Intervista a JESSICA TREADWAY






A tu per tu con l’autore

 

 

1) Mrs Treadway, it’s a pleasure and an honor to have the possibility to make you this interview for our association Thrillernord.
“Lacy Eye” is inspired to a real fact. How much of your personal reflections about this story, have you put in your book?

The case the book is based on is real, but all of the reflections are my own. I was fascinated by the idea of a woman first telling police that her own son had been involved in attacking and trying to kill her (and killing her husband, the son’s father), and then withdrawing that identification and going so far as to say that her son never could have been involved in such a crime. The inspiration for the book was my desire to explore such a psyche — the mindset of someone who knows something on one level, but who needs to hide it from herself because she places a higher value on something other than the truth.
 

Professoressa Treadway, grazie per la sua disponibilità: è un onore e un piacere poterla intervistare per la nostra associazione ThrillerNord.“Quello che non vuoi sapere” è ispirato ad un fatto realmente accaduto: quanto delle sue riflessioni sulla vicenda reale sono finite nel libro?

Il libro si basa su un fatto vero ma tutte le riflessioni sono mie considerazioni personali. Mi attraeva molto l’idea di questa donna che prima dice alla polizia che la sua stessa figlia è stata coinvolta in un’aggressione contro contro di lei, ed ha cercato di ucciderla (e uccidere suo marito, nonchè padre della ragazza), ma poi ritira l’accusa sostenendo che la figlia non avrebbe mai potuto commettere un crimine del genere. L’ispirazione per il libro nasce dal mio desiderio di esplorare una psiche di questo genere, ossia la mentalità di una persona che conosce delle cose, ma che ha bisogno di nasconderle anche a sè stessa, perché reputa che ci siano delle priorità e degli affetti molto più importanti della verità (una verità dolorosa).

 

 

2) At the beginning of the book, Hanna presents herself as a victim, which in her fellows citizen opinion is co-responsable of what has happened to her. This leads her to rerunning her relationship with Dawn. How much the fact you knew yet how it would be ended, has influenced you in the construction of the relation between Hanna and Dawn?

I always knew that Hanna would be motivated by her desire to think the best of Dawn, and of their relationship, even if thinking those things went against her better judgment (which it did). As a writer, it was difficult to project myself into Hanna’s mind, because, as you note, I did know what the truth was, all along. I had to try to find ways to render her willingness to turn a blind eye to the truth, all the while knowing that the reader was probably on to Dawn, too.
 

Hanna all’inizio del libro si presenta come una vittima che, nell’opinione dei suoi concittadini, è co-responsabile di quanto le è accaduto. Questo la spinge a rianalizzare il suo rapporto con Dawn: quanto il sapere come sarebbe finita ha influito nel lavoro di costruzione del rapporto Hanna-Dawn?

Ho sempre saputo che Anna sarebbe stata motivata dal suo desiderio di pensare il meglio di Dawn e del loro rapporto, anche se questo fosse stato molto lontano dalla realtà (come poi è successo). Da scrittrice è stato difficile proiettarmi nella mente di Hanna, perché ovviamente io sono sempre stata a conoscenza dei fatti. Ho dovuto pensare bene a come rendere la sua volontà di chiudere gli occhi di fronte alla verità, pur sapendo che probabilmente i lettori erano già dalla parte di Dawn.

 

 

3) Abby, Hanna’s dog (originally Dawn’s dog) is also a victim of aggression that equally marked it physically and emotionally. You’ve created a character that is not human but that is really empathic with Hanna. Was it difficult to characterize it (even because it’s a co-protagonist)?

I didn’t necessarily think of Abby as a protagonist in the story, but as a companion to Hanna as she goes through the process of trying to recover both physically and emotionally (after the attack) and, then, as a companion in her journey to decide whether she is going to seek the truth or not, in relation to her daughter.
 

Abby, la cagnolina di Hanna che in origine era stata presa per Dawn, è anch’essa vittima dell’aggressione e ne rimane altrettanto fisicamente ed emotivamente segnata: com’è stato caratterizzare un co-protagonista vittima non umana ma profondamente empatica nei confronti di Hanna?

