Intervista a Mariolina Venezia




A tu per tu con l’autore

 Intervista a Mariolina Venezia autrice di “Rione Serra Venerdì”

 

Ritorna Imma, sorprendente e volitiva, determinata e dura come i fiori che crescono sui sassi di Matera, la PM Imma Tataranni di Mariolina Venezia ci era mancata con la sua eccentricità genuina, la sua testardaggine e il suo essere unica. Un personaggio caratterizzato benissimo che non passa inosservato, a Imma le puoi voler bene o criticare, ma di certo non puoi non accorgerti di lei. Stavolta alla sua terza indagine “Rione Serra Venerdì”(Einaudi), il tempo sembra tornare indietro perchè la vittima è una sua ex compagna di scuola, Stella Pisicchio, trovata strangolata nell’appartamento chiuso dall’interno. La macchina narrativa di Mariolina Venezia parte dal luogo del delitto e tocca posti simbolo di Matera e in particolare il rione Serra Venerdi dove abitava Stella e man mano entrano in scena gli altri personaggi dal maresciallo Calogiuri, al marito e alla figlia di Imma, al nobile decaduto e indebitato, una carellata di figure che si appropriano della quotidianità di Imma. La PM sui tacchi dodici si avventura anche su terreni difficili e impervi e ricerca la verità che nel superbo gioco narrativo di Venezia diventa anche indagine su se stessa, sulla sua giovinezza e sulla sua femminilità. Matera partecipa alla trama diventando contenitore di storie e stati d’animo e facendo emergere un’altra parte della sua storia recente, una città che  pur mantenedo il suo fascino antico sa aprirsi al futuro.

 

 

Sei già al terzo romanzo, hai pensato da subito alla serialità o è stato il personaggio di Imma a spingerti a raccontarla ancora?

Non sarò particolarmente originale, ma come dicono molti scrittori di storie seriali, è il personaggio che si è imposto. Con il primo Imma Tataranni, “Come piante tra i sassi”, volevo raccontare la Basilicata nell’’era della globalizzazione. Il mio romanzo precedente, “Mille anni che sto qui”, era già ambientato in questa regione, con le sue tradizioni, la sua bellezza arcaica, e le sue mille contraddizioni. La storia, una saga familiare, partiva dall’’Unità d’’Italia e arrivava alla caduta del muro di Berlino. Per parlare della contemporaneità, però, mi sembrava più adatta la forma del giallo. Un personaggio che indaga, che si sposta nel territorio percorrendone i paesaggi, che incontra le situazioni e la gente più disparata, mi avrebbe permesso di continuare a raccontare una terra la cui storia è talmente particolare da diventare universale. Poi però Imma Tataranni è venuta fuori così viva, ostinata e prepotente, che non me ne sono ancora liberata. Infatti sto scrivendo un quarto romanzo che la vede protagonista….

 

 

 

In cosa Imma somiglia alla sua autrice?

E’ ormai l’’autrice, mi diverte dire, che in alcuni tratti somiglia a Imma Tataranni. La signora in questione ha una personalità talmente forte che mi ha plagiata. Intanto c’’è l’’aspetto fisico: è una tappa con la quinta di reggiseno. Capelli crespi di un rosso improbabile, con la ricrescita. Tacco dodici anche per scalare le montagne. E poi vestiti zebrati, tigrati, gonne scozzesi, lustrini, frange e paillettes, ne fanno agli occhi della suocera, e non solo, la donna peggio vestita di tutta la provincia. Si aggiunge una memoria elefantiaca e una volontà di ferro. Oltre a un modo tutto suo di vedere la vita: introdurrebbe una lettera di motivazioni per i turisti che vogliono visitare un determinate posto, e manderebbe in galera quelli che praticano la nuovelle cuisine. In definitiva è una donna che diventa anticonformista difendendo i valori della tradizione in un mondo globalizzato, dove le vecchie di paese si interessano di bondage e tutti rincorrono il loro quarto d’’ora di celebrità. Ma mi fermo qui. Anzi no. Aggiungo che Imma Tataranni, oltre a essere la piemme più cazzuta e discussa del centro sud, è anche una tipica madre di famiglia, di quelle che imbandiscono le tavole e si preoccupano di fare la spesa. E sua figlia, l’’adolescente Valentina, è l’’unica capace di metterla in crisi….

