Intervista a LETIZIA TRICHES




A tu per tu con l’autore

 

 

Una storia densa e calda come il magma del vulcano Etna alle cui pendici è ambientato il nuovo giallo di Letizia Triches “Giallo all’ombra del vulcano” (Newton Compton Editori). Una vicenda nera come la lava e la pietra dei palazzi catanesi che coinvolge tutti i personaggi vicini a Rachele De Vita,giovane archeologa uccisa con sette colpi di pistola. È il mare che tocca e accarezza la costa a restituire il corpo senza vita di Rachele e a far sprofondare nel lutto il marito, i genitori e gli amici. Delle indagini si occupa la pm Elena Serra che non tarda a farsi affiancare dal noto Giuliano Neri, giunto sull’isola per collaborare al restauro del palazzo di Cala Bruna e abile detective. Neri, protagonista della serialità che la Triches gli dedica con Il giallo di Portovecchio , Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori e I delitti della laguna, ritorna con le sue peculiarità di attento osservatore che adotta le tecniche e il suo talento di restauratore anche per le indagini. Mai come in questo romanzo il personaggio della vittima è fortemente presente e travolge tutti i personaggi quasi facendosi specchio e riflettendo il loro lato mancante, quello più libero da preconcetti o sovrastrutture, quello che privilegia il sogno di poter volare alto. La Triches col suo stile delicato e fluido cesella e incide la storia omaggiando la grande tradizione classica. Mito, storia, tradizioni, profumi e colori del territorio catanese riemergono nel dettaglio delle atmosfere e delle situazioni che riguardano le famiglie note del luogo. La natura si mescola all’uomo urlando spesso le sue ragioni e accusandolo di mali quali la speculazione e la collusione mafiosa. Il vulcano vigile e attento è il grande testimone.

 

 

 

 

INTERVISTA

1) Dopo Firenze e Roma, Giuliano Neri arriva a Catania. Come scegli le città in cui ambientare i tuoi gialli?
I miei gialli nascono sempre da città che conosco, ma non sono gialli metropolitani. Non parlo della violenza urbana Per me la città ha un ruolo consolatorio. Sto effettuando un vero e proprio tour noir, toccando luoghi che nel nostro immaginario sono strettamente legati all’arte. Città italiane per gialli italiani, perché noi ci portiamo dietro il senso dello spazio e della luce del luogo in cui siamo nati.

 
 

2) Abbini un colore a ogni città, quello di Catania è il nero?
Prima di scrivere gialli, la mia attività professionale mi ha messo a contatto con la pittura, e quindi con il colore. Con gli anni mi sono accorta che parlare dei colori è parlare del mondo. I colori influenzano la nostra vita, le nostre scelte, i nostri comportamenti. Forse da questo è nata la necessità di abbinare un colore a ogni città. Riguardo a Catania rispondo con un brano del mio romanzo: «La pietra nera di Catania, la immaginavo proprio così», constatò (Stella), osservando i palazzi. «Ma davvero ti sembra nera?», le chiese Giuliano. «Io ci vedo sempre un altro colore. A volte tende al rosato, a volte al viola. Oppure all’arancione con sfumature dorate. Ma forse è solo suggestione».
 

 
3) Restauratore e abile detective, davanti a un’opera d’arte e alla scena del crimine, Neri ricerca l’anima e la mente dell’uomo?
Giuliano Neri si interroga continuamente sulla natura della mente umana. Il suo lavoro gli ha insegnato che viviamo in una perenne scissione dell’anima, e non è facile individuare il confine tra normale e deviante. Quando Neri è impegnato nel restauro di un’opera d’arte, sa di trovarsi in bilico. Non serve soltanto un’ottima tecnica, ma anche una grande sensibilità per capire cosa voleva dire il pittore. Dietro l’artista Neri scopre l’uomo. È lo stesso metodo che utilizza davanti a una scena del crimine.
 

 
4) Arte e morte. Che rapporto c’è tra la creazione e la distruzione?
L’artista crea opere d’arte, l’omicida crea opere di morte. Ma si può accostare il genio creativo alla follia distruttiva? Apparentemente nulla sembra essere più lontano e incompatibile e non può bastarci la radice comune della parola creazione. Tuttavia il mondo dell’arte è un mondo pieno di ombre, ancora poco indagato in tal senso. L’universo dell’arte è inquieto. Se non lo fosse, l’artista non potrebbe capire il Male e non avrebbe alcuna difesa contro di lui, soprattutto quando è in lotta con il buio della mente che cerca di risucchiare le immagini appena generate. Forze oscure e incontrollabili sono, a volte, alle origini della genesi artistica.
 

 
5) La musica è una costante nei tuoi romanzi, in questo i capitoli sono titoli di canzoni, perché questa scelta?
La musica è una costante per me. Non mi lascia mai, neppure quando scrivo. Cambia solo il genere. Dipende dai personaggi. Sono loro a decidere cosa devo ascoltare. La colonna sonora del mio ultimo romanzo è stata scelta da Rachele. A lei ho riservato il ruolo della vittima, ma la sua presenza attraversa tutta la storia. È lei il vero genius loci della terra in cui si svolgono i fatti. Ed era sua la voce che ascoltavo. In ogni capitolo si trova un’eco della canzone che cantava.
 

 
6) La città di Catania e la sua doppiezza, ciò che appare e ciò che è celato. Che impressione ha Neri della città dell’elefante?
Neri ama Catania da subito perché in qualche modo gli somiglia. La città nasconde nel suo sottosuolo profondità insondabili e misteriose, proprio come il mio restauratore. “Un uomo tenebroso che dentro nasconde il fuoco”. Introverso, complicato, con una mente speculativa che lo predispone ad attacchi d’ansia. Nei rapporti affettivi è dolce e, talvolta, crudele. Sono sempre stata attratta dall’ambiguità dell’animo umano e dal tema del doppio.
 

 
7) In questo romanzo è molto forte il legame d’amore e di amicizia?
Mi interessa scavare in quella realtà quotidiana di apparente normalità, dove scorrono sentimenti e si intrecciano legami che ci riguardano da vicino, ma in cui può annidarsi l’orrore di una violenza appena dissimulata, magari dietro la banalità di un litigio privo di importanza. Un ruolo cruciale nel romanzo lo hanno due generazioni a confronto. Da un lato i giovani, con le loro pene amorose e i loro sogni per il domani, dall’altra i padri uniti da un complesso rapporto di amicizia tutt’altro che limpido.
 

 
8) Presente e passato convivono nei rapporti familiari?
Scelgo storie in cui i personaggi sono tutti molto legati fra di loro e sono tutti potenzialmente sospetti. L’ambito familiare è perfetto nella sua apparenza rassicurante. I legami stretti possono far scaturire situazioni in cui amore e odio convivono in un intreccio inestricabile. Conflitti che non si risolvono, ferite che non si rimarginano, il passato che non passa mai… Ed è nelle pieghe del tempo che Neri deve scavare per giungere alla verità.

Letizia Triches

A cura di Cristina Marra

 

 

Letizia Triches su Thrillernord 

Letizia Triches è nata e vive a Roma. Docente e storico dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir.