Intervista a L. K. BRASS






A tu per tu con l’autore

 

 

 

1) Il protagonista del tuo romanzo, Daniel, combatte da solo contro il potere delle organizzazioni internazionali, un eroe dei nostri tempi e un modello sociale a cui ispirarsi. Com’è nato? C’è qualcosa di autobiografico?
Voglio premettere che Daniel non è l’unico personaggio: gli “eroi dei nostri tempi” in realtà sono due. Il modello sociale positivo e l’abnegazione nell’affrontare il pericolo globale è ispirata piuttosto dal secondo personaggio, che riuscirà a focalizzare il problema e suggerirà anche le contromosse. Come lettore ho sempre avuto molto piacere nel ritrovare in un romanzo successivo dei personaggi che avevo apprezzato in modo particolare. All’inizio, volevo creare un personaggio diverso, più fragile e più umano, con l’idea di costruire una serie. Daniel Martin è nato così, ma ha preso rapidamente il controllo della mia scrittura e non ha voluto lottare da solo. Aveva bisogno una motivazione che andasse oltre la vendetta e comunque ha nemici talmente potenti da non poter essere sconfitti né da solo né in un unico romanzo. Per fortuna di autobiografico non c’è proprio niente, a parte la disponibilità di molte case sicure…
Meglio così, perché non ho reso la vita facile ai miei personaggi. Sono una persona mite e tranquilla, poco adatto alle avventure. Con questo finisce ogni analogia con Daniel Martin. Forse anch’io, se messo alle strette, saprei affrontare i mercanti dell’Apocalisse. Mi piace crederlo. In fondo, scrivere è un po’ come sognare a occhi aperti.

2) Nel tuo libro, si toccano molti temi di attualità e politica. Ti sei ispirato a qualche evento particolare per scrivere la storia?
Seguo i mercati finanziari da diversi anni. In realtà mi sono ispirato a moltissimi eventi drammatici. Ho una memoria abbastanza buona e ricordo con precisione il loro svolgimento e la sequenza di notizie che li ha accompagnati. Ogni volta ho avuto la sensazione che le premesse fossero state preparate e le crisi fossero state un po’ più drammatiche di quanto avrebbero dovuto essere. Mi ha sempre colpito anche il fatto che molte notizie arrivassero nei momenti meno appropriati. Non ho faticato molto a trovare l’ispirazione per scrivere la trilogia dei mercanti dell’Apocalisse. Nasce ancorata ai programmi di sostegno varati dalla BCE dal 2011 a oggi, ma le radici risalgono a eventi precedenti.

3) Cosa pensi riguardo alle “teorie del complotto”? Secondo te, negli ambiti che contano, c’è qualcuno che manovra nell’ombra per il suo esclusivo tornaconto?
Non mi piacciono le teorie complottiste e rigiro la domanda: Quando ci sono possibilità di guadagno per miliardi, perché qualcuno non dovrebbe manovrare per il proprio tornaconto? Perché i programmi della BCE dovrebbero essere stati risparmiati? Nel passato recente c’è chi ha messo in ginocchio la Banca d’Italia e ha costretto la Banca d’Inghilterra a gettare la spugna, attaccando anche a faccia scoperta. In quello recentissimo è successa la stessa cosa ai danni della Banca centrale Svizzera. Scenari del genere non sono solo plausibili, ma quasi ovvii. L’ingordigia e l’inventiva non hanno limiti. I mercanti sono là, con la loro logica perversa, pronti a cogliere le occasioni al volo quando sentono l’odore del sangue.

4) Titolo di un libro che ha segnato la tua vita personale e/o di scrittore.
Fatherland di Robert Harris. Quando ho letto la sinossi, mi sono subito detto “Era da anni che desideravo leggere qualcosa del genere”. Mi affascinano proprio le trame radicate nella storia – ipotetica o reale – e i collegamenti che emergono progressivamente dal passato. Nel caso di Fatherland, Robert Harris è riuscito a fare un triplo colpo da maestro: l’origine dell’enigma, l’ambientazione nel mondo cupo scaturito dalla mente di Hitler e non da ultimo il personaggio principale. Anche se il contesto storico era inventato, ci è voluta un’abilità straordinaria per creare una figura positiva partendo da un ufficiale delle SS.

5) Hai mai letto un autore di thriller del Nord Europa?
Sì e non mi limito a riferirmi alla trilogia più famosa, che ho letto più volte ed è una delle mie opere preferite. Ho letto romanzi di autori provenienti da tutti i paesi nordici con grande piacere. Forse non è un caso se I mercanti dell’Apocalisse fanno emergere anche un secondo personaggio. Proviene dalla Finlandia, paese che gioca un ruolo vitale anche nel seguito. Ho la mia personale idea sulle ragioni della grande diffusione degli autori di thriller del Nord Europa. Il bacino demografico non è molto esteso – gli abitanti non superano i trenta milioni – eppure gli scaffali delle librerie italiane ne sono giustamente colmi. Dubito che la nostra fantasia e la creatività italiana non siano altrettanto produttive. Sono convinto che nei paesi nordici gli editori cerchino e coltivino veramente i talenti locali, con conseguenti risultati sull’esportazione.

6) Cosa ci riserverá L. K. Brass per il futuro?
Alcune parti del futuro sono già scritte. Il secondo episodio “Fine dell’oblio” è già pubblicato dal novembre del 2014. Non l’ho mai pubblicizzato e l’avevo menzionato solo alla fine de Il deal dell’Apocalisse per vedere quanti lettori l’acquistavano. Anche adesso che non è citato nella nuova edizione, sono stupito di quanti lettori l’hanno scoperto da soli. Anche il terzo episodio è già nel cassetto. Come per i fuochi d’artificio, corona la trilogia dei mercanti dell’Apocalisse con un crescendo finale al cardiopalmo. Ho quasi pronto un quarto thriller, ambientato in uno dei luoghi in cui vivo. La storia è molto diversa: ha radici lontane nel tempo e si dipana ai giorni nostri in modo violento e drammatico nell’arco di un mese. Non potrà avere nessun sequel e i protagonisti non hanno niente in comune con Anna e Daniel.

Intervista a cura di Leonardo Di Lascia


Di L. K. Brass su Thrillernord:

IL LIBRO – La storia inizia con una sciagura che si abbatte sulla vita di Daniel Martin – brillante matematico assunto dall’Interpol – e sulla sua figlioletta Isabel: la madre e i due gemelli su un volo che li stava portando da loro è misteriosamente caduto. Daniel inizia a insospettirsi quando un altro fatto simile si verifica in Egitto portandolo molto vicino alla morte e lasciando Isabel quasi completamente sola. Dietro a questi tragici eventi ci sarà dietro qualcuno di oscuro? Il suo lavoro all’Interpol, nella finanza e come hacker c’entrerà qualcosa?…