 

 

 

 

Calogiuri bravo, bello e impossibile può essere considerato oltre a una “creatura” di Imma anche il suo alter ego maschile o l’uomo che istiga una sfida continua con se stessa?

Non saprei. Calogiuri per me è la versione maschile della Barbie, il principe azzurro, un toy boy, l’’equivalente moderno della segretaria di Marlowe, ma anche un personaggio profondamente umano, in grado di riservare delle sorprese. Gli fa da contraltare Pietro, il marito mammo di Imma, vero angelo del focolare in casa de Ruggeri Tataranni. Insomma, mi sono divertita a ribaltare un po’ gli stereotupi di genere, una volta tanto….

 

 

 

 

Ricostruendo la vita di Stella, la vittima, la tua protagonista compie anche un’indagine su se stessa?

Esattamente. Come tutti, Imma ha un’’immagine di sé che non corrisponde esattamente alla realtà. E questa indagine la porterà a scoprire alcuni suoi lati oscuri. Per me è stata anche l’’occasione di indagare sul funzionamento della memoria. Sono una proustiana sotto copertura…

 

 

 

Iĺ romanzo inizia con l’informativa dei carabinieri sulla scena del crimine. Il modus operandi dell’assassino riporta ai grandi classici ed enigmatici delitti della camera chiusa, sei estimatrice di quei romanzi? È stato un tuo omaggio?

In realtà i miei punti di riferimento nel genere sono piuttosto dei gialli psicologici. Più che Agatha Christie o Conan Doyle, per intenderci, Simenon, Patricia Highsmith, e poi degli scrittori più eccentrici, come Leo Malet e anche Richard Brautighan, autore di “Un privato a Babilonia”, dove si gioca col genere, e il giallo diventa anche comico. La mia formazione avviene negli anni del cosiddetto “postmoderno”, e ho conservato il gusto per la commistione, l’’elaborazione e il superamento del genere.

 

 

 

 

È la memoria del passato il tema di questo romanzo. Memoria rappresentata anche dai bambini del quartiere Serra Venerdì che fanno da guida tra i Sassi. Quei bambini simboleggiano anche il futuro, la voglia di cambiamento?

Più che la voglia di cambiamento, nei miei romanzi, ho l’’impressione che ci sia un accento sull’’importanza di conoscere la nostra storia. Chi siamo e da dove veniamo. Dove andiamo è una conseguenza. In questo romanzo si parla del passato nei Sassi, degli anni ’70, e poi si fa un salto indietro fino al periodo postunitario, e alla cosiddetta Questione Meridionale. Ma non aggiungerò altro….

 

 

 

Nell’indagine sembra andare tutto al contrario ” sottosopra” è Imma a raddrizzare tutto in nome della verita?

Sarebbe bello, ma non è così. Imma è un personaggio donchisciottesco, intraprende battaglie che è destinata a perdere. Ma nella sua sempre rinnovata voglia di cimentarsi c’’è la sua forza e la sua poesia.

 

 

 

La serie diventerà una fiction televisiva ci anticipi qualcosa?

Meglio di no, per il momento. Solo che andrà in onda, probabilmente, l’’autunno prossimo.

 

A cura di Cristina Marra


Di Mariolina Venezia:

IL LIBRO – La dottoressa Tataranni è alle prese con un omicidio che affonda le radici nel passato. E se lei stessa avesse contribuito inconsapevolmente alla morte di Stella Gallicchio? L’indagine, oltre che negli spettacolari scenari delle Dolomiti Lucane…