione del rapporto tra Thorkild e Liz, sua sorella. C’è qualcosa di te, della tua famiglia, in questo? E, ti è mai capitato un colpo di fulmine come quello tra Thorkild e Frei?

La relazione tra Thorkild e sua sorella Liz, ha sicuramente avuto un’evoluzione nella storia molto più ampia  rispetto a quello che avrei creduto. Lei è semplicemente un perfetto essere umano con tutti i suoi difetti, le sue sofferenze e tribolazioni. Tutti nella vita abbiamo bisogno di un po’ d’amore e forse Thorkild da questo rapporto, ottiene più di quanto realmente non meriti. Quanto alla domanda sull’essermi mai innamorato a prima vista come ha fatto lui, la risposta è… certamente si!

  • I really liked the description of the relationship between Thorkild and Liz, his sister. Is there something about you or your family, in this? Have you ever fall in love at first sight like Thorkild? The relationship with Thorkild and his sister, Liz, was something that just evolved to more than what I thought it would be throughout the story. She is just such a perfect human being, with all her flaws, trials and tribulations. Everyone needs a little bit of love in their life, and Thorkild gets more than he maybe deserves from her. As to the question if I have ever fallen in love at first sight like Thorkild? The short answer is … hell yes!

 
 

6) Una domanda più leggera. Come ti è venuto in mente di dedicare un capitolo a un clistere?

La cosa divertente è che io ho sempre voluto affermarmi come scrittore, giocando con rispetto, con ciò che altri avevano fatto prima di me e rimanendo nei confini dei vari generi letterari, ma in verità le mie storie mi conducono dove vogliono. Crescendo, ho accettato questo mio modo di essere uno scrittore, non curandomi delle conseguenze. E comunque; mi piace quella scena, è così triste e imbarazzante.

  • A lighter question. How did you think of dedicating a chapter to an enema? The funny thing is that I always wanted to fit in as a writer, to respectfully play upon what others had done before me and mind the genre barriers, but my stories take me where they want. As I got older I just had to accept who I am as a writer, no matter the consequences. And by the way; I love that scene. It’s so sad, so cringeworthy.

 
 

 7) Fai dell’ironia sui telefilm in cui i patologi risolvono omicidi. Come mai? Non li ami davvero o ti sono stati di ispirazione e il tuo è una sorta di omaggio?

Un mio amico, quando eravamo giovani, diceva che ero un cinico sarcastico,  forse qualche volta può ancora sembrare che sia così, ma per me è sempre un omaggio, perché io traggo ispirazione da tutto e tutti.

  •  You make wisecracks on the TV shows where pathologists resolve murders. Why? Don’t you really love them or have you been inspired and yours is a kind of homage?A friend of mine used to call me a sarcastic cynic when we were younger, and sometimes maybe it still shines through, but for me it’s always an homage because I get inspired by anything or anyone.

 
 

8)  Tornando ai libri, hai letto o conosci qualche autore italiano? Quali autori nordici ti hanno ispirato di più e quale libro hai adesso sul tuo comodino?

Il principe di Niccolò Machiavelli e Storia della mia vita di Giacomo Casanova. A fine adolescenza, mi ero allontanato dalla letteratura perché non riuscivo a trovare più ciò che cercavo. Un giorno ho trovato Il Principe di Machiavelli, un vero capolavoro del cinismo tattico. Ad alcuni può far ridere, ma lui mi ha spinto a guardarmi di nuovo intorno. Mi è piaciuto così tanto il libro sulla vita di Casanova, che molti anni più tardi l’ho inserito in uno dei miei young adult.

Tutti sanno che il più grande scrittore mai esistito, è un norvegese e il suo nome è Jarl André Bjerke. Il primo libro che ricordo di aver letto era suo, ed era pieno di immagini e rime per bambini. Più tardi ho letto anche i suoi romanzi thriller e le poesie. Pura divinità.

Al momento ho tre libri sul comodino: Agent 6 di Tom Rob Smith. Poi “Il libro del mare: o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone in un vasto mare” di Morten A. Strøksnes e infine The strange death of Europe, by Douglas Murray.

  • Getting back to books, did you read or know some Italian authors? Which Nordic authors have inspired you most and what book do you have on your bedside now? The prince by Niccolò Machiavelli and The story of my life by Giacomo Casanova. In my late teens, I was drifting away from litterature, I just couldn’t find what I was looking for anymore. One day I found The prince by Machiavelli. A true masterpiece in tactical cynisism. It may sound funny to some, but Machiavelli made me go looking again. And I liked the book about the life of Casanova so much that I put him in one of my own Young adults-books many years later. Everybody knows that the greatest writer who has ever lived is norwegian and that his name was Jarl André Bjerke. The first book I can remember ever reading was a book of his filled with pictures and rhymes for children. Later I read his crime fiction novels and poems. Pure divinity. On my bedside table right now I have 3 books: Agent 6, by Tom Rob Smith, Shark Drunk. The Art of Catching a Large Shark from a Tiny Rubber Dinghy in a Big Ocean through Four Seasons, by Morten A. Strøksnes and The strange death of Europe, by Douglas Murray.

Heine Bakkeid

 

A cura di Maria Sole Bramanti

(Traduzione di Maria Sole Bramanti e Manuela Fontenova)

 

Di HEINE BAKKEID su thrillernord:

IL LIBRO  – Il volto grigio, gli occhi cerchiati di scuro, una profonda cicatrice lungo lo zigomo: Thorkild Aske è ormai lo spettro dell’uomo che quattro anni prima, all’apice della sua carriera nella polizia norvegese, era considerato un maestro nell’arte dell’interrogatorio. Incarcerato per aver causato la morte di una donna guidando sotto l’effetto di droghe, Thorkild ha scontato la pena, ma porta ancora i segni di quel tragico incidente…