Intervista a JOHANA GUSTAWSSON






A tu per tu con l’autore

1) “Block 46” is such a particular book. It moves through different temporal and spatial levels and it’s really cruel. How did you get the idea of this novel?

Dear god, you must think I am utterly crazy! Well, I suppose I have to be a little deranged to write such stories, but it absolutely doesn’t show at all… Well, at least, my family doesn’t complain ! More seriously, I have had a fascination for thrillers and crime novels since I was 7, when my mother gave me to read “The Mysterious Affair at Styles” by the Queen of crime, Agatha Christie. From that moment, I fell in love with that genre and completely devoured all Christie’s novels. “Block 46” is the fruit of this unconditional love for detective novels and from two of my other great interests: profiling (or forensic psychology) and History. I desperately wanted to get into the mind of a serial killer and also of a profiler, to accompany them in their respective manhunt. It was also paramount to me to create a duo of female investigators: two women who, each in their own way, by pen or psychology, live to track down and hunt serial killers. And as far as History is concerned, I have always loved to dive into the past and to travel in time, so I thought, why not write about it?

“Block 46” è un libro molto particolare, viaggia su due spazi temporali e spaziali differenti ed è davvero molto crudo. Com’è nata l’ispirazione per questo libro?

Santo cielo! Penserete che io sia completamente pazza! Beh, a dire il vero, credo di non essere nemmeno completamente normale dato che scrivo storie di questo tipo, ma credetemi, non lo do a vedere e comunque la mia famiglia non se ne lamenta! Torniamo seri… è da quando avevo sette anni e mia madre mi diede da leggere il libro della grande regina del crime Agatha Christie “Poirot a Style Court”, che subisco il fascino dei thriller e dei romanzi polizieschi. Da quel momento mi sono innamorata di questo genere letterario ed ho “divorato” tutti i romanzi di Agatha Christie. “Block 46” è frutto di questo amore incondizionato per le detective stories e per la mia passione per la psicologia forense ( profiling) e la storia. Volevo entrare a tutti i costi nella mente di un serial killer e di un profiler per accompagnare questi due personaggi nelle loro rispettive cacce all’uomo. Ma il mio interesse prioritario era quello di creare un duo investigativo al femminile: due donne che, ciascuna alla sua maniera, con la penna o con la psicologia, vivono per scovare e catturare i serial killer. La storia invece entra nei miei libri perché ho sempre amato l’idea di fare un tuffo nel passato e viaggiare a ritroso nel tempo, quindi perché non sfruttare questa mia passione in ciò che scrivo?

2) As we said before, we are witnessing two spatial levels: 1944 and the contemporary period. Why did you choose this link between the current murders and those of the Buchenwald concentration camp?

For several years, I felt the need to go searching for a piece of my family history, that of the deportation of my paternal grandfather to Buchenwald concentration camp. I wanted to exhume fragments of stories, re-live his nightmares of the deportation, and gather recollections of my father. “Block 46” gave me that opportunity. Through my research, I discovered a much more atrocious, barbaric and bloody reality than the one I had been told. A reality that I tried to capture in my novel, through the story of Erich Ebner.

Come dicevamo, siamo in presenza di due spazi temporali: il 1944 e il giorno d’oggi. Perchè questo collegamento tra gli omicidi odierni ed il campo di concentramento di Buchenwald?

Per molti anni, ho avvertito la necessità di andare in cerca di un pezzo di storia della mia famiglia, quello della deportazione del mio nonno paterno nel campo di concentramento di Buncheenwald. Volevo disseppellire frammenti di storie, rivivere l’incubo della deportazione e rimettere insieme i ricordi di mio padre. “Block 46” mi ha dato questa opportunità. Attraverso le mie ricerche, ho scoperto una realtà molto più barbara , atroce e sanguinosa di quella che mi avevano raccontato: realtà che ho tentato di catturare nel mio romanzo e raccontare attraverso la storia di Erich Ebner.

3) Is there any character in the book that looks like you?