Non ho pensato che Abby dovesse necessariamente essere una protagonista nella storia, ma piuttosto una compagnia per Hanna durante il suo processo di ripresa, sia fisica che emotiva (in seguito all’aggressione) e un “supporto” nella difficile decisione sul voler scoprire o meno la verità sulla figlia.

 

 

4) Through the memories, readers can follow the evolution of Dawn, as a shy child, mistreated by her peer, of Emmett a typical bullett in arm, of Cecilia and Iris. The filter of feelings and the next reworking of Hanna, coincided with your original idea about the evolution of your characters?

Yes, I definitely wanted to render Dawn as a character who made a choice about who she was and how she was going to act, in the context of her prior experience. Yes, she was mistreated as a child, but she is an adult when the events of the novel take place, and I believe quite firmly that as adults we are all responsible for the actions we take. They may be explained in part by our childhood experiences, but they are not excused by them.
 

Attraverso i ricordi i lettori seguono l’evoluzione di Dawn, che da bambina era timida e maltratta dai coetanei, di Emmett, classico bulletto di quartiere, di Cecilia, di Iris: il filtro dei sentimenti e poi della rielaborazione di Hanna è coinciso con la sua idea iniziale dell’evoluzione dei personaggi?

Si, ho voluto che il personaggio di Dawn scegliesse chi essere e come comportarsi, in base alle esperienze passate. Si, è stata maltrattata da piccola, ma quando si svolge la vicenda raccontata nel libro, è un’adulta e io credo fermamente che, come adulti, siamo tutti responsabili delle nostre azioni. Le nostre esperienze infantili possono spiegarle ma assolutamente non giustificarle.

 

 

5) Have you ever thought to transpose your novel into movie or tv series? Could you think which actors would best represent your characters?

I wouldn’t do such an adaption myself, because I don’t write for the movies or TV, but I would love it if someone in the field wanted to do it! I hadn’t thought too much about actors for the various roles, except that I thought the American actress Allison Janney would make a good Hanna.
 

Se le venissero chiesti i diritti per la trasposizione in film o serie televisiva, ne sarebbe contenta e accetterebbe? Avrebbe già in mente degli attori che crede potrebbero rendere al meglio i suoi personaggi?

Non scriverei io un adattamento, perché non scrivo per la tv o per il cinema, ma se qualcuno nel campo volesse farlo ne sarei felicissima! Non ho mai pensato molto agli attori nei vari ruoli, eccetto per l’attrice americana Allison Janney che sarebbe perfetta nella parte di Hanna.

 

 

6) A last, inevitable question for Thrillernord: do you like nordic thriller?

Yes! I am one-quarter Swedish myself, and I am particularly fond of Henning Mankell and his Kurt Wallender novels. I also loved The Killing. I am always on the lookout for more!
 

Domanda di rito conclusiva: le piace il thriller nordico?

Si! Io stessa sono per un quarto svedese, e sono partiolarmente affezionata ad Henning Mankell e alla serie di Kurt Wallender. Mi è piaciuto moltissimo anche The Killing. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo!

Jessica Treadway

a cura di Sara Tarallo

(Traduzione a cura di Manuela Fontenova)

Di Jessica Treadway su Thrillernord:

quello che non vuoi sapere di jessica treadway

IL LIBROTornando a casa una sera d’autunno, Hannah Schutt trova ad attenderla il detective Kenneth Thornburgh e una folla di giornalisti, con una brutta notizia: il tribunale ha accolto la richiesta di appello di Rud Petty, il giovane uomo che tre anni prima ha aggredito Hannah e suo marito Joe, uccidendo quest’ultimo e sfigurando lei. Mentre la procuratrice Gail Nazarian e sua figlia Iris insistono affinché Hannah si decida a testimoniare, nella sua vita e nella casa in cui è stata aggredita ritorna anche la figlia Dawn, all’epoca fidanzata con Rud. Quella figlia a cui si era sempre sentita vicina, che aveva coccolato e consolato mentre gli altri coetanei la tormentavano per la sua ambliopia, ma che da quando Rud era entrato nella sua vita si era pian piano allontanata. Una figlia di cui non ricorda il ruolo nella sua aggressione e da cui tutti, la primogenita Iris in testa, la mettono in guardia…