Intervista a LETIZIA VICIDOMINI






A tu per tu con l’autore

 

 

1) In Nero lei ci fa conoscere un dietro le quinte del mondo della danza fatto di passione e invidia portata all’ estremo: anche lei, nelle sue varie passioni e professioni ha riscontrato questo tarlo?

Purtroppo il “lato oscuro” dei rapporti interpersonali è presente ovunque. Lavoro nella scuola, faccio la speaker e la scrittrice e quasi ovunque ho inciampato in piccole storie di ordinaria invidia. La passione, poi, è pronta a colpire ognuno di noi. La differenza sta nel tipo di passione: se positiva aiuta a vivere meglio, se negativa può uccidere.

2) Quando leggo un libro scritto bene e con una storia solida come Nero, mi chiedo sempre due cose: qual è il primo libro che ha letto lo scrittore e il suo autore preferito o che lo ha ispirato di più

Il mio primo, vero libro è stato “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello, a cui sono seguite tutte le opere teatrali di Eduardo De Filippo (i miei genitori l’adoravano), ma a spingermi a scrivere ci ha pensato Isabel Allende.

3) Siamo in tempi di amori malati e femminicidio secondo lei cosa porta un essere umano a compiere gesti così estremi dimenticandosi che poco prima su quella persona riversava amore?

Credo che la molla principale sia sempre una volontà di possesso che tiene le radici saldamente impigliate nella mancanza di autostima. L’uomo ha progressivamente perso terreno, nel sociale e nella vita privata, per “colpa” di una donna sempre più capace di sostituirlo. Anziché puntare a migliorare l’offerta di sé, un certo tipo di uomo preferisce eliminare la concorrenza, se così si può dire. La gelosia è quasi sempre un pretesto: se una persona vuole essere amata deve essere soddisfatto di com’è, volersi bene.

4) Il cammino di uno scrittore è fatto di crescita e cambiamenti : che differenze nota dal suo primo romanzo a oggi?

La mia scrittura risente principalmente della crescita anagrafica (forse dovrei dire che sto invecchiando?), nel senso che quello che vivo alimenta ciò che racconto. Tecnicamente sento di aver affinato le modalità di struttura della storia e i dialoghi. Spero però di continuare a scrivere di getto, così com’è sempre stato, senza studiare troppo a tavolino ma seguendo il cuore.

5) Si è mai approcciata al thriller nordico?

Certo! Anche se mi sento più vicina alla letteratura italiana adoro Larsson e Lackberg e ho intenzione di approfondire la conoscenza di altri autori.

6) Quali autori di thriller e noir, consiglieresti ai lettori di ThrillerNord?

Senza dubbio il mio meraviglioso maestro, Maurizio de Giovanni, e poi Carrisi, Manzini, Wulf Dorn. Potrei continuare a lungo, ma spero i lettori di ThrillerNord decidano di cominciare leggendo me.

Letizia Vicidomini

Intervista a cura di Fiorella Carta


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