Intervista a LUIGI SCHETTINI






A tu per tu con l’autore


1) 1) Per tutti gli amici di thrillernord che non ti conoscono, vuoi descrivere in poche battute chi è Luigi Schettini

Luigi Schettini sono io. E fin qui credo non ci siano dubbi. A parte gli scherzi, sono romano, ho ventisette anni e scrivere è ciò che vorrei diventasse il mio mestiere a tutti gli effetti.
Paradossalmente scrivere di queste vicende così truculente ed oscure mi rende vi-vo. E’ tutta una questione di emozioni, le mie e quelle degli altri. Mi riempie di orgo-glio ricevere critiche, sia positive che negative, da parte di un lettore, perchè ciò si-gnifica che ha investito del tempo, dedicandolo ad una mia creatura, una mia crea-zione.
Tornando a me, mi reputo una persona piuttosto creativa. La creatività è un dono che io conservo gelosamente. Chi crea ha un potere immenso fra le mani e nella testa: può arrivare ad esplorare mondi sconosciuti e persino a conquistarli.
Mi auguro un domani di riuscire a vedere su schermo i miei scritti e, perchè no, magari a dirigerli io stesso.
Oltre alla passione della scrittura, nella vita di tutti i giorni sono anche un insegnan-te/coreografo hip-hop.

2) Il cinema è una delle tue grandi passioni. Quali sono i tuoi maestri? Il loro stile, ha influenzato “Qui giaccio”?

Il mio maestro è senza dubbio Dario Argento. Da lui ho imparato a ricreare quello stato di panico psicologico che non solo spaventa il lettore, ma anche lo scrittore durante la stesura. Chi scrive un libro (o nel suo caso un film) entra in una fase di sperimentazione, e si ritrova ad inocularsi paura, panico ed altre sensazioni estre-me e negative per vedere se fanno effetto su di lui, prima che sugli altri.
Adoro il suo cinema, lo trovo catartico. Profondo Rosso è il film che amo di più, che segna forse il passaggio dal giallo classico all’italiana, ad un thriller più internazio-nale con qualche vena di horror, mitigato a sua volta da un tocco di splatter.
Un altro film che considero ispiratore per la mia produzione di scrittore, anche se non è firmato dal maestro Argento, è La casa dalle finestre che ridono, di Pupi Ava-ti.

3) Il genere noir, nel tuo libro è dominante; quali sono gli scrittori di genere noir che ami di più?

Sono cresciuto a pane e Stephen King. Ricordo che mia sorella lasciava per casa vecchie videocassette di film tratti dai suoi libri che io puntualmente guardavo, an-che di nascosto. In seguito mi sono interessato alla lettura vera e propria di gran parte della sua bibliografia.
Durante gli anni delle scuole medie è maturato il mio interesse anche nei confronti di Patricia Cornwell, che continuo a leggere tutt’ora. Inoltre apprezzo molto lo stile di Lovecraft, Agatha Christie, Sharon Bolton, Samuel Beckett e Fred Vargas.
Dunque più che solo noir, direi che i miei scrittori di riferimento passano dal thriller, al giallo classico fino a toccare le vette più alte ed impervie dell’horror.

4) Ho amato i personaggi del tuo libro, “Qui giaccio”, soprattutto il protagonista, Tom Sermon. Spero di ritrovarlo nel tuo prossimo libro…non mi deluderai, vero?

Credo di poter mantenere questa promessa. No, non ti deluderò. Entro la fine del 2016 uscirà il mio prossimo romanzo, che vedrà ancora una volta per protagonista il brillante dottor Sermon.
Si tratta in realtà di una vicenda che avevo iniziato a scrive-re prima della stesura di Qui giaccio, e proprio per questa ragione il lettore si ritro-verà immerso in un’indagine avvenuta un anno prima del caso dell’imbalsamatore del Verano. Ho pensato ad una trilogia a ritroso: mi auguro che nel prossimo futuro possa tornare a vedere la luce anche il mio primo scritto, avente anche lui come protagonista Tom Sermon.

5) La scelta dell’ Italia è in particolare della città di Roma, come ambientazione del tuo romanzo “Qui giaccio”, è casuale o voluta? Se è voluta, quali sono le motivazioni che hanno fatto cadere la tua scelta proprio su questa città?
La scelta è senz’altro voluta. Affettiva, oserei dire. Non è la prima volta che scelgo Roma come scenario di un romanzo, anche se nel mio Giallo zafferano predomina-va più che altro la periferia, la borgata. Per Qui giaccio, una vicenda così forte, emozionante e d’impatto emotivo, ho voluto fortemente che la mia città fungesse ancora una volta da complice, insieme però alle proprie bellezze, alla sua maestosi-tà, ai suoi secoli di storia. Roma è la protagonista indiscussa di questa trama dal sapore internazionale.

6) Ti è capitato di avvicinarti al thriller nordico? conosci qualche autore?
Sì, mi piace molto il thriller nordico. Ho avuto modo di leggere ed apprezzare alcuni romanzi di Nesbø e Lackberg. Anche se, ad essere sincero, preferisco maggiormente i thriller di provenienza americana.

Luigi Schettini

Intervista a cura di Giusy Ranzini


Di Luigi Schettini su Thrillernord:

IL LIBRO – La vita tranquilla di Winnipeg viene sconvolta da un brutale omicidio, apparentemente inspiegabile, che vede come vittima una famosa pittrice appartenente a un ristretto “Circolo di artisti” che si è appena sciolto. Tom Sermon, coroner della contea, si trova a indagare sul caso aiutato da Bernie, un amico ritrovato, e da Maria, una cugina che non sapeva di avere. Dovrà però fare i conti non solo con la brutalità dell’omicida, che colpirà nuovamente, ma anche con il nuovo ministro della Giustizia che cercherà in ogni modo di intralciare il suo lavoro e minare…

IL LIBRO – Tom Sermon, famoso coroner di Winnipeg, giunge a Roma con la sua famiglia, per godersi una breve e tranquilla vacanza. Non appena atterra in Italia, però, viene raggiunto all’aeroporto dal commissario Giacomo Negri che gli propone di collaborare attivamente ad un caso molto particolare, verificatosi nel cimitero monumentale del Verano…