Intervista a KARIN SLAUGHTER






A tu per tu con l’autore

 

 

1) Grazie Karin di essere con noi. Ci vuoi parlare della tua ultima fatica? Il romanzo “Scia di sangue”, dal 26 gennaio 2017 in libreria, è sempre incentrato sulla figura di Will Trent. Secondo te, perché questo personaggio è così amato dai lettori? Perché hai voluto aggiungere un nuovo episodio a questa serie?

Will Trent rappresenta un mix di tutti gli uomini che conosco. Molti dei miei personaggi maschili (o almeno quelli che sono brave persone), hanno molto in comune con mio padre. Durante la mia infanzia, avevo l’abitudine di passare il sabato pomeriggio a seguirlo mentre aggiustava cose in giro per casa. A volte non sapeva come aggiustare un oggetto, ma alla fine ci riusciva sempre. Will in questo gli somiglia molto, anche se nel suo caso non si tratta di riparazioni domestiche, bensì di risolvere i casi che gli vengono assegnati. Nel suo lavoro, e come se si ritrovasse in un posto ostile e sconosciuto e dovesse uscirne con le sue sole forze. Ho pianificato la creazione del personaggio di Will molti libri prima di arrivare a scrivere TRIPTYCH, il primo romanzo che lo vede protagonista. Avevo bisogno di ambientare la storia in una grande città che facesse percepire un senso di anonimato. Ho scritto di Will anche per andare sul sicuro e non commettere errori: Il GBI infatti può indagare su qualsiasi crimine si verifichi nello stato. Sono passata dai delitti commessi in un piccolo paese nella Georgia del sud fino a quelli commessi in 151 diverse contee. Questo è il genere di cose su cui uno scrittore di genere crime ama lavorare.

Will Trent is likely an amalgamation of all the men I know. Many of my male characters (at least the good guys) share characteristics with my father. When I was growing up, I used to follow him around the house on Saturdays while he fixed things. Some of these things he probably didn’t know how to fix before he started, but he always figured it out. Will is a lot like that—not just in fixing things around the house, but in the cases he’s assigned. He’s used to being thrown into unfamiliar territory and having to find his way out on his own. The creation of Will was something I had planned several books prior to writing TRIPTYCH, the first Will Trent Book. I needed a story set in a big city where there was some sense of anonymity. I also saw writing about Will as a way to job security; the GBI can investigate any crime in the state. I went from limiting myself to one small county in South Georgia to crimes within one hundred fifty-nine counties. This is the sort of palate a crime writer loves to work with.

2) Il romanzo si apre con la scena del crimine, il cantiere in cui viene abbandonato il corpo di Dale Harding, poliziotto in pensione quindi ex collega di Will e degli altri che lavorano per il Georgia Bureau of Investigation. Il luogo del delitto non è un dettaglio di poco conto in questo romanzo. Prima di tutto è la traccia più concreta che allerta gli investigatori sul coinvolgimento nella vicenda di Marcus Rippy . Inoltre, nelle pagine iniziali, la scena del crimine e la sua ricostruzione catalizzano l’attenzione del lettore. Ci vuoi spiegare questa scelta narrativa?

Abbiamo tutti assistito all’ondata di episodi riguardanti violenze sessuali e domestiche che ha travolto molti atleti e personaggi famosi: fatti che persone prive di mezzi economici e dei migliori avvocati non possono permettersi di affrontare. Volevo parlare un po’ di questi argomenti e contestualizzarli in una storia di violenza domestica.

We’ve all seen this recent spate of athletes and famous people getting away with sexual assault and domestic violence. Things that people who don’t have money and the best lawyers could never get away with. I wanted to talk a little bit about that and put it in the context of a story about domestic violence.

3) Appunto in queste pagine iniziali dimostri una forte passione per il mondo della polizia scientifica e per l’attività che essa svolge. Quali esperienze di vita e quali letture di approfondimento ti hanno spinto e aiutato ad avvicinarti a queste tematiche ?