I wish I could be as sporty as Emily and as beautiful as Alexis! Jokes aside, my life as a French & Spanish girl, married to a Swede and living in London greatly inspired Alexis’ life. I am from Marseille, in south of France, but both my parents have Spanish background; and my maternal granddad was born in Barcelona. All my Spanish family lives now in El Palomar, a small village in the Valencian Community. So when Mado Castells, Alexis’ mother is complaining about her fears of her dear and precious daughter going to live up North in Sweden, it echoes a tiny bit my mother’s concerns when I met my husband!

Nel tuo romanzo c’è qualche personaggio che ti assomiglia?

Mi piacerebbe essere sportiva come Emily e bella come Alexis! Scherzi a parte, la mia vita di ragazza metà francese e metà spagnola, sposata con uno svedese e che vive a Londra mi ha ispirato parecchio per ciò che concerne la storia di Alexis. Io sono di Marsiglia, nel Sud della Francia, ma entrambi i miei genitori hanno origini spagnole; il mio nonno materno è nato a Barcellona. I miei parenti spagnoli ora vivono tutti a El Palomar, un piccolo paesino della Comunità Valenciana. Così, quando Mado Castells, la madre di Alexis, esprime i suoi timori riguardo al fatto che la sua cara figlia stia per trasferirsi al nord, in Svezia, si tratta di una eco delle preoccupazioni che ha vissuto mia madre quando ho incontrato mio marito!

4) The profiler Emily Roy is such an interesting and mysterious character. There will be another investigation for her?

Oh yes! Definitely! Both Emily and Alexis will come back in many more novels. I am actually writing number 3. The next one, published in France this year and called “Mör” will take Alexis & Emily to the London of Jack the Ripper, back in 1888.

Emily Roy, la profiler, è un personaggio molto misterioso ed interessante. Ci sarà una nuova indagine per lei?

Oh si! Sicuramente! Sia Emily che Alexis torneranno in molti altri romanzi. Attualmente sto scrivendo il terzo della serie. Nel prossimo romanzo che vedrete, “Mör”, uscito quest’anno in Francia, porterò Alexis e Emily nella Londra del 1888, quella di Jack Lo Squartatore.

5) What do you think about people who don’t give sufficient consideration to thriller genre?

I think that they are missing a lot! Thrillers are very social books, they mirror the society we are living in. In France, more and more thrillers are short listed for major literary prizes, so we are making progress!

Quando i romanzi thriller vengono definiti di seconda fascia, che ne pensi?

Penso che queste persone si perdano molto! I thriller sono libri che riflettono la società in cui viviamo. In Francia sempre più thriller arrivano ad essere finalisti nei maggiori premi letterari, quindi stiamo facendo progressi!

6) Do you like nordic authors? Have you ever read any nordic thriller?

I am totally fond of Nordic authors. Henning Mankell, Jo Nesbo, Liza Marklund, Lars Kepler, Stieg Larsson, Camilla Läckberg are among those. The setting, plot and characters leave an imprint on your soul after reading them

Che ne pensi degli autori nordici? Hai mai letto thriller nordici?

Sono una grande appasionata di autori nordici. Tra i tanti potrei citare Mankell, Jo Nesbo, Liza Marklund, Lars Kepler, Stieg Larsson, Camilla Läckberg. Ambientazione, trame e personaggi lasciano un segno nella tua anima dopo la lettura.

Johana Gustawsson

Intervista a cura di Cristian Volpato e Laura Piva


Di Johana Gustawsson su Thrillernord:

IL LIBRO – Falkenberg, Svezia: viene ritrovato il corpo nudo e congelato di una donna sulla spiaggia di Olofsbo. Nel frattempo, a Londra, una nota profiler, la taciturna Emily Roy, indaga su una serie di omicidi di bambini i cui corpi sono stati selvaggiamente mutilati e che presentano le stesse ferite della vittima svedese: la gola squarciata, gli occhi rimossi e una misteriosa Y incisa sul braccio…