Intervista a LILIA CARLOTA LORENZO






A tu per tu con l’autore

 

1) L’idea del romanzo, ma soprattutto l’idea che ha dato vita ai suoi personaggi stravaganti e particolari deriva da una sua particolare visione del mondo, dalle vicende della sua vita, dai suoi incontri o non c’entra affatto con le sue esperienze?

Il modo che ho di scrivere c’entra eccome con la mia vita. I personaggi stravaganti, come li chiama lei, li prendo dalla variegata quantità di persone che ho conosciuto cammin facendo. Poi, certo, aggiungo qualcosa di mio. Ma non sono affatto stravaganti, i personaggi. Lo sembrano perché faccio vedere la loro parte nascosta, quella che non hanno il coraggio di mostrare perché devono adattarsi al mondo noioso e ben pensante che li circonda. Adesso che mi fa pensare, non si trovano personaggi così pittoreschi in Italia. Evidentemente qua la gente sa nascondere meglio i fattacci suoi.

2) Qual è il personaggio che più le assomiglia? Prende mai qualcosa di sé per le sue creature cartacee?

Sicuramente la vedova Manchú, quella stramba di telefonista di Palo Santo, che non esce e né le piace uscire di casa. In accappatoio di inverno e mutande e reggiseno d’estate, ascolta i pettegolezzi attraverso la linea telefonica. Io al posto delle cuffie sbircio sui social e, come dice la telefonista: perché dovrei pettinarmi, truccarmi, mettermi scarpe scomode per uscire e stressarmi, quando a casa ho tutto quello di cui ho bisogno: cinema, libri, TV, computer. Come ho messo nella biografia, esco solo quando il frigo è vuoto. Se prendo qualcosa di mio per i mie personaggi? Certo, credo che qualunque autore rubi della sua esperienza per inserirla nei romanzi che scrive.

3) Da una scrittrice sui generis e frizzante come lei, mi piacerebbe sapere cosa legge e quali sono i suoi scrittori preferiti.

Guardi, se non ho un libro fra le mani, divento matta. Mi sono dimenticata il Kindle sull’aereo, così ho ripreso a leggere i libri di carta. Bellissimi per carità, ma se non hai sonno e ti trovi all’una del mattino senza libri, cosa fai? Invece coll’ebook reader, scarichi il libro che vuoi, superando la crisi di astinenza. Comunque, ho iniziato a leggere da piccola, libri per bambini, poi, sono passata ai classici per adulti. Leggo soprattutto narrativa. Non si potrebbe dire che sia una lettrice colta che legge solo saggi. Libri che mi hanno segnata: di Dostoevskij Delitto e castigo, di Svevo La coscienza di Zeno, La signorina Else di Schnitzler. Dei gialli il migliore in assoluto, per me, è Il nome della rosa. Di Simenon ho letto tutto quello che è stato pubblicato in Italia, almeno fino a poco tempo fa. Romanzi più recenti che mi sono piaciuti: La strada, Il Cardellino, ma c’è uno che occupa un posto speciale come è giusto che sia: Gabriel García Marquez con Cento anni di solitudine.

4) Mi piacerebbe sapere come scrive. Si prefissa delle pagine giornaliere? O si lascia ispirare da un particolare momento della giornata?

Quando ero felice – ovvero, non dovevo pensare a promuovere i libri, controllare l’andamento delle vendite, disturbare tutti con i miei link e tutte quelle cose noiose che si devono fare – mi alzavo a scrivere alle cinque del mattino. Se quello che scrivevo mi divertiva, potevo andare avanti come un’ossessa fermandomi solo per mangiare.

5) Le è capitato di approcciarsi al thriller nordico? Conosce qualche autore?

Ancora non ho letto nulla, come assaggio ho visto qualche film basato sui libri. Lo farò al più presto. Mi piace molto quell’atmosfera di neve con la gente che quando respira gli esce il vapore dalla bocca. Ma è difficili però, memorizzare il nome dei personaggi.

6) Progetti futuri in campo letterario?

Adesso che mi sono inventata questo mestiere, non lo mollo più. Anche perché non esiste nessun altro così bello. Quindi fin quando non sopraggiungerà l’Alzheimer, la demenza senile e compagnia bella, io scriverò. Vorrei solo esser ricca per pagare qualcuno che si occupi del marketing… a meno che non diventi famosa con Il cappotto della macellaia e non abbia più bisogno di fare pubblicità. 😉

Lilia Carlota Lorenzo

Intervista a cura di Patrizia Pisanello


Di Lilia Carlota Lorenzo su Thrillernord:

IL LIBRO – Ci troviamo in un piccolo paesino, Palo Santo, in Argentina. Tutti conoscono tutti e sanno tutto di tutti e la routine degli abitanti del paese sembra del tutto innocua e priva di eventi degni di nota. Ma capiamo subito che non è così. Nel momento stesso in cui ci ritroviamo a leggere le bizzarre presentazioni di questi stravaganti personaggi, capiamo che qualcosa di tutt’altro che comune è in agguato dietro la pagina…