Intervista a Lynda La Plante




A tu per tu con l’autore

 

 

È uscito da poco, il nuovo thriller di Lynda La Plante, considerata la più grande giallista britannica, con milioni di lettori in tutto il mondo. Widows. Eredità Criminale è una lunga e ben costruita narrazione sul coraggio e la solidarietà femminile, ma soprattutto sulla fiducia reciproca di un gruppo di donne che si uniscono per non soccombere.

Abbiamo intervistato Lynda La Plante per i lettori di Thrillernord.

 

Da dove viene la bella storia di Widows?

C’era un articolo su un giornale che descriveva una moglie di una famiglia borghese, il cui marito era morto, lasciandola non solo vedova, ma in una terribile situazione finanziaria. Aveva tentato di rapinare un ufficio postale ed era stata arrestata. Ho semplicemente trovato i fatti di come e perché questa donna era stata spinta al crimine. È diventato il seme di Widows il romanzo.

 

 

Widows può essere considerate un thriller che parla solo di donne ma in realtà parla soprattutto di coraggio. Era questo il suo intento?

Il personaggio di Dolly Rawlins sapeva sempre delle attività criminali di suo marito, per molti versi lo sosteneva tranquillamente e migliorava la sua capacità di non essere mai arrestato. Alla sua morte è consumata dal dolore e, a differenza delle altre vedove, è finanziariamente sicura. È il denaro che usa in un primo momento per corrompere le altre donne e convincerle a proseguire con i colpi progettati in precedenza dai loro mariti. Ma poi gradualmente iniziano a realizzare e ad accettare il richiamo della ricchezza, un incentivo molto forte. È coraggioso, ma è anche un atto di follia e successivamente c’è anche la spinta della vendetta.

 

 
A chi si è ispirata per creare il personaggio di Dolly?

La mia ispirazione per il personaggio di Dolly Rawlins proviene da una donna che lavorava in una bancarella del mercato. Io ero incuriosita da lei e volevo saperne di più. Quando alla fine ha acconsentito a ricevermi a casa sua ho scoperto che la stessa donna con il cappotto logoro, il cappello di pelliccia e gli stivaletti che avevo incontrato al mercato, contrariamente a tutte le mie aspettative, aveva una casa splendidamente arredata con pezzi d’antiquariato, ed era vestita con un abito sartoriale elegante, e aveva i capelli perfettamente acconciati. Mostrandomi tutte le sfaccettature della sua personalità e soprattutto confidandomi che era sposata con un criminale violento, che era in prigione per omicidio e rapina, è diventata l’ispirazione per Dolly Rawlins.

 

 


La suspense in Widows va sempre di pari passo con le emozioni delle protagoniste. Perché questa scelta in un thriller?

Le vedove sono guidate dal dolore e questa forza all’inizio non è realmente compresa. Una donna di mezza età che tenta di organizzare una pericolosa incursione su un furgone della sicurezza fa emergere, a volte, un umorismo oscuro. A mano a mano che conosciamo ognuna delle donne, è imperativo che comprendiamo e ci piacciano, ma manteniamo anche il sospetto che in nessun modo queste donne, le vedove, potrebbero in realtà farcela. Ma quando le donne dimostrano di sapere essere determinate, professioniste e coraggiose anche più degli uomini allora le loro emozioni diventano anche la guida, il filo conduttore che fa trepidare e appassionare il lettore, come ad esempio la scoperta di Dolly Rawlins del tradimento da parte del marito.

 

 

 

Chi è il suo personaggio preferito nel romanzo?

Il personaggio di Linda. Un personaggio con cui avevo già avuto a che fare prima che il romanzo fosse scritto. Successivamente ho incontrato un criminale italiano di nome Joe Pirelli e mi è piaciuto molto il modo in cui il nome e in cognome funzionavano insieme. Mi sono resa conto, poi, che il personaggio di Widows non corrispondeva alla descrizione della vecchia Linda in alcun modo, ma lei resta comunque speciale, anche se è abbastanza ovvio che Dolly Rawlins rimane la regina.

 

 

 

Se dovesse scegliere una sola frase che rappresenta l’intero libro quale sceglierebbe e perché.

Affrontando la vita da sole, si sono rivolte al crimine insieme.

Nessun altro commento credo sia davvero necessario.

 Lynda La Plante


A cura di Antonia del Sambro


Di Lynda La Plante:

IL LIBRO – Per Dolly essere la moglie del noto criminale Harry Rawlins non è mai stato un problema. Negli anni, si è tenuta alla larga dagli affari del marito, ottenendo in cambio tutte le attenzioni che ha sempre desiderato. Ma l’ultima impresa di Harry finisce in tragedia e, con la sua morte…