Intervista a MARTIN RUA






A tu per tu con l’autore

 

 

A tu per tu incontra per i lettori di Thrillernord, Martin Rua, un giovane autore che ha già alle spalle, tra gli altri lavori, una trilogia completa, la Parthenope Trilogy e una in corso di pubblicazione, la Prophetiae Saga, di cui L’enigma del libro dei morti costituisce il secondo capitolo. E’ un piacere per noi poterti rivolgere qualche domanda.

 

 

1)  Ne “L’enigma del libro dei morti” hai riportato l’attenzione su dei siti e su personaggi che hanno avuto il riflettore puntato qualche anno fa, ma che poi son finiti nel silenzio parlo di Rennes-le-Château Bérenger Saunière e la fine dei Catari con il collegamento ai Cavalieri del Tempio. Quanta passione hai per gli argomenti esoterici? E come mai ti sei appassionato proprio a questi argomenti?

In realtà l’attenzione non è mai calata del tutto su quella faccenda di Rennes-le-Château. Anzi, libri come Il santo Graal non hanno fatto altro che dare la stura a tutto un filone di ricerche e romanzi che continuano ad affollare le nostre librerie, magari con un po’ più di discrezione. È una storia ricca di mistificazioni e sciocchezze, ma che cela qua e là dei frammenti di verità che vale la pena continuare a investigare. La passione per tutto ciò che riguarda l’aspetto più discreto della conoscenza – quello che chiamiamo comunemente esoterismo – è ancora forte in me e nasce dal mio interesse per tutto ciò che non è manifesto nell’immediato e soprattutto che è considerato, diciamo così, eretico.

 

 

2)  Risulta interessante il collegamento tra eventi passati con reperti adeguatamente nascosti ed eventi attuali che riprendono la loro validità in paesi del Medio Oriente dove ci furono scambi tra oriente e occidente, soprattutto a livello scientifico, attraverso Cavalieri del Tempio e cultura araba. Nel tuo romanzo lo riprendi come un argomento dei giorni nostri che continua la serie di intrighi iniziata tanti anni fa. Ciò che accade oggi è una derivazione deviata di rapporti malsani avviati tanto tempo fa e perpetuati fino ai nostri giorni?



Non bisogna dimenticare che nel tracciare la trama di L’enigma del libro dei morti ho sì riportato ipotesi scientifico-storiche, ma ho anche usato una buona dose di fantasia. I rapporti tra cristiani e cultura araba all’epoca delle crociate può avere condotto, per esempio, alla nascita di fenomeni come la costruzione delle cattedrali gotiche (pare che l’arco ogivale sia stato mutuato dagli archi arabi), ma dubito che possa aver dato vita a qualcosa di simile alla mia Ligue. Quel che si può dire, però, è che quel che stiamo vivendo oggi è il risultato di azioni scellerate condotte dall’Occidente in quell’Oriente che ci siamo illusi di controllare e tenere sotto scacco con la forza.

 

 

3) Paragonarti a Dan Brown per me è poco perché ho notato l’approfondimento degli argomenti con il quale crei la storia del tuo libro e da questo si evince una trama tutt’altro che leggera, ma pregna di significato. Ti lasci ispirare da scrittori di romanzi o da scrittori come Louis Charpentier, ad esempio?

L’idea dell’editore di paragonarmi a Dan Brown nasce dalla vicinanza di alcuni temi da me trattati a quelli presenti nei romanzi del papà di Robert Langdon e anche dal fatto che evocare il suo nome significa ancora far pensare a libri di grande successo. E sia io che la Newton vogliamo avere successo! Scherzi a parte, cerco di tessere la trama attorno ad argomenti forti e su cui mi documento al meglio possibile. Fondamentale è confrontarsi con altri grandi, per cui James Rollins, Steve Berry, Glenn Cooper, ma anche italiani come il mio amico G.L. Barone sono per me punti di riferimento, insieme, naturalmente, agli studiosi più vari che di volta in volta mi aiutano con la parte scientifica del mio lavoro. Louis Charpentier, da te citato, è uno di quelli che ho consultato, per esempio, quando ho scritto La cattedrale dei nove specchi, dove Chartres aveva un ruolo centrale, mentre per la Prophetiae Saga ho consultato soprattutto studiosi di Nostradamus come il professor Brind’Amour.

 

 

4)  Ne L’enigma del libro dei morti a quale personaggio di avvicini? Ti senti un agente speciale con discendenze famose, un politico corrotto, un amministratore di un’azienda farmaceutica pronto a tutto pur di guadagnare, un Nostradamus o un medico che cerca di salvare milioni di vite?

Escludendo i personaggi negativi (mi ritengo una brava e onesta persona…), direi che mi identifico un po’ in tutti, anche se non ho lo stesso coraggio di un Gabriel o di qualche altro agente della Horus. Di sicuro mi sento più vicino a quelle caratteristiche esoteriche rinvenibili in alcuni personaggi… e alla passione per la buona tavola e la birra di François Ozouf!

 

 

5)  Adesso parliamo un pò delle tue letture e dei tuoi gusti in fatto di libri: quale (o quali) hai sul comodino? Qual è il genere che preferisci?



Anche se per necessità leggo molti libri inerenti al mio genere, sono abbastanza onnivoro. Ho da poco terminato la lettura di La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi e di L’ultima battaglia del mio amico Fabio Sorrentino, un libro meraviglioso ambientato all’epoca della guerra di Troia, ma sul comodino ho un saggio di alchimia di Basilio Valentino, L’amica geniale di Elena Ferrante – che mi sono finalmente deciso a leggere – e il saggio Programming The Universe: A Quantum Computer Scientist Takes on the Cosmos di Seth Lloyd, un libro sulla fisica quantistica e le sue applicazioni all’informatica. Un argomento che sarà l’ossatura dell’ultimo capitolo della Prophetiae Saga.

 

 

6) Domanda di rito per Thrillernord: che ne pensi del thriller nordico?

Ne penso un gran bene. Ho adorato la serie Millennium di Stieg Larsson e credo che Jo Nesbø sia un maestro assoluto.

Martin Rua

(a cura di Marianna Di Felice)

Di Martin Rua:

IL LIBRO – Nei dintorni di Montségur si è diffusa una terribile epidemia. I rimedi del dottor Étienne Domergue non sembrano funzionare. In un ultimo, disperato tentativo di fermare l’ecatombe e porre un freno ai deliri apocalittici di un gruppo religioso, il dottore invia il suo allievo Gaston Arrau in Provenza per chiedere aiuto al più grande esperto di peste in circolazione: Michel Nostradamus…