Intervista a MASSIMO TORRE




A tu per tu con l’autore

 

A tu per tu torna ad incontrare Massimo Torre che ci racconta del suo nuovo libro “La Dora dei miei sogni”. Buona lettura!

 

1)  Complimenti per il romanzo veramente da far leggere a scuola ai ragazzi, detto questo, come si passa a scrivere storie su Pulcinella a questo tipo di storie, dove il giallo e solo di contorno ad una narrativa più ampia e con concetti non espressi, ma ben intendibili dal lettore?

Ti ringrazio per i complimenti Leo. In effetti si tratta di storie completamente diverse che rispondono a necessità narrative diverse. Nel caso di Dora si è trattata della necessità di indagare e riflettere su quello che per ognuno di noi è la “dimensione di realtà” che non è quella oggettiva ma quella soggettiva. Mi ha sempre colpito come le persone raccontassero spesso in modo molto diverso gli stessi fatti “oggettivi”. Che cosa è reale e cosa no per ognuno di noi? E di che cosa è costituita questa realtà soggettiva? Sogni, aspettative, paure, rimozioni, proiezioni, frustrazioni, desideri tendono a modellarla se non talvolta a ricostruirla totalmente. E quindi ho affidato a Mauro Sardonico il compito di indagare su questo aspetto partendo dal suo specialissimo caso personale: essersi perdutamente innamorato di Dora che vive esclusivamente nei suoi sogni mentre è perseguitato nelle realtà da un misterioso qualcuno che vuole distruggerlo. Qual è effettivamente la sua realtà, quella felice nei sogni con Dora o quella inquietante degli assassini dei suoi clienti che lo vedono principale sospettato?

 

2) Se oggi ci fosse la La Polizza Vita natural durante cosa succederebbe secondo te?
Avrebbe un grande successo!

 

3)  Tutti nella nostra vita abbiamo una Dora, che non necessariamente è una donna, ma possono essere anche altri sogni, questa idea è nata da un tuo sogno nel cassetto?

L’idea mi ha accompagnato per lungo tempo. E prende liberante spunto da un fatto che mi è “realmente” accaduto: un sogno che ho fatto quando avevo meno di vent’anni. Mi sono perdutamente innamorato di una ragazza con la quale ho avuto una storia d’amore bellissima. Quando ho riaperto gli occhi ero sgomento.  Consapevole di averla perduta per sempre, ma il mio sentimento per lei era reale e potente e feci una gran fatica a liberarmene. Anche adesso considero quella tra le mie vicende amorose più importanti. Anche se si è trattato “solo” di un sogno…

 

4)  Il romanzo fondamentalmente è una fiaba, direi non solo per adulti, lo consiglieresti alle nuove generazioni che hanno smesso di sognare o forse non lo hanno mai fatto?

Il sogno è una parte fondamentale della natura umana, espressione sia del desiderio che del profondo subconscio. E’ impossibile non averne come è impossibile non respirare o mangiare o bere. Il sogno determina la spinta ad andare oltre a raggiungere mete magari impensabili. Senza questo siamo già vinti, obbligati a una realtà molto spesso insoddisfacente. Costringerci a non avere sogni significa essere sconfitti in partenza.

 

5)  In La Dora dei miei sogni fondi molto bene il mondo reale con quello irreale, anche questo amore, irreale diventa in pratica una cosa reale, una spinta per affrontare la quotidianità ricca di problemi e di stress, è un consiglio che dai per vivere la vita oggi?

L’amore come i sogni ha il potere di sovvertire il reale. L’amore è la cosa più potente di cui siamo dotati. Decuplica le nostre forze. Può fare miracoli… e di cosa abbiamo bisogno se non di questo?

 

 

6)  Sarebbe bello vedere questo libro sui grandi schermi, che attori vorresti che personificassero i tuoi personaggi?

Ti dico la verità non ci ho mai pensato. Quando scrivo romanzi non penso al cinema o alle serie televisive, pur essendo uno sceneggiatore. Scrivere letteratura (perché è questo che tento di fare…) è molto diverso dallo scrivere sceneggiature. Se dovesse succedere il cast sarà un problema del regista… io non voglio sostituire l’immagine dei miei personaggi che ogni lettore si è costruita o si costruirà con la propria fantasia con quelle definitive di attori famosi. Anche questo è il bello della letteratura l’interazione tra la fantasia dello scrittore e quella del lettore.

 

7) Che libri hai sul comodino?
Aspetta che guardo… James Joyce “Scrivere pericolosamente”, George Saunders “Lincoln nel Bardo”, Richard Ford “Rock Springs”, Ivonne Mussoni “La corrente delle ultime cose”, Massimiliano Governi “Il calciatore”, Kate Tempest “Let them eat chaos”, Beppe Fenoglio “Una questione privata”, Daniel Pennac “La passione secondo Thérèse”. Sono esattamente i libri che ho adesso sul comodino. Intanto ti ringrazio per l’intervista.

Massimo Torre

A cura di Leonardo Di Lascia

Massimo Torre  Scheda Autore


Massimo Torre è nato a Napoli nel 1958. Vive a Roma. Sceneggiatore di film e serie televisive di successo, fa parte della giuria del Premio Solinas, il più prestigioso premio di sceneggiatura italiano.



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