Per quanto concerne la maggior parte dei miei libri, posso dire di non avere idea di come e da dove sia arrivata l’ispirazione. In genere si tratta di momenti in cui penso “What If”, ossia, “Cosa accadrebbe se…” Cosa accadrebbe se Will Trent fosse chiamato ad investigare su di un determinato caso? Cosa accadrebbe se Sara Linton si trovasse a fare questa autopsia? Quello che mi fa andare avanti nella narrazione è proprio rispondere a queste domande. Anche se ho avuto accesso alla documentazione relativa a diversi casi reali, non ho mai preso in considerazione l’idea di riportarli tal quali e per intero in uno dei miei romanzi. Ripeto sempre a me stessa che questi crimini vengono commessi a danno di persone vere, e io devo onorare la loro memoria e non sfruttarne la tragedia. Così prendo particolari da diverse storie e li miscelo insieme. Si dice che non ci sia niente che sia stato narrato da un autore crime che non sia già successo- ed in maniera molto più orribile- nella realtà. Ho parlato con molti agenti, dottori, scienziati forensi e tecnici del Georgia Bureau of Investigation: sono stati tutti entusiasti di indicarmi il modo più corretto di descrivere alcune procedure, immagino perché trovano estremamente irritante che la gente pensi che tutto sia risolvibile con le analisi del DNA e che ci siano sempre tracce evidenti su ogni scena del crimine. Nella realtà non è mai così facile. Mi ha sorpresa molto scoprire che il crimine che viene risolto più spesso utilizzando l’analisi del DNA è il furto con scasso, dato che i ladri d’appartamento spesso sono così stupidi da bere il latte nel tuo frigorifero o usare il tuo stick labbra lasciando tracce del loro profilo genetico dietro di sè.

With most books, I have no idea where the inspiration comes from. Generally, it’s a “what if” moment. What if Will Trent was called in to investigate this particular crime? What if Sara Linton was faced with this kind of autopsy? That’s what gets me going: answering the what ifs. Though I have a lot of access to real-life cases, I never take one in its entirety and put it in a book. I always remind myself that these crimes happen to real people, and I need to honor that fact, not exploit it. So, I pick and choose different details from different cases and blend them together. That being said, there is nothing a fiction author can come up with that hasn’t been done before in real life—usually far more horrifically. I’ve been able to talk to agents, scientists, doctors and techs with the Georgia Bureau of Investigation. They were all eager to tell me the proper way to do things, I think because it’s a bit galling that people think DNA can solve every crime and that evidence is always left at the scene. The fact is that it’s not, and I was surprised to learn that the crime most solved by DNA is burglary, because burglars are stupid and they drink your milk and use your lip balm and leave their DNA behind.

4) L’ambientazione in una grande città come Atlanta quanto è imprescindibile e che caratterizzazione offre alle storie con protagonista Will Trent?

E’ importantissima, perchè è la realtà che io conosco meglio e soprattutto perché ci ricorda che anche in questi luoghi possono capitare brutte cose.

It’s very important because I know well this reality and, above all, it reminds us that even in those places bad thing can happen.

5) Quali sono i tuoi gusti letterari e cinematografici? Quali sono gli autori di thriller che preferisci?

Non sono così presa dai thriller. Sono un’appassionata di vecchi film come per esempio Via col Vento, Scandalo a Philadelphia. Tra i film contemporanei mi sono piaciuti Stand By Me, Il Silenzio degli Innocenti, Clay Pigeon, Le Ali della Libertà (che in effetti sono tutti thriller). Mi piace leggere saggistica, in particolare Erik Larson, Jon Krakauer, Anne Rule e Doris Kearns Goodwin. Karin Harrison è una delle mie autrici di romanzi preferita, anche se il primo premio nelle mie preferenze è per Flannery O’ Connor. Poi ci sono i soliti sospetti: John Irving, Anne Tyler, Denise Mina e Mo Hayder.

I’m not always drawn to thrillers. I love older movies like Gone With the Wind and Philadelphia Story. More contemporary ones that have stuck with me would be Clay Pigeons, Stand By Me, Shawshank Redemption, Silence of the Lambs…oh, wait, maybe those are all thrillers. I enjoy reading non-fiction by Erik Larson, Jon Krakauer, Ann Rule and Doris Kearns Goodwin. Kathryn Harrison is one of my favorite fiction authors (though Flannery O’Connor takes the top prize across the board), and then there are the usual suspects: John Irving, Anne Tyler, Denise Mina, Mo Hayder.

Ashey Little

Intervista a cura di Laura Piva


Di KARIN SLAUGHTER:

IL LIBRO – Quando il cadavere di un ex poliziotto viene trovato in un cantiere abbandonato di Atlanta, l’agente speciale Will Trent capisce subito che quello potrebbe essere il caso più rischioso di tutta la sua carriera. Una scia di impronte insanguinate rivela che c’era qualcun altro sulla scena del crimine, una donna, ferita, che ha lasciato quel luogo di morte ed è svanita nel nulla…