Intervista a JOËL DICKER






A tu per tu con l’autore

 

 

1) “Les Derniers Jours de Nos Pères” is set in France during World War II : did your personal or familiar past influence somehow the choice of this theme?

No, it isn’t based on any past influences, but I’m very interested in history. While researching for a novel about World War 2 I came upon this information about the SOE. I thought it was so interesting, and it seemed to be a part of the war that we knew very little about. So I changed the aim of my research and started digging into their story.

Gli ultimi giorni dei nostri padri e’ ambientato nella francia della seconda guerra mondiale, la scelta del tema e’ stata in qualche modo influenzata da qualche suo vissuto familiare o personale?
No, la scelta non è stata influenzata da nessun episodio del passato, ma io sono molto interessato alla storia. Mentre stavo facendo delle ricerche sulla Seconda Guerra Mondiale, mi sono imbattuto nella SOE. Ho pensato che fosse davvero interessante, e mi sembrava una parte della guerra veramente molto poco conosciuta. Ho così deciso di cambiare l’oggetto della mia ricerca ed ho iniziato a scavare in questa storia.

 

2) You wrote about the SOE (Special Operation Executive), a very mysterious issue that has always been kept a secret. How did this choice originate?

I learned amazing things about the SOE that I just thought would make a good novel. These young, relatively naive people were thrown into high-stakes situations behind enemy lines! When you add to this that the SOE was kept a secret for many years, it had all the ingredients for a novel.

Ha scelto di scrivere dell’Soe (Special Operation Executive), un argomento molto misterioso e sempre tenuto segreto, da dove deriva questa scelta?
Sono venuto a conoscenza di cose così incredibili riguardo la SOE, che ho subito pensato di poterne trarre un buon romanzo. Queste persone giovani e abbastanza ingenue, venivano coinvolte in situazioni ad alto rischio dietro le linee nemiche! Se a questo si aggiunge il fatto che la SOE è rimasta segreta per tanti anni, allora si ottengono tutti gli ingredienti per un buon libro.

 

3) “Les Derniers Jours de Nos Pères” is based on the relationship between father and son, in particular on love and devotion of the protagonist towards his father. Do you feel this issue close to you? Why did you choose it?

The parent-child relationship is universal and can be placed in so many different scenarios. Of course during wartime, this relationship takes on an even greater importance. Seeing a son leave to defend one’s country must be a heart-wrenching experience…but when the son’s position prevents him from keeping contact with his family, that creates a situation that most people can empathize with, I think.

Gli ultimi giorni dei nostri padri e’ incentrato sul rapporto tra padre e figlio, in particolare dell’amore e della lealta’ del protagonista verso il padre. Come mai questo argomento?
La relazione tra padre e figlio è universale e può essere inserita in molti scenari differenti. Ovviamente durante la Guerra questa relazione assume un’importanza ancora più grande. Vedere un figlio partire per difendere una nazione dev’essere un’esperienza lancinante… Ma penso che se un figlio si trova in una situazione per cui non può avere contatti con la sua famiglia, si crea una condizione tale da suscitare empatia e solidarietà in molte persone.

 

4) What made you say: i’ll write a crime novel?

If you’re speaking about “La Vérité sur l’Affaire Harry Quebert,” (my only novel to be considered a “crime novel”), the answer is that I, personally, do not think I wrote a crime novel. I never read that kind of literature and I don’t know the patterns. I just set out to write a book that entertained me…although it’s true that all over the world, people have read it as a crime novel. I would like to think that even if you removed the murder from “La Vérité sur l’Affaire Harry Quebert,” that people would have still enjoyed it!

Qual e’ stata l’ispirazione che le ha fatto dire : “scrivero’ un giallo”?
Se ti riferisci a “La verità sul caso Harry Quebert” (il mio unico romanzo che si può considerare una “crime novel”), la risposta è che personalmente non penso di aver scritto un giallo. Non leggo mai quel genere di letteratura e non ne conosco le caratteristiche. Ho semplicemente deciso di scrivere un libro che mi divertisse …  sebbene sia vero che tutto il mondo lo ha letto come una crime novel, io vorrei poter pensare che anche se si eliminasse l’omicidio dalla storia, le persone continuerebbero ad apprezzarlo!

 

5) How did you get started writing “La Vérité sur l’Affaire Harry Quebert”? How did this idea originate?

I just started writing it for myself. I was in law school and it was my hobby in my spare time. I have six versions of it in my desk drawers! I kept writing at it until I was pleased with it, and it actually wasn’t until my French editor, Bernard de Fallois, was publishing “Les Derniers Jours de Nos Pères” that he asked to see what else I had written. He really liked it and said he would like to publish it…so I had two novels come out in the same year! It was a crazy year for me.

Nello specifico con il romanzo “la verita’ sul caso harry quebert”, dove ha trovato l’ispirazione per il libro?

Ho iniziato a scriverlo per me stesso. Frequentavo giurisprudenza ed era il mio hobby durante il tempo libero. Ho sei versioni diverse nei cassetti della scrivania! Ho continuato a lavorarci finchè non mi sembrava perfetto e in realtà  ho smesso  solo quando il mio editore francese, Bernars de Fallois, che stava pubblicando  “L’ultimo giorno dei nostri padri”, mi ha chiesto di  vedere cos’altro avessi scritto. Gli è piaciuto molto ed ha deciso di pubblicarlo… così in uno stesso anno sono usciti due miei romanzi! E’ stato un anno incredibile.

 

 

6) Did something influence your decision to write about the relationship between pupil and master (Marcus and Harry)?

Like the parent-child relationship I mentioned earlier, I think the student-mentor relationship is very interesting. As we see in sports and the arts, every once in awhile there is a student who quickly surpasses the talent of his mentor. But at what point do both the student and mentor realize this? Accept this and move on as contemporaries? It’s a complex relationship which I wanted to persue.

Dove ha trovato l’ispirazione per il rapporto tra maestro e allievo, tra Harry e Marcus?

Come la relazione genitore-figlio di cui parlavo prima, penso che quella maestro-allievo sia altrettanto interessante. Come si può vedere nello sport e nell’arte, capita spesso che uno studente superi velocemente il talento del suo maestro. Ma a che punto entrami se ne accorgono? Si accetta e si va avanti, sapendo di essere allo stesso livello? E’ un rapporto complesso che ho voluto approfondire.

Joël Dicker

A cura di Anastasia Frollo

Di Joël Dicker su thrillernord

IL LIBRO – I Goldman sono la classica famiglia americana progenie del grande boom economico, favoriti dal nascente capitalismo ed emblema dell’american dream. Proprietario di una piccola azienda, nonno Goldman ha visto i due figli prendere strade diverse: Nathan, padre di Marcus, è diventato un ingegnere e si è trasferito in una modesta abitazione a Montclair con la moglie, mentre il fratello Saul è divenuto un importante e stimato avvocato, sposato con una dottoressa e con un cospicuo patrimonio che gli permette il possesso di una villa a Baltimore e una casa estiva negli Hamptons…